Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

L'amore ai tempi di Fiona

Grande bellezza aristocratica, modella famosa già da adolescente.

di Giuseppe Turani |

Nasce a Auckland in Nuova Zelanda nel 1932 da genitori di rango. Il padre è contrammiraglio della Marina britannica e la madre è la figlia di un baronetto. E’ da subito talmente bella che la madre la incoraggia a fare la modella, attività che comincia di fatto quando è ancora adolescente.

Diventerà uno dei volti più ricercati dei favolosi Fifties, gli anni Cinquanta. Ma resterà sulla breccia per almeno tre decenni. Oggi è una signora di oltre 80 anni, orgogliosa dei suoi capelli bianchi (non li ha mai voluti tingere) e delle sue rughe, per le quali non ha mai fatto assolutamente nulla.

Il fascino e lo sguardo sono ancora gli stessi che più di mezzo secolo fa avevano stregato Cecil Beaton, ritrattista ufficiale della casa reale inglese: appena aveva un momento libero, consumava chilometri di pellicola per fotografarla. E la stessa cosa facevano tutti gli altri fotografi famosi dell’epoca.

D’altra parte Fiona Campbell-Walter era non solo bellissima, era stata anche una novità sorprendente. Allora, le belle ragazze di moda (da Marilyn a Gina Lollobrigida) erano in genere bassine e robuste nei punti giusti. Lei arriva sulla scena e sembra un disegno di Modigliani: alta, curve appena accennate, atteggiamento inesorabilmente aristocratico.

Nel 1953 la rivista Life Magazine la mette in copertina (cosa molto rara per una modella) e quelli di Vogue sono talmente pazzi di lei che le dedicherebbero la copertina anche quando il giornale non esce. Fiona guadagna somme favolose: fotografarla poteva costare anche due mila sterline all’ora. Nel 1966 poserà anche per David Bailey per un numero di British Vogue..

Oltre alla bellezza, Fiona dispone di un fascino assoluto. Nel 1956, a 24 anni, sulle piste bianche di neve di Saint Moritz conosce uno degli uomini più ricchi d’Europa e gran donnaiolo: il barone Hans Heinrich Thyssen-Bornemisza de Kaszon.

Alle spalle il barone ha già due matrimoni e due divorzi, ma di fronte a Fiona non ha un attimo di dubbio: la sposerà nel giro di 12 ore, probabilmente un record mondiale. E lei diventa baronessa.

A quel punto i due sposi si ritirano a Villa Favorita (piena di stupendi dipinti) sul lago di Lugano e Fiona diventa una stella del jet-set, e passa da un ricevimento all’altro, da un festa alla successiva. Il matrimonio funziona, ne nascono anche due figli. Ma proprio poco dopo la nascita del secondo figlio, nel 1965 il più favoloso matrimonio dell’alta società va in frantumi.

Un po’ perché lei ha più testa del barone, che invece pensa solo a divertirsi. Ma soprattutto perché nella sua vita sta per apparire un nuovo amore, quasi certamente quello più vero e il più importante della sua vita. Si tratta di un ragazzo greco che ha sedici anni meno di lei. Ma questo non sembra essere di ostacolo. I due si amano quasi alla follia, sempre insieme, mano nella mano. Lei, per stare con lui, si trasferisce a Atene. Lui è Alexander Onassis, figlio e successore designato di Aristotele.

E qui nascono i problemi. Questo grande amore non piace per niente al vecchio armatore. Trova Fiona troppo avanti con gli anni, troppo bella, troppo intelligente, troppo autonoma. Per Onassis le donne si comprano, soprattutto. Per avere Jacqueline Kennedy ha fatto intervenire addirittura un banchiere (André Meyer, capo della Banque Lazard di New York), che ha steso un vero e proprio dettagliato contratto: quante ore al mese di intimità, quanti soldi alla signora.

In più, a pelle, detesta la baronessa, anche perché vede che il figlio è invece pieno di amore, completamente travolto. E, naturalmente, nemmeno si sogna di impalmare una brava, e ricca, ragazza greca, magari figlia di qualche armatore.

Dopo tanti dissensi e dispetti, si arriva alla rottura completa intorno al caso della villa. Un giorno Alexander torna a casa tutto contento. Mostra a Fiona una bellissima villa che splende nel sole in cima al Pireo, probabilmente la più bella abitazione di Atene. E le mostra un mazzo di chiavi, aggiungendo: “Mio padre me l’ha regalata questa mattina, per noi, il nostro nido d’amore”. La reazione di Fiona, che vive Aristotele Onassis come una minaccia permanente al suo legame con il figlio, è abbastanza violenta. Tuo padre, dice all’incirca, non ti ha regalato nessuna villa, ma solo una gabbia dorata nella quale chiuderci dentro, non andremo mai a abitare in quella casa, rifiuta. E così accade.

Dopo, Onassis non farà più alcun tentativo. La sua vita gli appare molto infelice: la figlia, Cristina, colleziona matrimoni sbagliati su matrimoni sbagliati (ben quattro) e il figlio è preda di quella baronessa neozelandese, che ha un carattere anche più forte del suo, che pure di vita ne ha attraversata tanta. Ma può solo arrendersi. E si arrende. Nessuna nuova flotta entrerà nell’impero familiare grazie a Alexander. Solo una delle donne più  belle del mondo, genere molto apprezzato da Aristotele, ma non in quel caso specifico.

Se è vero, però, che non esiste una storia greca che non si trasformi in tragedia, accade anche in questa meravigliosa storia d’amore fra una una donna bellissima e uno dei ragazzi più  ricchi d’Europa. Una mattina del 1973 Alexander sta volando con il suo aereo nel cielo di Atene, quando c’è un guasto. Il velivolo cade e Alexander muore.

Da quel momento Fiona si ritira quasi a vita privata, si occupa degli animali e dei suoi nipoti. Le poche volte in cui esce lo fa al fianco di sua figlia (avuta dal barone), Francesca, che nel frattempo è diventata, per matrimonio, arciduchessa d’Austria.

I tempi del jet-set e del travolgente amore per il giovane ragazzo greco sono lontani. Di quegli anni a Fiona è rimasta solo una stupefacente grazia. Un fascino che sembra non volere finire mai. Tutto il resto è morto con Alexander quella maledetta mattina nel cielo azzurro più bello del mondo.