Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

In attesa di Renzi, bastonare Marchionne

L'ex premier sta in silenzio, come gli avevano chiesto, ma allora non ci si diverte più.

di Giuseppe Turani |

Renzi è come scomparso e, soprattutto, tace. Sembra impossibile per uno a cui piaceva così tanto parlare. Viene il sospetto che ogni tanto, per non perdere l’allenamento, convochi un po’ di vicini di casa e faccia un comizietto. Ma sappiamo tutti che tace per calcolo, è un politico. E ha capito che per un po’ è meglio stare lontano dai riflettori.

Scelta saggia che però ha provocato due diverse reazioni. I suoi fan (perché ci sono anche questi) scrivono accorati appelli sul social: “Matteo, ti aspettiamo. Noi siamo sempre qui. Non ci lasciare. Quando si ricomincia? Siamo pronti”. E questo è comprensibile, qualche ammiratore l’aveva trovato anche lui.

Ci sono anche, però, quelli a cui la cosa non va giù. Sono esattamente gli stessi che, quando era a palazzo Chigi, gliene hanno dette di ogni colore. E che il 5 dicembre gli hanno consigliato: sparisci per tre-quattro anni, meglio cinque.

Adesso è scomparso da poco più di un mese e stanno già, gli stessi, sacramentando esattamente il contrario. Ma dove è finito? Chi crede di essere? Perché non parla? Ci deve delle spiegazioni. Non ha ancora fatto autocritica, si sbrighi, se passa troppo tempo non vale.

I più esagitati se la prendono anche con la deliziosa Maria Elena Boschi. Anche lei non parla? E perché mai? La riforma bocciata era la sua (scritta da lei e dalla mamma una notte nel tinello di casa), ci deve delle spiegazioni. Ha un incarico di governo, non può fare finta di niente. (Non uno che, in mezzo a tante sciocchezze, si prenda la briga di chiederle scusa per averla costretta in parlamento a difendere suo padre, un pistola poi assolto dai giudici).

In realtà, tutti questi che lamentano, con alte grida, la colpevole assenza di Renzi hanno un solo problema: sparito lui, che carattere funambolico ha, la politica  italiana è diventata silenziosa, quasi assente, non si parla più di nulla. Insomma, a tutti manca un vero sparring partner. Non sanno più con chi pigliarsela.

Con Gentiloni gli è andata male perché è un signore talmente signore che si fa scivolare addosso anche uno tsunami del Pacifico.

Insomma, non sanno più con chi prendersela, sono costretti a litigare fra di loro, ma non c’è gusto. Rivogliono Matteo per poter esercitare compiutamente il loro represso sadismo (e anche per fare bella mostra di sé e magari raccattare qualche voto).

In compenso è rimasto su piazza un suo amico-estimatore, e cioè Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fca (ex Fiat). E Marchionne in questo momento ha dei guai con l’America, che accusa la casa automobilistica da lui diretta di avere taroccato 100 mila vetture. E allora, in assenza del Renzi vero, giù botte su Marchionne. A alcuni poi sta molto sulle scatole anche perché ha mandato a quel paese Landini e la Fiom e ha salvato la Fiat almeno un paio di volte e ha conquistato la Chrysler, terza casa automobilistica americana. Vergogna, non si fa così.

A nessuno di questi idioti viene in mente che, se difendessero Marchionne e la Fca, difenderebbero anche il lavoro italiano. No, è un amico di Renzi e un nemico della Fiom, quindi che affondi in mezzo alle fiamme. Bravi gli americani, fanno bene. Ci vendicheranno loro.

La furia di questi dementi è tale che uno è  persino arrivato a scrivere che i guai della Fca e di Marchionne potrebbero anche dipendere proprio dalle sue amicizie italiane (il solito Renzi, ovviamente, inviso a Trump in quanto sostenitore di Hillary). E qui siamo ai vertici della stupidità: l’ente di controllo americano (l’Epa) che sta disturbando la Fiat oggi è ancora l’Epa a gestione Obama (cioè da lui nominata). Semmai, quindi, dovrebbero esser felici che Marchionne vada a braccetto con Renzi, per cui Obama ha dato una sontuosa cena alla Casa Bianca. Anzi, Marchionne ha fatto chiaramente capire che punta sulla nuova Epa (trumpiana) per sistemare le cose. Quindi Renzi non c’entra proprio niente.

Insomma, hanno  fatto di tutto per liberarsi di Renzi. Ma adesso sono disperati: la politica è diventata di colpo come una minestra senza sale. Per fortuna, si può massacrare un po’ Marchionne e la Fca. Non è la stessa cosa, ma in attesa che Renzi torni…

(Da "Tiscali.it" del 14 gennaio 2017)