Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Ma chi è Di Maio?

In realtà non c'è nulla da sapere, è niente. Ma chi sono invece i 5 stelle?

di Giuseppe Turani |

Un collega pone una questione fra le più inutili: conosciamo Di Maio, il probabile candidato 5 stelle per palazzo Chigi? Chi è? Che cosa ha fatto? Come è arrivato lì? E come mai potrebbe persino andare al  posto di Gentiloni, dopo le elezioni?

A tutte queste domande si può tranquillamente rispondere che Di Maio non è niente. Non ha mai lavorato in vita sua, nemmeno un’ora, non risulta abbia fatto studi di qualche spessore, mai amministrato niente, ha mostrato persino lacune spaventose sulla storia recente. In una parola non sa niente: non è vero che ha studiato. Ripete le sciocchezze che legge sul sacro blogghe, quasi certamente la sua unica fonte di informazione.

L’articolo poi prosegue spiegando che esiste un’Italia di giovani che fanno tante cose belle (anche all’estero) e ci si chiede se i 5 stelle stiano intercettando questa popolazione. E si sottolinea che esiste il  problema della formazione di una classe dirigente.

Ecco, bisogna piantarla con queste scemenze.

1- Di Maio è niente, un bamboccione, mantenuto dai genitori fino a quando non ha trovato un posto nelle liste dei 5 stelle (dove è entrato grazie a meno di 200 clic). Quando si era presentato alle elezioni in una lista aveva preso 59 voti di preferenza. Altre notizie su di lui non ci sono, come non esistono suoi discorsi o scritti memorabili. Solo una cosa: nonostante l’età, continua a avere problemi con i congiuntivi, che non gli entrano in testa, probabilmente deve aver bigiato molto la scuola già ai tempi del liceo.

2- I 5 stelle non stanno selezionando alcuna classe dirigente. Continuano con il ridicolo metodo delle primarie via Rete. Primarie che nessuno controlla e a cui partecipano comunque solo poche migliaia di invasati. Quindi non esiste selezione o crescita culturale o politica: i più smanettoni, i più sfaccendati, quelli che stanno da mane a sera davanti alla tastiera a ripetere ossessivamente le sciocchezze e le falsità del sacro blogghe, alla fine vengono scelti. Una specie di selezione alla rovescia: alla fine vengono premiati i peggiori, la nuova classe dirigente.

3- I 5 stelle non stanno intercettando nessuna Italia migliore. Anzi, stanno intercettando esattamente quella peggiore. L’Italia dei falliti, dei rancorosi. Stanno intercettando quel 10-15 per cento di italiani che non ce l’hanno fatta e che probabilmente non ce la faranno mai perché rifiutano di imparare, di ragionare. Si accontentano di quello che leggono sul sacro blogghe: risposte facili, e inventate, a problemi seri.

4- I 5 stelle hanno appena festeggiato i sette anni di vita. Un tempo breve, ma anche sufficiente per una formazione politica. Solo che in questi sette anni non hanno elaborato alcun programma. La parte energetica, di cui Grillo va molto orgoglioso, è un insieme di banalità senza una cifra, senza un ragionamento, senza un controllo di fattibilità. In pratica, chiacchiere da bar: tutto un tripudio di pale e di pannelli solari. E infatti la proposta più importante è quella di consumare meno energia: andate a piedi, state in casa al freddo, mangiate verdura cruda. Insomma, tornate all’epoca delle caverne. Altro non c’è. Sui temi economici la confusione è massima: tutto e il contrario di tutto. Unica cosa certa: la proposta del reddito di cittadinanza a tutti (800 euro al mese o più). Chi paga? Mistero. E si delira di un mondo futuro in cui faranno tutto i robot (controllati dalla rete). I cittadini potranno stare a casa, incassare il reddito di cittadinanza, e andare ai giardinetti a rompersi i coglioni. Tutto qui.

5- In compenso l’ignoranza politica porta i 5 stelle a sostenere tesi assurde. I rappresentanti del popolo contano solo per ratificare le decisioni prese dal popolo via rete: democrazia diretta. Come se l’Italia fosse un piccolo cantone svizzero o un villaggio ateniese del V secolo prima di Cristo e non uno dei paesi più industrializzati del mondo, con sessanta milioni di abitanti. Solo chi ha fumato roba pesante (e di cattiva qualità) può pensare di amministrare così un paese dove ci sono venti milioni di persone che lavorano.

6- Infine, i 5 stelle sostengono che vada abolita la norma contenuta in costituzione che definisce “eletti senza vincolo di mandato” i deputati. “Senza vincolo di mandato” è la base di ogni sistema democratico che si rispetti: significa che il deputato, una volta eletto, risponde soltanto alla propria coscienza e a niente altro. E’ un uomo libero. Libero di rappresentare i suoi  elettori come ritiene più giusto. Ai 5 stelle non va bene. Poiché non credono nella democrazia rappresentativa, vorrebbero dei deputati tenuti a obbedire ai loro boss, che poi sono due, il signor Grillo e il signor Davide Casaleggio. I veri padroni del movimento e di tutto l’ambaradan.

In sostanza, il problema non è “chi è Di Maio?”, ma che cosa sono i 5 stelle.

E qui le risposte standard sono due.

1- Un movimento comico posseduto da un comico (Scalfari).

2- La più straordinaria accozzaglia di teste di cazzo mai apparsa in politica (vari autori).