Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Ruby Bridges

Per un anno è andata alla scuola elementare scortata da quattro U.S. Marshall armati. Ma gli altri bambini hanno abbandonato l'aula, e anche gli insegnanti. Con Clinton e Obama alla Casa Bianca.

di Giuseppe Turani |

Per la verità c’è una maestra: Barbara Henry. Barbara è del Massachusetts (uno stato democratico del Nord), ha girato il mondo facendo l’insegnante nelle basi militari americane all’estero. E’ una persona perbene. E quindi rimane. Per un anno sarà la sola maestra di Ruby. La prima maestra bianca della bambina, che infatti dirà: “E’ bellissima, la maestra più bella del mondo”.

Da qualche giorno sui social network italiani sta avendo grande notorietà la storia di un bambina che va a scuola accompagnata da quattro omaccioni di un metro e ottanta, armati, con la stella da sceriffo sul petto e anche con un vistoso bracciale che li identifica per quello che sono, cioè tutori dell’ordine.

E’ una delle vicende più travagliate dell’integrazione razziale in America: comincia in una piccola scuola per bianchi di New Orleans e si conclude per ben due volte nello studio ovale della Casa Bianca, con i presidenti democratici Bill Clinton e Barack Obama. Ma in realtà, dietro tutta la vicenda c’è sempre stata la regia e la sorveglianza di un presidente conservatore, Dwight Eisenhower (l’eroe dello sbarco in Normandia), molto irritato con i segregazionisti del sud.

La ragazza, in realtà una bambina di sei anni, si chiama Ruby Bridges. A quell’epoca la segregazione è già stata abolita dalla Corte Suprema, ma a New Orleans non vogliono bambini neri nelle loro scuole. Hanno inventato un esame di ammissione per chi proprio volesse insistere. In tutta la città questo esame viene superato solo da sei bambini di colore. Le famiglie di cinque, però, decidono con non vale la pena di insistere e mandano i figli in una normale scuola per neri. Ne rimane una, Ruby appunto, la cui mamma, Lucille, ha una testa durissima: la sua principessa deve andare nella scuola per bianchi insieme a tutti gli altri. In città volano subito delle minacce e si capisce che non  sarà una cosa semplice.

Non si sa da chi parte la direttiva (probabilmente dal presidente Eisenhower in persona), ma a New Orleans poco prima del primo giorno di scuola arriva l’ordine agli U.S. Marshall: Ruby deve andare a scuola, a ogni costo.

Gli U.S. Marshall (eredi degli sceriffi del West) per definizione devono proteggere i giudici e i testimoni. E’ gente abituata quindi a vedersela con gangster che vogliono eliminare magistrati o testi. Girano sempre armati e sono molto decisi. Due anni dopo i fatti di New Orleans, Robert Kennedy, ministro della Giustizia, manderà sempre gli U.S. Marshall nel Mississippi per poter iscrivere un ragazzo di colore nella locale università: serviranno due carri armati e un reggimento della guardia nazionale, la battaglia durerà un giorno intero, ma alla fine il ragazzo verrà iscritto personalmente dal capo nazionale degli U.S. Marshall, James McShane, che lo accompagna in segreteria.

A New Orleans, nel 1960, le cose sono più semplici, in parte. Comunque i quattro omaccioni si presentano a casa di Ruby e la prelevano per accompagnarla a scuola, in mezzo a due ali di folla urlante. Ci sono molte fotografie di questa bambina scortata dagli U.S. Marshall, due davanti e due dietro. Una scena quasi surreale. E infatti un grande artista americano, Norman Rockwell, dipinge la scena in un quadro bellissimo, che ancora oggista appeso alle pareti della Casa Bianca.

Il primo giorno di scuola, comunque, per Ruby non esiste. Nelle aule e nei corridoi ci sono studenti bianchi con i loro genitori e anche la scorta decide che è meglio non correre troppi rischi. Tutti insieme passano la giornata chiusi nell’ufficio del  preside mentre fuori manifestano i bianchi.

Il secondo giorno va meglio: Ruby riesce a entrare in classe. Ma c’è una sorpresa: non c’è nessuno. Gli studenti se ne sono andati e anche gli insegnanti. Vuoto assoluto.

Per la verità c’è una maestra: Barbara Henry. Barbara è del Massachusetts (uno stato democratico del Nord), ha girato il mondo facendo l’insegnante nelle basi militari americane all’estero. E’ una persona perbene. E quindi rimane. Per un anno sarà la sola maestra di Ruby. La prima maestra bianca della bambina, che infatti dirà: “E’ bellissima, la maestra più bella del mondo”.

Anche il capo degli U.S. Marshall lascia un commento: “Ruby è stata una bambina molto coraggiosa. Non ha mai pianto né piagnucolato. Sfilava con noi davanti a quella folla come fosse stata un piccolo soldato, e tutti noi eravamo stupiti e molto orgogliosi del suo incredibile coraggio".

Ma non è finita. A un certo punto si sparge la voce che vogliano avvelenare la piccola Ruby. Altro ordine dalla Casa Bianca: solo cibi sicuri, meglio se preparati dalla mamma in persona. Intanto anche la maestra, Barbara Henry, viene messa sotto scorta dagli sceriffi.

Ma qualcosa si muove anche nella “cattiva” New Orleans. Uno psichiatra infantile offre a Ruby una consulenza gratuita per tutto l’anno. E poi, una mattina, c’è la grande sorpresa di un’altra bambina, Pam Foreman Testroet, che fa quello che gli adulti avrebbero dovuto fare. E’ bianca, ma non ha paura di niente. Si presenta davanti alla scuola, accompagnata dal padre (pastore di una chiesa locale) e da un giornalista. Prende per mano Ruby e tutte e due entrano in classe. Nessuno fiata. Nel giro di qualche giorno altri bambini seguono il suo esempio. E la guerra a Ruby finisce.

Oggi Ruby è una signora sposata, molto attiva nel campo dei diritti civili. Nei suoi confronti l’America, soprattutto quellademocratica e liberal, ha sentito il bisogno di riscattarsi. Il presidente Bill Clinton, appena eletto, ha chiamato Ruby alla Casa Bianca e le ha consegnato la medaglia President Citizen, un riconoscimento di altissimo valore. Barack Obama ha chiamato Ruby e davanti al famoso quadro che vede lei bambina mentre va a scuola scortata da U.S. Marshall, ha detto una cosa molto semplice e molto vera: "Penso sia giusto dire che se non fosse stato per voi ragazzi di allora e per ciò che avete fatto e vissuto sulla vostra pelle, io non potrei essere qui. E noi non staremmo guardando questo quadro. Qui, insieme. alla Casa Bianca".

Ma anche il Sud cerca di farsi perdonare. L’università di Tulane (Louisiana) le assegna una laurea honoris causa e nel distretto di Alameda (California) alcune scuole elementari vengono intestate a Ruby Bridges, mezzo secolo dopo.

(Dal "Quotidiano Nazionale" del 28 febbraio 2016)

(Nelle fotografie: Ruby scortata dagli U.S. Marshall va a scuola; Il quadro di Norman Rockwell che si trova alla Casa Bianca; Obama e Ruby osservano insieme il quadro di Rockwell; Barbara Henry: l'unica maestra che è rimasta a insegnare a Ruby; Pam: la prima bambina che ha dato la mano a Ruby)