Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Anche Sabrina sbaglia

Ha detto che voterà m5a perchè a sinistra, a differenza di ieri,  non c'è niente che la attragga.

di Giuseppe Turani |



La bellissima, e ottima attrice, Sabrina Ferilli, nota fino a ieri per le sue simpatie a sinistra, annuncia che voterà per i 5 stelle. A Roma darà il suo voto alla grillina Virginia Raggi. La cosa mi spiace. Fino a ieri, infatti la ritenevo l’autrice della miglior definizione mondiale di cosa sia “essere di sinistra”. L’aveva pronunciata durante un’intervista di Enzo Biagi in tv: “Essere di sinistra significa non considerare diversi i diversi”. In una sola battuta c’è tutto: essere di sinistra significa non discriminare nessuno per nessuna ragione al mondo.

Come si possa conciliare questa posizione con l’adesione alla politica dei 5 stelle che, semplicemente, discriminano tutti, chiunque non sia del loro stesso movimento, in modo implacabile?

Non lo so, e probabilmente non sa nemmeno  Sabrina Ferilli. C’è però una traccia. Dice che il Pd, del quale fino a ieri si sentiva parte, “non è più quello di una volta”.

E’ questa è una constatazione abbastanza diffusa. Che il Pd non sia più quello di una volta è abbastanza evidente. Vanno notate, però, due cose. Il Pd “di una volta” ha sempre lasciato la sinistra fuori dal potere. Quando sono riusciti, con l’Ulivo, a andare al governo, hanno rapidamente provveduto a suicidarsi in nome di una politica appunto più di sinistra, “di una volta”.

Qualunque politologo decente può spiegare come e perché il Pd “di una volta” in questo paese non vincerà mai le elezioni, sarà sempre condannato a un ruolo subalterno. Ormai sono decisive le classi medie, che non vogliono fare la rivoluzione, ma solo stare un po’ meglio. Del Pd di una volta, alle classi medie non importa nulla.

E non a caso. Il Pd del buon tempo andato (esattamente come fanno ancora certi suoi superstiti) aveva come asse centrale la lotta di classe: poveri contro ricchi, lavoratori contro capitalisti. Ma il mondo di oggi non è più quello. Certo, i protagonisti di un tempo ci sono ancora tutti: ricchi, poveri, lavoratori, capitalisti. Solo che c’è anche molto altro. Una società più stratificata, una società pressata dalla globalizzazione e in cui la competizione con gli altri assume un ruolo determinante. Una società, dove se non innovi e non fai ricerca, sei inevitabilmente spinto ai margini, con il rischio di rimanerci per sempre.

In sostanza, non si tratta più semplicemente di strappare quote di profitto ai padroni. Oggi, bisLa Ferilli scarica il Pd: “Voterò la Raggi”. Ma non sarà una grave perdita ogna costruire una società che sia in grado di evolversi, di assicurare una giusta protezione sociale ai deboli, ma anche di continuare a rimanere competitiva, a avere un suo ruolo nel mondo.

Tutto questo non si ottiene sfilando in piazza con le bandiere rosse. Si ottiene organizzando meglio il lavoro, la scuola, la ricerca, la sanità. E lo si può fare dialogando con il resto della società, non più conquistando l’egemonia, il potere.

Sabrina Ferilli ricorderà (ma forse mi sbaglio, magari era troppo giovane e nessuno glielo ha raccontato), che sul finire degli anni 60 interminabili cortei di giovani (appunto con le bandiere rosse) sfilavano per le città italiane gridando: “Fascisti, borghesi, ancora pochi mesi”. Bene, i fascisti forse conquistano il comune di Roma (grazie anche alla dabbenaggine dei 5 stelle) e i borghesi sono ancora tutti al loro posto. Nel frattempo,  è passato quasi messo secolo.

(Da "Tiscali.it" del 28 maggio 2016)