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5 stelle, è arrivato l'inverno

La politica è diversa da loro e li rifiuta.

di Giuseppe Turani |

Il tentativo dei 5 stelle di entrare nel gruppo liberal democratico del parlamento europeo segna non solo una figuraccia tremenda per Grillo e Casaleggio. In un certo senso è anche la rivincita della politica “classica” sulle loro fumisterie.

E’ accaduto quello che loro stessi lamentano: non li hanno voluti perché sono troppo diversi. In Europa non c’è niente del genere. Nessuna formazione politica è guidata  da una S.r.l. Nessuna formazione politica si occupa di vaccini o di mammografie. Nessuna forza politica è guidata con sistemi proprietari da un ex comico.

L’accordo era stato stilato, all’inizio, solo per ragioni numeriche: il capo dell’Alde voleva i pochi voti grillini per tentare la scalata alla presidenza del parlamento europeo. Con il disegno, probabilmente, di scaricarli la mattina dopo.

Ma i 5 stelle sono una cosa talmente lontana dalla politica  (soprattutto da quella  liberale) che alla fine l’Alde (su pressione di olandesi, danesi e tedeschi) è stata costretta a scaricarli.

A questo punto i 5 stelle di fatto non esistono più nel parlamento europeo. Non hanno abbastanza deputati per fare un gruppo e quindi non possono partecipare attivamente ai lavori. Faranno quello che sanno fare meglio: alzeranno ridicoli cartelli e si faranno buttare fuori dall’aula. Poi si metteranno sul marciapiedi a dire che i poteri forti hanno paura di loro e che quindi li sabotano. Detto questo, andranno al bar.

Il tentativo di entrare nell’Alde avrà qualche conseguenza anche in patria. Una volta escluso che i 5 stelle possano conquistare la maggioranza da soli, per non passare un’altra legislatura sui tetti di Montecitorio, i 5 stelle devono rassegnarsi a fare qualche alleanza. Meloni o Salvini.

Solo che i due possibili alleati sono rimasti molto male dalla “svolta liberale”, durata peraltro solo poche ore. E’ vero che poiché sono due disperati (stanno solo perdendo del tempo in parlamento), alla fine sarebbero capaci di allearsi lo stesso con Grillo.

Ma questa sarebbe, comunque, politica e i 5 stelle sono talmente gonfi di ego, sicuri di avere ragione e di essere il futuro, da rendere difficilissimo ogni accordo con chiunque altro.

All’Alde, insomma, i loro voti servivano e molto. Ma hanno trattato la cosa come una semplice questione di affari: mettiamo insieme i nostri voti, scriviamo un documento con quattro scemenze, e via.

La politica non è questo. Le alleanze si preparano, si discute, ci si avvicina, si stendono programmi condivisi.

In sostanza, è il loro modo di fare politica, è il loro essere come sono, che ha fatto saltare l’accordo e che fa dei 5 stelle un soggetto destinato all’isolamento.

A questo si aggiunga che la situazione romana sembra del tutto irrecuperabile. Niente può trasformare l’accozzaglia della giunta romana in qualcosa di simile almeno a una discreta amministrazione condominiale. Finirà con il sindaco e gli assessori inseguiti dalla popolazione inferocita, qualunque scemenza dicano Grillo e i suoi colonnelli.

Il resto non va meglio. Inoltre stanno arrivando in finale vari processi. Quello sul  contratto con il sindaco di Roma, sancirà una volta per tutte che il Movimento tenta, illegalmente, di controllare da Milano le amministrazioni comunali e, domani, i gruppi parlamentari. Questo è contro la tradizione politica italiana e la costituzione. Inoltre, la pentola delle firme false sta bollendo. E ci saranno sorprese.

L’inverno sarà lungo per i 5 stelle.