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Mps, arriva lo Stato

L'aumento di capitale non ha raggiunto i livelli sperati. Scatta l'intervento pubblico.  

di Redazione |

Il tempo ormai scaduto per il Monte Paschi di Siena, il cui titolo oggi è in rialzo in Borsa dopo una partenza in profondo rosso. Oggi è l’ultimo giorno utile per aderire all’aumento di capitale lampo da 5 miliardi di euro lanciato in extremis a inizio settimana. Le adesioni finora pervenute non troppo poche e la somma raccolta non è sufficiente per garantire la sopravvivenza dell’istituto. E questo vanifica le buone notizie giunte dalla conversione dei bond subordinati, la cui offerta è scaduta ieri con adesioni per 2,4 miliardi (di cui oltre 1 miliardo dai piccoli risparmiatori), cifra ben superiore alle attese. Ma soprattutto si è persa traccia dei grossi investitori che avrebbero dovuto entrare nel capitale di Mps. Si è sfilato anche il fondo sovrano del Qatar, che in un primo momento sembrava disponibile a investire fino a un miliardo nella banca nell’ambito di un piano di salvataggio condiviso.

A meno di un miracolo dell’ultima ora, quindi, dovrà intervenire il governo in soccorso del Monte Paschi. E dovrà farlo in tempi molto rapidi perché, secondo le comunicazioni più recenti, senza un’iniezione di mezzi freschi l’istituto avrà un’autonomia di soli 4 mesi e non di 11 come dichiarato la settimana scorsa. Il quadro, dunque, si è deteriorato molto velocemente, complice anche la crisi di governo dopo l’esito del referendum del 4 dicembre.  

Pare quindi scontato il ricorso al piano B, quello che prevede l’intervento dello Stato e che farà scattare la ricapitalizzazione precauzionale. Il governo si stava preparando da tempo a questa eventualità e ha accelerato in questi ultimi giorni le proprie mosse. In particolare ha chiesto e ottenuto ieri dal Parlamento l’autorizzazione ad aumentare il debito di 20 miliardi, ponendo le basi per un tesoretto da utilizzare, all’occorrenza, a sostegno del sistema bancario (non solo quindi per Mps). L’ultimo atto è la riunione straordinaria convocata questa sera, a mercati chiusi, del consiglio dei ministri per l’approvazione del decreto legge salva-banche.

A questo punto, le prossime tappe prevedono che il cda di MPS chieda formalmente aiuto finanziario straordinario allo Stato, che si prepara a diventare il principale azionista della banca con l’obiettivo di garantire la continuità dell’attività bancaria e tutelare i risparmiatori. Il governo dovrà quindi mettere a punto un nuovo piano industriale e dovrà procedere con un apposito decreto alla ricapitalizzazione precauzionale di Mps, ossia la conversione forzosa delle obbligazioni in azioni, dopo aver ottenuto i necessari passaggi autorizzativi presso Bruxelles e la Bce.