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Mps, sale il costo per lo Stato

La Bce dice che cinque miliardi non bastano. Ne occorrono quasi nove. 

di Redazione |

 

Il salvataggio di Mps si preannuncia in salita. Dopo il fallimento dell’aumento di capitale da 5 miliardi e dopo l’intervento dello Stato per evitare il peggio, i guai del Monte dei Paschi non sono ancora finiti. 5 miliardi non basteranno per mettere al sicuro l’istituto. Come riporta Il Sole 24 Ore, con una lettera la Bce ha fatto sapere alla banca senese che dovrà raccogliere 8,8 miliardi per poter continuare ad operare in tranquillità.

Si alza quindi il conto per lo Stato che ha già ottenuto prima della pausa natalizia il via libera del Parlamento al cosiddetto fondo salva-banche per un ammontare di 20 miliardi, da utilizzare però non solo per Mps ma anche per le altre banche in difficoltà.

Pare a questo punto che saranno circa 6,4 miliardi i soldi pubblici destinati al salvataggio del Monte Paschi. Lo Stato infatti dovrebbe acquistare nuove azioni per 4,4 miliardi entrando nel capitale della banca e diventandone l’azionista di maggioranza. Gli altri 4,4 miliardi dovrebbero invece arrivare dal mercato, ossia dalla conversione in azioni di obbligazioni sottoscritte in passato da investitori istituzionali e risparmiatori privati.

Come previsto dalle nuove direttive europee (BRRD) che definiscono le procedure da seguire in caso di crisi bancaria, gli obbligazionisti sono infatti costretti a partecipare al salvataggio di Mps, inclusi quei 40.000 piccoli risparmiatori che hanno in mano circa metà delle obbligazioni subordinate in circolazione, e che saranno trasformate in azioni Mps, ossia in strumenti finanziari più rischiosi e potenzialmente meno redditizi. Una situazione simile a quella accaduta agli obbligazionisti delle quattro banche popolari salvate a fine 2015 e che allora suscitò dure proteste anche da un’ampia parte del mondo politico.

Proprio per limitare il malcontento, questa volta il governo starebbe pensando a un trattamento diverso. In un primo momento gli obbligazionisti privati vedranno i bond trasformati in azioni, che però successivamente saranno di nuovo convertiti in obbligazioni di pari valore a quelle detenute in precedenza, azzerando così le perdite. Il tutto per un costo pari a circa 2 miliardi. Nel complesso, quindi, il salvataggio di Mps costerà allo Stato, ossia ai cittadini, circa 6,4 miliardi di euro mentre la restante parte arriverà dalla conversione dei bond in azioni da parte degli investitori istituzionali. 

L'operazione di aumento di capitale non sarà comunque priva di rischi, a partire dai bastoni tra le ruote che potrebbero arrivare dall’Europa. Oltretutto, una volta portata a termine, rischia di non essere risolutiva dei problemi che affliggono la banca senese e che nascono da due decenni di cattiva gestione che hanno prodotto tra l’altro 27 miliardi di crediti inesigibili da smaltire.

Il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, ha detto in un’intervista alla Bild, ripresa da Bloomberg, che il salvataggio di Mps deve essere esaminato attentamente, ricordando che le nuove norme europee sono state pensate per proteggere i contribuenti e fare in modo che le responsabilità ricadano sugli investitori. E soprattutto che il piano di salvataggio da parte dello Stato deve essere l’ultima risorsa, a patto però che la banca sia finanziariamente sana a livello core mentre non sarebbe corretto che soldi pubblici fossero utilizzati per coprire perdite prevedibili.

L'impressione è che in questo caso il governo stia assumendo un ruolo fin troppo garantista nei confronti dei piccoli risparmiatori, che poi forse tanto piccoli e sprovveduti non sono. Dall’ultima indagine di Bankitalia sulla ricchezza delle famiglie italiane, relativa all’anno 2014, emerge che le famiglie più povere e disagiate detengono quasi esclusivamente depositi e certificati. Solo la fascia ristretta di risparmiatori più facoltosi possiede un portafoglio di strumenti finanziari diversificati, tra cui il 70 per cento delle obbligazioni private in circolazione. Dati che dovrebbero far riflettere sull'opportunità di un trattamento di favore, finanziato con soldi dei contribuenti, per azzerare le perdite degli obbligazionisti di Mps. Il tutto mentre chi ha sottoscritto obbligazioni bancarie con altre banche sta assistendo al crollo di valore di tali titoli proprio a causa dell'effetto contagio innescato dai bond Mps.  

In un quadro che resta molto incerto, il titolo Mps a piazza Affari resta sospeso mentre sale l’attesa per il nuovo piano industriale che la banca dovrà mettere a punto e sottoporre nelle prossime settimane a Bruxelles e a Francoforte.