Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Osteria numero 3

Fantastico, mirabolante programma economico 5 stelle.

di Giuseppe Turani |

Già Grillo ci aveva deliziati poco tempo fa con il suo programma energetico, un insieme di belinate quasi senza senso. Non era nemmeno scritto, era solo una conversazione registrata, dietro la scrivania di casa sua, in cui vantava la frequentazione di esperti, anche molto discutibili, ma molto probabilmente mai visti o incontrati. Nomi, forse, che gli aveva fatto Casaleggio qualche pomeriggio.

Adesso torna alla carica con il programma economico e siamo in piena follia, con i neuroni che girano a ruota libera nella testa del poveretto.

Si parte naturalmente con il reddito di cittadinanza universale e incondizionato, basta respirare per averlo: 800, o più, euro al mese. Inutile chiedersi chi pagherà, è un dettaglio che non interessa a chi vola alto come il comico.

Come? Lui propone una rivoluzione epocale, uno stipendio a tutti i viventi, e voi qui a chiedere quanto costa e chi paga? Meschini e volgari siete.

Il massimo della demenza, però, viene raggiunto poco, quando spiega che ogni Stato dovrebbe avere la sua moneta e la sua autonomia fiscale. Poche righe più sotto, però, dice anche che va bene l’euro, a patto che per i paesi mediterranei sia svalutato del 20 per cento: ma se ognuno ha la sua moneta, e fa quello che vuole, cosa c’entra l’euro?

Non solo aggiunge che il debito deve essere comune, in capo all’Unione europea, suppongo, ma ogni paese è libero di fare i debiti che vuole. Come dire, io domani mi compro la Rolls, ma la fattura la mando al condominio.

E infatti in questo schema di pura demenza propone che vengano varati gli eurobond, così l’Unione trova (a debito) i soldi per far fronte ai vari debiti che i singoli Stati scaricano su di lei.

In sostanza, a parte il casino delle singole monete più l’euro (cosa del tutto non comprensibile), lo schema potrebbe funzionare, prima che arrivino gli infermieri: ogni Stato fa quel che gli pare, reddito di cittadinanza a tutti, debiti vari a volontà, e poi tutta questa roba finisce a Bruxelles, che emette gli eurobond (comprati dai nigeriani, si suppone), con i quali pareggia i conti.

Non c’è da ridere. Queste scemenze da asilo Mariuccia, o da osteria dei Tre Balordi, le ha confidate in un’intervista a un giornale francese.

Poi ci meravigliamo se lo spread sale.