Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Sotto la tempesta

Dopo il terremoto, metri di neve, popolazioni isolate.

di G.T. |

Quello che sta avvenendo nel Centro Italia non era prevedibile da alcuno. Nei paesi, già colpiti dal terremoto, si è abbattuta una tempesta di neve forse mai vista nel nostro paese. E’ del tutto evidente che la protezione civile, che era intervenuta con grande rapidità in agosto e dopo, adesso è andata incontro a qualche difficoltà. Le condizioni ambientali sono davvero terribili. E avrebbero messo a dura prova chiunque.

Ma è inutile fare polemiche. Adesso l’unica cosa che conta è portare un po’ di sollievo alle persone rimaste intrappolate nella bufera. La sensazione è che la protezione civile sia giunta al limite delle sue possibilità, anche per mancanza di mezzi adatti, probabilmente.

Però la gente deve essere aiutata. Quindi è ora di schierare davvero l’esercito: tutto  quello che abbiamo. Non ci sono gli spazzaneve in Abruzzo? Li si vada a prendere con i C130 dove sono e in poche ore si cominci a pulire le strade, a ristabilire i collegamenti.

In agosto, davanti alla prima scossa, l’Italia ha dato una grande prova di solidarietà e gli aiuti sono arrivati in poche ore da tutte le regioni, anche da quelle più lontane.

E’ ora di ripetere quella prova. Niente deve rimanere intentato. La Germania ha già offerto il suo aiuto, diciamo grazie e spieghiamogli cosa ci serve.

Certo, la neve è dura da combattere, ma siamo un paese in gran parte fatto di montagne: non dovrebbe essere impossibile trovare chi sa cosa fare.

Bisogna attrezzarsi in fretta, anche perché non è detto, purtroppo, che tutto finisca in un paio di giorni.

Oltre a ristabilire normali condizioni di vita, servono anche tante piccole cose. Dai wi-fi liberi (erano già stati liberati in agosto, poi forse li hanno richiusi), a un po’ di luce (quindi impianti di emergenza, dovremmo averli, se non li abbiamo, facciamoceli dare dai nostri vicini in Europa), poi cibo e coperte da portare sul posto con mezzi attrezzati per farsi strada in mezzo alla neve, assistenza medica (abbiamo i medici dei corpi alpini, esercito, finanza e carabinieri).

Stiamo vivendo una tragedia, ma niente che non si possa affrontare con una buona organizzazione e tanta solidarietà. E’ neve, non fiamme dell’inferno. E noi, ripeto, siamo un paese in gran parte di montagna.