Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Mandare l'acqua per l'orto

Trump: ridurre le tasse al ceto medio facendo debiti (ma chi paga?)

di Giuseppe Turani |

L’inizio dell’era Trump alla Casa Bianca ha riacceso un dibattito fra chi pensa che riuscirà a dare una grande svegliata all’America, e quindi al mondo, e chi invece pensa che saranno soprattutto dolori. Fra chi, insomma, immagina un nuovo Reagan e chi invece pensa a un semplice pasticcione.

Devo dichiarare subito che sono per la seconda ipotesi. In realtà, poco ancora sappiamo di quello che Trump farà veramente (bene o male deve passare dal Congresso anche lui), ma le linee portanti sono note per averle lui stesso esposte in mesi e mesi di campagna elettorale e anche nel discorso di insediamento.

Il tutto poi è splendidamente riassunto nello slogan “compra americano, assumi americano” (a cui si è voluto aggiungere: e sposa sloveno).

Due, in sostanza, sono le idee economiche centrali di Trump: grandissimo protezionismo (per rilanciare il lavoro) e forti riduzioni di tasse e lavori pubblici (tutto a spese del bilancio federale, cioè di nuovi debiti).

Dire che si tratta di  idee vecchie, ripescate in fondo al secchio della spazzatura, può urtare molte sensibilità. Ma è così. Il protezionismo non serve a niente, se non a distribuire un po’ di minor benessere e a creare un’economia artificiale, destinata prima o poi a implodere.

Molte cose, se Trump riuscirà nel suo intento, che oggi si fanno in Asia, si faranno in America con lavoratori americani, grande gioia. Ma se alla fine queste stesse cose costeranno di più (come è probabile) a pagare il conto saranno tutti i consumatori americani. E gli Stati Uniti diventeranno semplicemente il paese in cui vivere costerà di più rispetto al resto del mondo. E’ una grande idea?

L’operazione keynesiana (si fa per dire) di meno tasse e tanti lavori pubblici (a carico di un maggior indebitamenti federale) in un momento di ripresa economica è un’attività del tutto inutile: è come irrigare l’orto durante un temporale. Alla fine, il ceto medio si troverà meglio (con meno tasse), ma sarà un’illusione: quello che non paga il ceto medio, lo paga il governo attraverso il debito, cioè il resto del mondo (ma chi, se poi lo stesso Trump vuole impedire agli altri paesi di vendere in America?). I suoi consiglieri ritengono che il boom che seguirà queste misure sarà tale da ripagare, con le tasse, il maggior debito. Ma sono cose che dicono tutti quelli che progettano di indebitarsi parecchio (vedi caso italiano).

Dove stia la novità in questi pasticci non si sa. Ma Trump va di moda, anche a sinistra, e questo induce a  tristi pensieri sulla sinistra italiana e europea. Una sinistra che non ha saputo, mai, fare i conti con il mondo che cambia, che continua come un rimbambito a proporre  ricette anni 30 (welfare e ancora welfare, chi paga?) e che di colpo scopre la “novità” di Trump, un insieme di ricette vecchie e consunte.