Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

In procura la fatina di Roma

Forse ha commesso qualche abuso, ma sopratutto non amministra la città. (Virginia Raggi e Marra)

di Giuseppe Turani |

Un cittadino romano molto attento (l’ottimo Vincenzo Rosselli) ha riassunto i sette mesi di giunta Raggi in un elenco. Basta scorrerlo per avere un po’ paura.

 

Assessore nominato su campo e mai entrato in partita 
Raineri nominata capo di gabinetto e poi revocata
Minenna dimessosi
De Angelis saltato
Muraro dimessasi ed indagata
Marra 1 arrestato
Frongia declassato
Romeo defenestrato prima stipendio triplicato
Marra 2 nomina oggetto di indagine
Raggi indagata
e.....
Monnezza ( reale e tangibile) aumentata
Trasporti collassati
Buche mai tante 
Bilancio ancora da approvare
e....
Complotto frigoriferi
Tetto per distrarsi
Gabbiani carini
Scuole al freddo
e....
Uffici comunali chiusi il venerdì pomeriggio
e....
La lista non finisce più!!
Ma dove cavolo la hanno presa ??

 

Basterebbe questo elenchino per dire “Mai più i grillini in Campidoglio”. Invece.

Invece Virginia Raggi rimane (per ora) al suo posto grazie a un’improvvisa (ma provvidenziale) svolta “garantista” di Grillo, decisa proprio alla vigilia dell’invito al sindaco a presentarsi in procura per spiegare il pasticcio grande dei fratelli Marra (uno già in carcere, con accuse pesanti).

In sostanza, fino alla scorsa settimana l’ossessione per l’onestà era tale che bastava un cenno di una qualsiasi procura perché l’eletto a 5 stelle fosse costretto a ritirarsi sotto la tenda dei reietti.

Ma, poiché non si può rischiare di giocarsi il sindaco di Roma (vanto e gloria del Movimento), ecco la modifica: bisogna guardare le carte. E chi le guarda, in pratica, sono io, Grillo. Virginia Raggi, cioè, è ancora al suo posto perché il comico genovese le ha lanciato un salvagente grande come un Rolls Royce.

Già dopo il primo mese c’era ampia materia per mandarla a casa e per dichiararla no-buona. Ma si è andati avanti, sempre per la stessa ragione: impossibile fare una brutta figura dopo aver spiegato a tutto il mondo che il grillismo è così forte in Italia che ha conquistato anche la guida della capitale.

In realtà, questa storia delle indagini della procura rischia di diventare un elemento di distrazione. Certo, è possibile che la Raggi abbia abusato dei suoi poteri e che tutto l’affair “fratelli Marra” sia un grande imbroglio. Se è così, lo dirà la magistratura.

Ma il punto vero è che nessuno in questo momento sta amministrando la capitale. Da un punto di vista formale c’è un sindaco, c’è una giunta, ci sono i consiglieri e tutto il resto, ma in realtà nessuno sta facendo nulla.

Sono stati detti molti no (alle  Olimpiadi, al nuovo stadio, ecc.) perché non facendo nulla non si rischiano grane. Ma le cose in positivo nessuno le ha viste. E, con tutta la buona volontà del mondo, è impossibile dire che oggi la città sia amministrata meglio di prima.

Anzi, hanno un po’ peggiorato le cose persino rispetto alla non meravigliosa gestione Alemanno. I grillini e la Raggi (secondo il loro costume) avevano promesso mari e monti, alla prova dei fatti si sono  allineati sullo zero assoluto.

In realtà (perché una vena di follia corre in loro) i grillini avevano una carta con la quale fare un salto di qualità: il reddito di cittadinanza. Settecento euro al mese dati a tutti, ma soprattutto ai ragazzotti delle periferie che li hanno votati in massa. Questo è il grande patto non scritto che sta dietro il successo dei grillini a Roma. Solo che poi non sono riusciti a compilare nemmeno un bilancio e comunque è chiaro che Roma ha soprattutto debiti e non certo soldi da distribuire. Virginia, quindi, procura o non procura, non potrà fare la fata turchina che dal suo cesto dorato estrae e regala dobloni al popolo.

Può essere che l’affaire Marra (e altri) alla fine convinca anche Grillo che Virginia, a pochi mesi dalle  elezioni è già bruciata e non più difendibile. Staremo a vedere.

Quello che è sicuro è che la prova “grillini al comando a Roma” è già fallita per pura e semplice incapacità. Se poi dovesse saltare fuori che ci sono stati anche comportamenti censurabili, sarebbe obbligatorio domandarsi dove stia la tanto vantata differenza rispetto al resto del mondo politico.

Alla fine, insomma, Virginia se ne andrà camminando sulle sue gambe per il reato politico di non-amministrazione. Se però dovesse essere cacciata prima dalle indagini della procura, per i grillini ci sarebbero il danno e la beffa.

(Da "Tiscali.it" del 25 gennaio 2017)