Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Dementi da tastiera

Protestano perché il Monte Paschi viene salvato con soldi pubblici. Andava lasciato fallire?

di G.T. |

Leggo qui e là di proteste populiste perché nel salvataggio del Monte Paschi, “con soldi pubblici”, paga sempre il cittadino. Qualche demente arriva a dire: ma perché non lo lasciano fallire?

Fino a quando circoleranno queste idiozie, non saremo mai un paese moderno e decente. E’ accertato che la crisi del Monte arriva da decenni di confusione fra affari e politica (quella di sinistra a Siena). Credo che la sinistra porti il peso di questo disastro. I responsabili amministrativi sono, giustamente, sotto processo e c’è solo da sperare che le loro colpe vengano accertate e punite con una certa severità.

Poi rimane la banca. Il mercato, a quanto abbiamo visto, si è rifiutato di venire in soccorso. Troppo rischioso.

E allora andava fatta fallire? E i risparmiatori, i depositanti e le migliaia di aziende che hanno conti aperti che fanno? Leggono i post dementi su FB di tanti giustizieri del credito e tirano sera così?

In questi casi, come si è visto in America e altrove, solo lo Stato ha i mezzi per intervenire. E interviene. Lo si è fatto ovunque: dalla Germania agli Stati Uniti.

Ma noi abbiamo una generazione di populisti, la cui scemenza rasenta la follia. Nessuno nel mondo fa fallire le banche. Si mettono in galera gli amministratori, se ci sono gli elementi, e si salvano.

Fra l’altro, è previsto che lo Stato italiano entri solo “a tempo” nel Monte Paschi: non appena la banca sarà risanata e rimessa in funzione, lo Stato dovrà ricollocare le azioni sul mercato, vendendole. Potrebbe persino guadagnarci dei soldi, alla fine.

Così si è fatto ovunque. E così si farà in Italia.

Populisti e agitatori possono quindi riporre le loro tastiere e rimettersi tranquilli. Non sta accadendo niente che non sia già stato sperimentato nel mondo, non c’erano alternative. E, ripeto, alla fine l’operazione potrebbe anche rivelarsi in attivo.