Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Pozioni magiche e unguenti miracolosi

Grillini e super-sinistra uniti nello spaccio di fandonie.

di Giuseppe Turani |

Giustamente è stato posto (“Il foglio”) il problema centrale della realtà italiana di oggi: il grillismo si combatte meglio inseguendolo, cioè recuperandone parte dei temi, o rimanendo sulle proprie posizioni?

Gli esempi che si portano sono due (già anticipati anche su queste colonne) e riguardano entrambi l’Mps: la richiesta di pubblicazione della lista dei 100 maggiori debitori e la proposta di una commissione d’inchiesta. E si dice (“Il foglio”) che si tratta di un errore di inseguimento del grillismo più becero. La lista non serve a nulla, se non a fare un po’ di gogna mediatica (come infatti sta avvenendo con le prime indiscrezioni e con il ricorso a toni molto accesi). La commissione parlamentare d’inchiesta è senza senso per un parlamento che sta per scadere. Non vedremo mai un risultato e, soprattutto, il suo lavoro rischia di andare a incrociare e a disturbare quello della  magistratura. Anche in questo caso, insomma, niente di serio, ma semplice ricerca di spazi e di altre possibilità di gogna mediatica.

Preoccupa che il Pd  si sia dichiarato favorevole in entrambi i casi, sia alla lista che alla commissione. E, pur non condividendolo, si capisce il perché di questa posizione: mangiare il terreno sotto i piedi dei grillini. Se io faccio mie le loro richieste, loro restano senza un argomento polemico.

E qui sta l’errore. Il rischio, molto evidente, è che poco a poco io divento grillino. Questo, cioè, è un metodo sbagliato di fare la guerra al grillismo. Ma, se accade questo, poi  non importa chi vince alle elezioni: tanto siamo tutti grillini.

Altro esempio. Il chiodo fisso dei 5 stelle è la famigerata “democrazia diretta”, realizzata con consultazioni via web, e l’ossessiva riproposta di eliminazione della “libertà di mandato” dei deputati (e di tutti gli  altri eletti). Si fanno firmare contratti assurdi ai candidati per vincolali al volere dei vertice (Casaleggio e Grillo). Si propongono norme in base alle quali il deputato che cambia schieramento decade automaticamente dalla carica, e viene prontamente sostituito da uno che si suppone più fedele.

Tutta questa paccottiglia di cretinate è esattamente il contrario della democrazia. E’ bene chiarire subito la questione perché qualche scivolone (vedi caso Mps) nel Pd c’è già stato.

Il grillismo non si contrasta “inseguendolo”, ma spiegando che dice cretinate e contestando quelle stesse cretinate. Nel caso Mps, ad esempio, l’unica cosa da fare è salvare la banca e lasciare che la magistratura incrimini i colpevoli. Mai si deve accettare la logica dei processi popolari o a mezzo stampa. Ogni cosa va riportata nelle sue giuste sedi istituzionali. Altrimenti poi escono fuori le proposte di “referendum informale” sull’euro: va detto, immediatamente, ma credo che qui sia stato fatto, che il professor Zagrebelsky quando dice queste cose non è “compos sui”. Identica cosa va fatta nei confronti dei fantomatici referendum lombardi e veneti su un’autonomia delle due regioni. E via di questo passo.

Ma, si obietta, in questo modo il grillismo, con il suo sgangherato uso della lingua italiana e con le sue idee folli (no ai vaccini, no alle mammografie, sì alle scie chimiche e alle sirene, sì alle monete locali emesse dai comuni) farà ancora più strada. E’ possibile.

E qui ci sono due letture, diverse ma nemmeno tanto, del grillismo. L’ultima generazione, si dice, non ha più radici, non ha partecipato alle grandi lotte e nemmeno ha conosciuto i grandi partiti di massa (distrutti da Mani Pulite). E’ una generazione del tutto “liquida” e che quindi ondeggia, si fa catturare dalle semplici parole d’ordine dei 5 stelle. C’è molto di vero in questa analisi (che qui ho riassunto in una sola frase).

E esiste anche il fatto che con oltre il 10 per cento di disoccupazione e il 50 per cento di disoccupazione giovanile, il paese è diventato un enorme serbatoio di disperati, pronti a credere a qualsiasi cosa (anche all’imminente arrivo dell’impossibile reddito di cittadinanza). Il grillismo, rispetto alla sinistra riformista, ha un vantaggio: dispone di parole d’ordine semplici, false, ma semplici, come appunto il reddito di cittadinanza.

Con calma poi si scopre che i grillini non conoscono i congiuntivi, ma probabilmente nemmeno le tabelline: basta fare una moltiplicazione per capire che spacciano bugie, droga ideologica allo stato puro.

Anche se la tentazione è forte, non ci si può mettere su questo terreno inclinato. A costo di stare all’opposizione per anni, va spiegato che questi problemi si risolvono solo e soltanto con un’ordinata crescita economica. Crescita che può avvenire solo e soltanto riformando in profondità il paese.

Certo, gridare un Vaffa o esigere la lista dei 100 maggiori debitori dell’Mps (indicati come la rovina dell’Italia, quando tutti sappiamo che c’è ben altro) e più facile e in tempi brevi forse paga anche di più.

Ma fa crescere l’idea che esistano pasti gratis (reddito di cittadinanza) o che basti mettere in galera 200 persone (magari sbagliate, come accade sempre più spesso) per risanare l’Italia. Se queste credenze si diffondono, allora è finita davvero.

I grillini, peraltro, non sono gli unici “divergenti”, rispetto alla realtà. Ci sono anche la Lega, la Meloni e tutta un’area di sinistra post-staliniana (dalla Cgil in avanti) ostinatissima nel chiedere “governi più di sinistra” (copyright Bertinotti) senza mai spiegare dove si trovano i soldi per questa Italia in cui tutti hanno un buon reddito e sono felici. La follia di questa sinistra non è inferiore a quella dei grillini. Se questi ultimi propongono il reddito di cittadinanza, la sinistra ultra accarezza l’idea di portare la settimana lavorativa a soli 4 giorni: così possono lavorare tutti. Con quali costi e con quali ricadute sul sistema produttivo, non interessa.

In realtà, nel presente momento storico Il Pd e tutti i sinceri riformisti, sono assediati da venditori di pozioni magiche e di unguenti contro la caduta dei capelli.

Vanno contrastati, ogni giorno, ogni ora. Vinceranno le elezioni? Si vedrà. Ma non è detto.