Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Il cow boy e la figlia del pastore

Trump, duro attacco alla Germania e all'Europa.

di Giuseppe Turani |

Donald Trump è sempre più simile a John Wayne: ogni giorno un nemico, per tutti colpi di winchester a ripetizione. E’ riuscito a far arrabbiare il Messico, i giudici federali, i cittadini americani, l’intera Silicon Valley e perfino i pacifici venditori di caffè di Starbucks e gli altrettanto pacifici affittacamere di Airbnb. In questa specie di guerra totale al mondo conosciuto non poteva mancare un attacco alla signora Merkel, cancelliere della Germania federale dal 2005 (e probabilmente ancora per altri 5 anni).

Le ragioni sono tante. Sembra che nei giorni scorsi, durante una telefonata, Angela abbia provato a spiegargli che il diritto d’asilo è una sorta di diritto naturale, che nessuno può infrangere, nemmeno lui. Come dare un cazzotto un faccia a Donald.

E infatti la risposta è arrivata quasi subito e pesantissima: la Germania è una furbastra che si nasconde dietro l’euro, che è soltanto un marco sottovalutato per godere di ingiusti vantaggi commerciali. Esporta molto e ha successo perché c’è il trucco: l’euro, grazie agli altri partner europei (un po’ sgangherati) è quotato basso e quindi agevola le vendite all’estero dei tedeschi.

La signora Merkel non si è spinta in là come l’ex segretario al Tesoro di Clinton, Larry Summers, che ha definito le tesi di Trump “ben oltre l’economia voodoo”. In fondo è la figlia di un pastore protestante e è molto ben educata. Quindi ha semplicemente fatto osservare al presidente americano che dell’euro si occupa la Banca centrale europea, organismo indipendente quanto la Federal Reserve americana, non la Germania E, comunque, sono i mercati a stabilire  i rapporti di cambio fra le due valute.

La schermaglia, però, è appena iniziata e non finirà tanto presto. Per ragioni economiche (i tedeschi sono forti esportatori di beni, anche in America) e sono concorrenti agguerriti.

Ma anche, se non soprattutto, per ragioni politiche. Oggi  la signora Merkel è l’unico leader al mondo, di un certo peso, che costituisca un argine nei confronti del dilagante Trump. E ha la forza e l’intelligenza per farlo. Il presidente americano considera l’Europa poco più di un’impresa fallita, la Merkel crede invece nell’Europa e non ha alcuna intenzione di lasciarla mettere fuori gioco. Da qui il conflitto fra i due.

In mezzo a questa guerra planetaria fra colossi, l’Italia è sempre qui con la sua piccola lite con la Commissione per i 3,4 miliardi in più, che Bruxelles pretende e e che Roma non vuole concedere. Una nota in fondo alla pagina, in corpo 6.

(Dal "Quotidiano nazionale" del 1 febbraio 2017)