Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Italia, produzione stabile

Industria un po' in ripresa in Europa, stabile in Italia.

di Intesasanpaolo |

  • Francia. La stima finale dovrebbe confermare che a dicembre l’inflazione è accelerata di un decimo sull’indice nazionale a 0,6% da 0,5% e a 0,8% da 0,7% su quello armonizzato. L’inflazione già nei primi mesi del 2017 dovrebbe ritornare sopra l’1% grazie a un effetto statistico favorevole e alla risalita dei prezzi dell’energia.
  • Area euro. La produzione industriale a novembre è attesa avanzare di 0,9% m/m da -0,1% m/m. Nel mese le indagini PMI avevano indicato un’accelerazione dell’attività sostenuta dall’aumento degli ordini. La variazione annua passerebbe quindi a 1,8% da 0,6% lasciando la produzione in rotta per una crescita di 0,6%t/t nel 4° trimestre dopo il +0,4%t/t del 3° causa la debole uscita dal trimestre estivo.  A dicembre, dovrebbe registrarsi un’ulteriore accelerazione dell’output.
  • Italia. La produzione industriale è vista poco variata per il secondo mese consecutivo a novembre. Stimiamo un +0,1% dopo la stabilità di ottobre. Su base annua, l’output salirebbe a +2,2% (da -1,8% grezzo e +1,3% rettificato del mese precedente). In ogni caso, nel 4° trimestre dell’anno l’output risulterebbe poco variato e l’industria non contribuirebbe significativamente al PIL.
  • Italia. Il Tesoro offre oggi da 5,75 a 7,25 miliardi di BTP con scadenze comprese fra il 2019 e il 2036. Ieri ha collocato 7 miliardi di BOT annuali a un rendimento medio di -0,25%, incontrando domanda relativamente robusta (1,66x).
  • La BCE pubblica i verbali della riunione dello scorso 8 dicembre. Ci aspettiamo che emergano dettagli sulle misure proposte e sulla discussione all’interno del Consiglio su quali parametri modificare per garantire un’estensione degli acquisti fino a dicembre 2017. È da verificare se tra le opzioni vi fosse anche quella di deviare dalla regola delle quote capitale.
  • Stati Uniti - I prezzi all’import sono previsti in aumento di 0,3% m/m, sotto l’effetto di due forse contrastanti. Il petrolio ha registrato un aumento del 13% nel mese, mentre il dollaro si è rafforzato di circa 0,8%. Al netto del petrolio, i prezzi dovrebbero essere poco variati.

Ieri sui mercati

Italia - La Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibili 2 dei 3 referendum proposti in materia di norme sul lavoro. È stato dichiarato inammissibile il quesito più importante, quello in materia di licenziamenti illegittimi. Questa mattina, diversi analisti politici commentano che la bocciatura del referendum sull’articolo 18 allontana la prospettiva di elezioni anticipate.

Portogallo. Il Tesoro portoghese ha collocato tramite sindacato 3 miliardi di un’obbligazione decennale a un rendimento di 4,227%, ben sopra i rendimenti spuntati un anno fa sulla stessa scadenza (2,973%). La domanda è stata robusta, in particolare dall’estero.

Brasile. La banca centrale ha tagliato il tasso SELIC dal 13,75% al 13,00%. La mossa più aggressiva rispetto alle attese di consenso è stata giustificata con il riferimento a una diffusa disinflazione e a una ripresa economica incerta. La banca centrale non esclude nuovi tagli, e le previsioni di consenso vedono i tassi ufficiali in discesa verso il 10% entro fine anno.

Dopo una prima parte di seduta caratterizzata da variazioni contenute, i principali indici azionari europei accentuano i guadagni nel corso del pomeriggio, con il Dax che registra un nuovo massimo da metà 2015. I titoli di stato della periferia europea ha vissuto una giornata positiva, con discrete flessioni dei rendimenti soprattutto sulle scadenze intermedie e lunghe. Rimbalzo delle quotazioni petrolifere dopo due giorni di calo; continua la ripresa dell’oro dai minimi pre-natalizi. Sui mercati valutari, dollaro in lieve flessione ed euro in lieve rialzo come cambio effettivo.