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"Io eletto, i giudici no"

Le legge è uguale per tutti, persino per Salvini. Di solito è amministrata da personale di carriera. I tribunali del popolo si usavano una volta...

di Giuseppe Turani |

Mi rendo conto che sto perdendo del tempo, ma insomma lo Stato di diritto non è complicato. Persino Salvini potrebbe arrivarci, con qualche piccolissimo sforzo.

1- Ci sono gli eletti, che rappresentano la volontà popolare.

2- Poi ci sono le leggi, che limitano i poteri di tutti.

Lo Stato di diritto è tutto qui.

Per essere ancora più semplici: Salvini è stato eletto, ma quando guida la macchina deve tenere la destra, lo stabilisce il codice stradale. Se sgarra, viene denunciato e un giudice (non eletto, ma incaricato di far rispettare la legge, gli ritira la patente).

Salvini, erede forse di una cultura celtica coltivata in mezzo a fiumi di birra a Pontida, pensa che gli eletti abbiano diritto di vita e di morte, ma non è così. Lui è stato eletto, bene, provi domani a andare in autostrada a sinistra: poi ce lo viene a raccontare.

Se lui sequestra una nave piena di immigrati, senza alcun motivo, commette un sequestro di persona, e viene denunciato. Stessa cosa capita a me, se sequestro mia zia o la mia vicina di casa.

E’ la legge. E pensare che Salvini sarebbe stato eletto per farla rispettare. Ha persino giurato. Ma forse era distratto. O proprio non capisce.
Mi aspetto una condanna esemplare, e quindi le dimissioni.