Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Il livello dei cretini

I populisti italiani, che si sentono vicini all'area di gverno, cercano di apparire rispettabili. Ma restano quello che sono sempre stati.

di Giuseppe Turani |

Forse hanno ragione i bravi economisti del Templeton Group, i quali sostengono che conviene investire in Italia perché i populisti italiani non sarebbero pericolosi. Una volta al governo, ammesso che ci riescano, faranno quello che devono fare: e cioè eseguire le direttive di Bruxelles.

E questo è un po’ quello che essi stessi tendo a far trapelare: si sentono vicini all’area di governo, e quindi stanno abbassando i toni. Di uscire dall’Europa non si parla più, si insiste solo sulla necessità di cambiare le regole. In questo sono assai vicini, anche se non lo ammetteranno mai, a Matteo Renzi: anche loro vogliono più soldi da spendere, se no l’Italia non riparte. L’idea che l’Italia possa ripartire autoriformandosi, come hanno fatto altri (la Spagna, ad esempio) non li sfiora.

Ma la Spagna ha sforato, dicono, e alla grande. Vero. Ma ha fatto riforme che qui ci sogniamo.

In realtà i populisti italiani, da Di Maio a Salvini (visti di recente a Cernobbio con i big della finanza, italiani e stranieri) rimangono quelli che sono, e cioè dei soggetti pericolosi e irresponsabili.

Ne fa fede l’idea, rilanciata da Di Maio, di un possibile referendum (incostituzionale) per lasciare che sia il popolo a decidere se rimanere nell’euro o uscirne. Una totale scemenza, intanto perché questa è una di quelle cose su cui non si interpella mai il popolo (come la materie tributarie) : non a caso la Costituzione lo ha escluso tassativamente.

In secondo luogo, prima bisognerebbe fare un referendum di revisione costituzionale per ammettere un simile referendum e poi il referendum stesso. La questione, quindi, starebbe in ballo almeno cinque anni prima dell’eventuale verdetto finale, cinque anni nel corso dei quali assisteremmo a speculazioni di ogni genere e a una colossale fuga di capitali. Bisogna essere degli scemi totali, e non avere alcuna conoscenza dei meccanismi finanziari, per avere idee del genere.

La verità è che i populisti italiani sono quello che sono: una massa di ignoranti quasi inimmaginabili, che ignorano qualsiasi cosa e che vanno avanti per slogan.

E anche in questa occasione non hanno capito due fatti:

1- Fuori dall’euro esistono solo crisi e inflazione, miseria e povertà.

2- Spendendo soldi (presi a prestito sui mercati), se non si fanno riforme economiche incisive, si accumulano solo debiti, e si pongono le premesse per il disastro finale, cioè il fallimento del paese.

Inoltre, temi economici a parte, i populisti italiani si tirano dietro un bagaglio di autentiche sconcezze (immigrazione, no vax, ecc.) che farebbero rabbrividire chiunque.

E, infine, resta il fatto che il loro personale è raffazzonato e incompetente. L’ultima trovata, ad esempio, del consulente economico di Salvini, tale Borghi Aquilini, è che la Bce detiene molti titoli italiani del debito pubblico: potrebbe strapparli e bruciarli, facendo un immenso favore all’Italia e mettendo noi in condizioni di ripartire. Insomma, Draghi con un tratto di penna potrebbe cancellare, secondo Borghi Aquilini, un migliaio dei nostri miliardi di debiti. Non lo fa solo per fare un favore alla Merkel che ci vuole morti.

Con gente così è inutile perdere tempo: sono cretini e basta.

Se poi la borghesia italiana se li corteggia perché pensa che domandi possano davvero andare al governo, sono affari della borghesia, che in passato ha già dimostrato di essere disponibile a corteggiare chiunque, da Berlusconi a D’Alema.

Ma si pone un po’ al loro stesso livello: quello dei cretini.