Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

La battaglia delle dame

Dalla Taverna e dalla Lombardi assalti all'arma bianca. Virginia risponde, pesantissima. (Raggi e Taverna)

di Giuseppe Turani |

Le donne romane a 5 stelle non sono angeli, ma iene. Cattivissime. Si è cominciato a capirlo qualche tempo fa quando la sorella della senatrice Taverna è esplosa in pubblico. Rivolta alla Raggi si è espressa grosso modo come un carrettiere ubriaco di parecchie bottiglie. “Ritardata mentale”, è forse la più carina fra le definizioni della sorella Taverna contro la Raggi. Infatti prosegue: ti sei circondata nell’amministrazione di Roma “del non plus ultra della merda”.

Ma questi sono solo piccoli assaggi della prosa di Alessandra Taverna. Il botto super sta nel finale: “E’ arrivato il momento che il popolo a 5 Stelle ti dica che hai rotto er cazzo, applica le regole del Movimento, ascolta Beppe e i nostri parlamentari, smettila de fa’ la bambina deficiente con manie de protagonismo e deliri de onnipotenza e comportati da 5 Stelle perché ti abbiamo votato pensando che lo fossi altrimenti chi te se cagavaDatte ‘na calmata e non rompere i coglioni altrimenti t’appendemo pe’ le orecchie ai fili dei panni sul balcone fino a che non rinsavisci perché non abbiamo nessuna intenzione di perdere un sogno, anni di lotta e sangue pe’ ‘na testa de cazzo“.

Questo il tono della militante Taverna. Ma anche la Raggi non scherza. I carabinieri, quando hanno arrestato il suo assessore Marra (sta ancora in carcere) gli hanno sequestrato il telefonino. E sullo smartphone hanno trovato un piccolo tesoro. Hanno scoperto che la Raggi, Marra, Romeo e Frongia (tutti esponenti 5 stelle nell’amministrazione capitolina) avevano tenuto per mesi una chat, dal titolo “Quattro amici al bar”. Un piccolo club virtuale in cui si scambiavano le proprie opinioni. In quelle conversazioni  ci sarebbero le prove dei reati che la procura ritiene siano stati commessi dalla Raggi (falso ideologico e abuso di potere nella nomina del fratello di Marra a responsabile del turismo). Ma c’è anche qualche confidenza, non penalmente rilevante, ma curiosa. La più esplosiva, se si vuole, riguarda la deputata Roberta Lombardi, sua grande nemica (come le sorelle Taverna), e che aveva cercato di farla sospendere da sindaco perché incapace e non in linea con il Movimento. Ecco lo sfogo della prima cittadina: “Mi sta antipatica, non la sopporto”. Due righe più avanti, altra freccia avvelenata: parla proprio lei, la Lombardi, che ha fatto passare la baby sitter per collaboratrice parlamentare. Pagata quindi con soldi pubblici.

Qui e là lungo la chat ci sono anche le prove, purtroppo, di non perfetta stabilità della Raggi. In alcuni punti si lamenta perché assessori e collaboratori le sarebbero stati imposti dai vertici del Movimenti (cioè Grillo). In altri spiega che lei è in contatto continuo con il comico genovese e che la cosa la conforta molto.

Di fronte a questi scritti non c’è più niente da dire. Il Movimento 5 stelle romano è una specie di serpentaio che non è ancora esploso solo perché tutti, alla fine, hanno interesse a tenere insieme le cose.

Ma, intercettazione dopo intercettazione, la verità comincia a venire fuori e è molto semplice. Virginia è stata una scelta di marketing di Grillo e della Casaleggio Associati. A Roma molti altri pensavano di avere titolo per occupare la poltrona di primo cittadino, ma sono stati zitti. Solo che non hanno mai digerito quella scelta. Adesso con la Raggi in difficoltà, tutti i veleni vengono fuori.

La guerra delle signore a cinque stelle all’ombra del Campidoglio  è appena cominciata.

(Da "Tiscali.it" del 28 gennaio 2017)