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Personaggi/Mary Jayne Gold

Miliardaria americana, con aereo personale, nel 1940 aiuta le vittime del nazismo a fuggire dall'Europa. A darle una mano ci sono tanti giovani e due donne straordinarie: Eleanor Roosevelt e Ingrid Warburg.

di Giuseppe Turani |


Miliardaria americana, con aereo personale, nel 1940 aiuta le vittime del nazismo a fuggire dall'Europa. A darle una mano ci sono tanti giovani e due donne straordinarie: Eleanor Roosevelt e Ingrid Warburg.

(Nella foto: Miriam Davenport, Mary Jayne Gold e il suo fidanzato, il gangster marsigliese Raymond Couraud)

di Giuseppe Turani

Nasce nel 1909 a Chicago da una famiglia ricchissima. E eredita una grande fortuna. Nulla nella prima parte della sua vita, che lei stessa ha raccontato in un bellissimo libro (“Crossroads di Marsiglia 1940”), lascia immaginare quello che farà dopo. Abita in un appartamento a Parigi di Avenue Foch, gira per tutta l’Europa, va a sciare nelle stazioni invernali più esclusive, non manca a una festa o a un party.

E, cosa abbastanza inconsueta dati i tempi, fa tutto questo pilotando personalmente il suo aereo. Una tipica ragazza  americana piena di soldi, quasi un personaggio di Fitzgerald. Ma il suo destino sarà molto diverso.

Si trova a Parigi quando i nazisti invadono la Francia e lei scappa a Marsiglia, dove i nazisti non sono ancora arrivati. L’idea iniziale, probabilmente, è quella di andarsene in America e di lasciarsi alle spalle quell’Europa in cui si era divertita così tanto, ma che ormai stava diventando molto inospitale.

Mentre Mary Jayne Gold è a Marsiglia e gira per la città cercando di capire come muoversi, a New York varie organizzazioni umanitarie e politiche progressiste mettono in piedi il famoso “Rescue Emergency committee” per “estrarre” le persone rimaste in territorio tedesco. Trovare i soldi  non è un problema, molti alla prima riunione consegnano ai responsabili del comitato assegni in bianco. Nel gruppo c’è gente molto importante. L’assistente del presidente del comitato è ad esempio Ingrid Warburg, nipote di Felix Warburg, uno dei più grandi banchieri del mondo: la sua famiglia era fuggita tutta dalla Germania (dove erano potentissimi), tranne alcuni membri che sono rimasti fermi e hanno poi finito per morire nei campi di concentramento.

Ingrid Warburg ha una storia interessante perché sarà lei che incontra a New York Veniero Spinelli (fratello di Altiero e aviatore della squadriglia Malraux nella guerra di Spagna) con il quale poi si sposerà trasferendosi a Roma.

Ingrid appartiene, per nascita e per censo (un suo antenato è stato fra i fondatori della Federal Reserve americana, di cui è stato nominato anche vice-presidente) alla migliore società di New York. Quindi fa parte di moltissimi comitati di beneficienza e di aiuto ai profughi. E è molto amica della moglie del presidente, Eleanor Roosevelt, particolare che si rivelerà decisivo.

I fondatori del comitato hanno un problema: per entrare in America serve il visto di ingresso e le autorità non vogliono concederlo se non dopo pratiche burocratiche lunghissime.

Mary Jayne racconta che persino Albert Einstein si è rivolto al presidente Roosevelt per risolvere la questione, ma senza risultati. Grazie a Ingrid, infine, i capi del comitato riescono a farsi ricevere da Eleanor nella sua casa di Gramercy Park a New York. In tasca hanno l’elenco di tutti quelli che hanno bisogno di un visto di ingresso (e che si trovano ancora in Francia). Racconta Mary Jayne che Eleanor fa una telefonata di venti minuti al presidente, ma senza alcun successo. Alla fine, di fronte a tanta ostinazione, esplode: “Se questi visti non verranno autorizzati, affitteremo una nave, andremo a prendere questi nostri amici in Europa e faremo rotta verso gli Stati Uniti. Pronti a fare su e giù davanti alle sue coste, fino a quando non saranno concessi i visti”.

I membri del comitato, comunque, non si arrendono. Nel corso di una riunione a casa di Ingrid Warburg, sulla Quinta Strada, decidono che bisogna mandare qualcuno a Marsiglia per organizzare la fuga di tedeschi, austriaci e italiani che si sono nascosti là. Esaminano molti candidati, ma alla fine decidono per Varian Fry, un giornalista laureato in lettere di Harvard. Lo stesso Varian racconterà poi a Mary Jayne di non avere mai capito perché ha accettato: ha deciso di impulso. “Non avevo nessuna esperienza di lavoro clandestino e nemmeno vi avevo mai pensato”.

Comunque parte per la Francia con in tasca una lettera personale di Eleanor Roosevelt che prega tutte le autorità americane in Europa di dare il massimo appoggio a quel giovanotto. In tasca ha anche mille dollari. Ma i soldi non sono un problema: quando servono, Mary Jayne telegrafa alla sua banca di Chicago e se li fa mandare.

Varian raccoglie intorno a sé un gruppetto di collaboratori (fra cui la stessa Mary), tutti molto giovani e spregiudicati. Impareranno presto a fare documenti falsi per quelli che vogliono far fuggire e a giocare a rimpiattino con la Gestapo, beffandola quasi sempre.

Intanto le pressioni di Eleanor Roosevelt e di Ingrid Warburg hanno avuto successo: il Dipartimento di Stato americano decide di saltare tutte le procedure burocratiche e comincia a rilasciare visti in quantità.

Mary Jayne ricorda che il 1940 a Marsiglia è stato probabilmente l’anno più intenso della sua vita. L’anno delle avventure incredibili. Un giorno alla stazione ferroviaria vede due signori dall’aspetto tipico dei baschi, inconfondibili. Ma non è troppo convinta. Si avvicina e scopre che sono due ufficiali inglesi, che sono rimasti tagliati fuori dai loro reparti. Mollate le divise, sono stati rivestiti e aiutati da cittadini francesi a arrivare fino a Marsiglia. Mary Jayne li imbarca su una nave e li fa fuggire.

Sempre a Marsiglia Mary incontra uno stranissimo personaggio, di cui diventerà l’amante: Raymond Couraud, un ex capitano della Legione Straniera, congedato e  trasformatosi in gangster. Raymond aiuta molto l’organizzazione di Mary e di Varian attraverso i suoi canali della malavita. I “marsigliesi” raccolti intorno a Varian fanno fuggire più di due mila persone prima di essere buttati fuori dalla Francia.

Nel 1941 Mar Jayne torna negli Stati Uniti, Couraud invece fugge in Spagna e poi in Inghilterra, dove diventerà un eroe di guerra nei ranghi dello Special Air Service.

A Mary Jayne, comunque, il sud della Francia è rimasto nel cuore. Si compra una casa a Gassin, vicino a Saint Tropez, e lì scrive le sue memorie di guerra. E lì morirà nel 1997. Non si è mai sposata e non ha mai avuto figli.

(Dal "Quotidiano Nazionale" dell'11 ottobre 2015)