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Il Trump rally continua

Dopo il record del Dow Jones, tocca allo S&P 500: per la prima volta sopra 2.300 punti. 

di Redazione |

La Trump euphoria continua a surriscaldare Wall Street. All’indomani del primato del Dow Jones industrial, che rappresenta i 30 maggiori gruppi industriali e che per la prima volta in assoluto ha superato l’importante soglia psicologica dei 20.000 punti, oggi tocca al ben più rappresentativo indice S&P 500, quello che raggruppa le 500 maggiori imprese americane, bruciare un record assoluto superando per la prima volta nella sua storia il valore di 2.300 punti.

A spingere verso l’alto l’azionario sono le buone trimestrali presentate dalle imprese e soprattutto il rinnovato ottimismo degli investitori di fronte alle politiche economiche annunciate da Trump: meno tasse per le imprese, più occupazione, più investimenti in infrastrutture, nuove barriere protezionistiche nel nome di America first. Un mix miracoloso che dovrebbe rilanciare l’economia a stelle e strisce, il made in Usa e quindi gli utili delle aziende americane.

La luna di miele dei mercati finanziari con Donald Trump è appena iniziata ma i più prudenti si stanno domandando quanto potrà durare. Alcuni analisti fanno osservare che le valutazioni di Wall Street sono già su livelli altissimi. Il rapporto prezzo/utili dell’indice S&P 500 è attorno a 27, il 70 per cento oltre la sua media storica. Questo significa che le azioni sono troppo care e il mercato sopravvalutato in relazione agli utili che le aziende andranno a realizzare.

Non solo. Da tempo gli analisti fanno notare che il mercato azionario è drogato dalle politiche di buy back messe in atto dalle aziende. Anziché investire sul futuro, le imprese negli ultimi tempi hanno preferito acquistare azione proprie, complici i tassi a zero che hanno consentito di reperire denaro facilmente e a basso costo. Pare addirittura che negli ultimi 12 mesi gli acquisti di azioni proprie da parte delle aziende dello S&P 500 abbia superato in valore quello degli utili operativi realizzati. Un campanello d’allarme che dovrebbe mettere in guardia chi pensa che la cavalcata di Wall Street sia solo frutto del buon andamento dell’economia reale.

Ieri in un articolo su Barron’s, la bibbia degli investitori, Mike Loewengart, vice presidente della società di investimenti E*Trade, avvisava i risparmiatori di rimettere al fresco lo champagne: «ci sono ancora molte informazioni economiche importanti e decisioni politiche da comprendere prima di esaltarsi per il primato del Dow Jones».  

Ma c’è anche chi crede che il Trump rally possa proseguire e consiglia gli investitori di ribilanciare i propri portafogli aumentando l’esposizione sull’azionario come Christopher Hyzy, a capo degli investimenti di Merrill Lynch Wealth Management. Con la Fed che sta rialzando i tassi e normalizzando la politica monetaria, i buy back dovrebbe ridursi nei prossimi mesi. Mentre gli effetti benefici delle Trumpenomics devono ancora realizzarsi. Quindi ci sarà ancora spazio per gli acquisti e per un’altra corsa verso cime ancora più alte. «Dovremo però valutare la forza del ciclo dei profitti durante l’anno per capire dove il mercato potrà finire», sentenzia fiducioso Hyzy.