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Laura Archera

Torinese, bambina prodigio, grandissimo successo come violinista in America, abbandona tutto per stare vicino all'amica gravemente ammalata. Conosce e sposa Aldous Huxley, con cui rimane fino alla morte. 

di Giuseppe Turani |


Per essere ancora più sicura della svolta della propria vita, fa un’altra cosa straordinaria: prende il suo violino, un Guarneri molto raro, e lo dona a un famoso collega, Yehudi Menuhin. Dal quel giorno la musica esce dalla sua esistenza, cancellata, la grande concertista cambia vita.

Ci sono persone che attraversano le difficoltà, i momenti bui, le tragedie, uscendone più forti. Rinnovandosi continuamente, quasi che il mondo altro non sia che un palcoscenico per i loro esercizi di vita. Una di queste è una torinese, Laura Archera, musicista, regista, letterata, moglie di uno dei più complessi autori di libri, Aldous Huxley. Difficile immaginare un’esistenza più complicata, ma anche più brillante, di quella vissuta da questa donna.

Nasce nel 1911 da una famiglia della buona borghesia di Torino. Ha appena dieci anni quando si scopre che ha uno straordinario talento per la musica. Impara a suonare il violino. Prosegue gli studi e a 14 anni è già considerata una violinista di grande livello. Al punto che ha l’onore di suonare davanti alla regina Elena di Savoia.

Per diventare ancora più brava studia a Berlino, a Parigi e a Roma, dove si diploma professore di musica a soli 17 anni.

Da quel momento scatta per Laura una carriera che sembra destinata a non conoscere limiti. Va in America, studia sempre, e suona Mozart in uno dei templi della musica di quel paese: la Carnegie Hall. E’ un successo travolgente. Laura ormai è richiesta da moltissime sale da concerto e finisce per trascorrere quattro anni in giro per gli Stati Uniti a suonare il suo violino.

Nel maggio del 1939, mentre è in tournée, viene a sapere della firma del patto d’acciaio fra la Germania di Hitler e l’Italia di Mussolini. Decide che non vale più la pena di rientrare in Europa, ormai chiusa in una morsa antidemocratica, e si auto esilia negli Stati Uniti, dove può godere dell’ospitalità di molti amici. E di una in particolare, Virginia Pfeiffer (sua amante, secondo la scrittrice Down Powell, e cognata di Hemingway). Dal 1944 al 1947 è in pianta stabile alla Los Angeles Philarmonic Orchestra.

E qui c’è il primo incontro con la crudeltà della vita. Virginia si ammala di un male incurabile. L’amica Laura fa allora una cosa che poche persone avrebbero fatto. Vuole assistere l’amica e quindi decide, di colpo, di chiudere la sua carriera di concertista. Si mette a studiare psicologia e medicina alternativa per cercare di essere di aiuto. Per essere ancora più sicura della svolta della propria vita, fa un’altra cosa straordinaria: prende il suo violino, un Guarneri molto raro, e lo dona a un famoso collega, Yehudi Menuhin. Dal quel giorno la musica esce dalla sua esistenza, cancellata, la grande concertista cambia vita.

Nel 1948 sceglie una nuova carriera e diventa regista di documentari e aiuto montatore per la casa cinematografica Rko. Ma il destino sta preparando per lei un’altra svolta, un altro incontro che segnerà la sua esistenza.

Durante un’edizione del Palio di Siena incontra lo scrittore Aldous Huxley (grande appassionato del  nostro paese) insieme alla moglie Maria Nys. Non si sa se scatta subito l’amore. Huxley è molto legato alla moglie, la quale ha alle spalle una storia complicata e dalla quale è impossibile svincolarsi. Maria nasce in Belgio, e poco più che bambina fugge in Inghilterra. Finisce che viene ospitata a Garsington Manor da lady Ottoline Morrell, che si innamora di lei e che ne farà una delle sue amanti, ma anche un po’ la sua schiava. Huxley la conosce lì nel 1910, si frequentano, si scrivono tanto e nel 1919, dopo quasi dieci anni, lo scrittore sposa quella che definisce l’”incomparabile” Maria. E’ un grande matrimonio, anche se Maria continua a vedersi con lady Ottoline. Lui è al corrente del rapporto fra le due donne, ma gli accordi sono appunto di fare un matrimonio molto aperto. Maria è quella che gli fa girare l’Europa e che lo spinge a scrivere sempre di più.

Per molti anni, quindi, Laura rimane sullo sfondo. Huxley è il suo destino, ma per il momento c’è la moglie. E’ molto  probabile, comunque, che i due, Laura e Huxley, rimangano in rapporti abbastanza stretti.

Infatti Maria Nys muore nel 1955 e appena un anno dopo Huxley e Laura si sposano. E si trasferiscono in America, in un’abitazione vicino a quella di Virginia Pfeiffer. Ma non c’è pace. Un furioso incendio distrugge la loro casa. Di comune accordo, si trasferiscono nell’abitazione di Virginia e vivono tutti lì, insieme all’amica e ai suoi due figli.

In questo periodo Laura, la brava ex-violinista torinese, diventa tutto per lo scrittore. E’ la sua compagna di vita, ma anche la sua musa. Persino quando lui decide di provare le droghe psichedeliche, lei non lo lascia solo e lo accompagna lungo quelle strade pericolose.

Ma sta arrivando una nuova, terribile, svolta. Nel 1963 Huxley si ammalata gravemente e ormai non riesce più  nemmeno a parlare. Per iscritto chiede alla moglie una dose massiccia di Lsd. E muore.

Laura ormai è vedova e non si risposerà più. Inizia invece una nuova vita, questa volta letteraria. In parte come custode degli scritti del marito, in parte come autrice in prima persona. Scrive un’autobiografia e altre opere. Nel 1978 l’ultima impresa. Fonda l’associazione “Children: our ultimate investment”, progetti educativi per l’infanzia.

Ormai, però, il suo mondo si va popolando di ombre. La musica, il grande scrittore, l’amica del cuore. Nel 2007 si spegne anche lei nella sua casa di Hollywood.

(Dal "Quotidiano Nazionale" del 6 marzo 2016)

(Nelle fotografie: Laura Archera in diversi momenti, Laura Archera con il marito Aldous Huxley, e Virginia Pfeiffer)