Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

I predatori della banca perduta

Populisti di ogni specie chiedono a gran voce i nomi dei debitori del Monte Paschi. Hanno voglia di fare casino, non serve a niente.

di Giuseppe Turani |

Mi rendo conto di essere isolato e forse anche in dissenso con buona parte dei miei pochi lettori. Ma poiché vedo che sul Web si moltiplicano le voci di coloro che a gran voce chiedono i nomi dei debitori del Monte Paschi di Siena (ieri sera anche il solito tg della 7), penso che sia corretto fare qualche precisazione.

I famosi Npl, soldi prestati dalle banche che non torneranno indietro, ammontano in totale a circa 200 miliardi nell’insieme delle banche italiane. La loro “creazione” in parte era inevitabile a causa della forte crisi economica e in parte è dovuta a errori del management.

Però si insiste sui Npl del Monte Paschi, come se ci fossero solo quelli. E si dimentica che la crisi del Monte nasce dall’insensato acquisto prima della Banca 121, poi dall’acquisto ancora più insensato dell’Antonveneta e infine  da speculazioni manicomiali sui derivati. Infine, certo, anche da soldi prestati a soggetti che non li hanno più potuti restituire (o perché sono falliti, o fuggiti, o finiti in dissesto).

Su tutto questo sta lavorando la magistratura e con molto impegno. Fra Natale e Capodanno sono stati sequestrati alcuni conti esteri di dipendenti infedeli dell’istituto (già sotto processo) e si andrà avanti, stabilendo caso per caso le oggettive responsabilità. Cosa che può fare solo la magistratura, e che infatti sta facendo egregiamente.

Ma, nonostante questo, a gran voce si chiede che venga pubblicata la lista dei più grandi debitori. E’ una richiesta populista, che, se soddisfatta, nulla aggiunge alla crisi dell’Mps. Crisi che deve essere risolta e non usata per fare ulteriore casino.

Dirò di più. Sono contrario alla pubblicazione di queste liste perché è scorretto che i rapporti fra aziende e la loro banca (o una delle loro banche) vengano messi in piazza.

A cosa serve al geometra di Alessandria che insiste per avere questa lista, questa lista? A niente. Vuole farsi giustizia da solo. Vuole andare sotto casa a manifestare (come hanno fatto incivilmente davanti alla casa del ministro Boschi)?

La risposta standard che viene da tutti questi aspiranti organizzatori di pogrom (ma non si vergogna mai nessuno in questo paese?) è: perché vogliamo sapere chi ha ridotto così il Monte.

Sbagliato. Non lo stabilite voi. Lo stabilirà con le sue inchieste la magistratura e punirà i colpevoli. Non spetta al “popolo” e meno che mai ai singoli cittadini accertare colpe. Spetta agli organi delegati dalla comunità a questo: cioè alla magistratura, fino a quando siamo in uno stato di diritto.

Il popolo è solo tenuto, ogni cinque anni , a esprimere il suo voto per eleggere i suoi rappresentanti. Una volta esercitato, bene o male, questo diritto, entrano in funzione lo Stato, la magistratura, i carabinieri, la guardia di finanza. Il geometra di Alessandria può starsene tranquillo a casa, il suo personale contributo non è richiesto.

Senza dire che un paese che metta in piazza questo genere di faccende (i conti con le banche delle aziende, buoni o cattivi che siano) perde abbastanza di credibilità internazionale. In molti paesi (dagli Stati Uniti alla Germania)  ci sono  stati in questi anni salvataggi di banche, ma in nessuno si è chiesta a gran voce la pubblicazione degli elenchi di chi non è riuscito a restituire i soldi avuti in prestito.

Ma gli altri paesi non erano ancora pervasi dalla cultura populista e giustizialista come l’Italia.

Siamo i primi, ci distinguiamo.

Poiché, purtroppo, non sono nato ieri e faccio questo mestiere da tanto tempo, so benissimo che alla fine queste liste usciranno. Non servirà a niente, se non a screditare ulteriormente la banca e i suoi clienti. E a consentire ai populisti organizzati qualche rumoroso flashmob davanti alla sede del Monte.

Spettacolo. Inutile, ma spettacolo.