Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

La guerra del Biscione

Il francese Bolloré vuole il 20 per cento di Mediaset, le possibili mosse di Berlusconi

di Giuseppe Turani |

Forse non sarà nemmeno una guerra borsistica quella che si sta accendendo intorno a Mediaset. Il gruppo francese Vivendi, che fa capo al finanziere bretone Bolloré, e che oggi controlla poco più del 3 per cento della società del biscione, ha comunicato che intende arrivare almeno al 20 per cento e quindi piazzarsi come secondo azionista subito dopo la famiglia Berlusconi che ne controlla il 41 per cento.

Dal punto di vista del gruppo francese tutto è chiaro. Mediaset oggi vale meno di anni fa in Borsa e comprarla è interessante, soprattutto per un gruppo molto ambizioso e che non nasconde il suo disegno di dare vita a un network tv europeo.

La cosa curiosa è che i due gruppi, Bolloré e Berlusconi, sono in lite ormai da molti mesi perché i francesi si erano impegnati a comprare una grossa quota di Mediaset Premium, poi si sono ritirati dicendo che i conti non erano quelli promessi.

Nonostante tutto ciò, i francesi dicono che continueranno a comprare azioni Mediaset perché  sostengono che nella società c’è un valore. Il valore, in realtà, è il mercato italiano, dove già Bolloré controlla la Telecom. Per il suo gruppo il valore di Mediaset è  doppio. Da una parte è facile immaginare sinergie con i servizi on-line di Telecom. Dall’altra parte, Mediaset (con il mercato italiano) è un tassello fondamentale del network europeo che sta nei sogni di Bolloré.

I dubbi cominciano a sorgere quando la storia viene vista dalla parte della famiglia Berlusconi, che in questo momento non naviga nell’oro (le stagioni ruggenti della tv commerciale sono finiti da tempo). Oggi Mediaset, volendo, è scalabile: la famiglia Berlusconi controlla solo il 41 per cento e acquistare altre azioni per portarsi sopra il 51 per cento non è tanto semplice, di questi tempi. D’altra parte non di vedono alleati pronti a correre i aiuto di Mediaset: la società è interessante per Bolloré, molto  meno (quasi zero) per altri.

Ma non basta. In realtà un socio come Bolloré (che ha disponibilità finanziarie importanti) con il 20 per cento è in grado di rendere la vita impossibile al gruppo di controllo.

Infatti non è difficile immaginare che, prima o poi, si arriverà a un accordo. Anzi, si avanza anche un sospetto. E cioè che ci si possa trovare di fronte a una vendita mascherata. Invece di aprire una trattativa e vendere, potrebbe esserci un accordo per cui ci si fa scalare. E alla fine, con rammarico, si saluta tutti. Nella Borsa italiana è già successo.

A meno che non ci sia un colpo di scena. Qualche mese fa Berlusconi è andato a New York, ufficialmente per un controllo clinico, ma negli ambienti della finanza internazionale è corsa voce che avrebbe avuto un incontro segreto con Murdoch, il proprietario di Sky. Cosa i due si siano detti non si è mai saputo, ma la carta a sorpresa di Berlusconi potrebbe essere questa: contro Bolloré un accordo con Murdoch.

(Da "Tiscali.it" del 13 dicembre 2016)