Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Bufale a orologeria

False notizie e terremoti di Borsa

di Giuseppe Turani |

Un “incidente” che è costato vari miliardi. Venerdì mattina si è sparsa la voce, via agenzie di stampa, che la sorveglianza bancaria della Bce avrebbe negato al Monte Paschi di Siena il rinvio (da fine dicembre a gennaio) del termine ultimo per chiudere l’aumento di capitale che dovrebbe salvare la banca.

Immediato crollo di oltre il 10 per cento delle quotazioni, con perdite di Borsa molto forti. A fine giornata, dopo il consiglio di amministrazione di Mps, c’è un comunicato della banca: nulla sappiamo, nulla ci ha detto la sorveglianza della Bce, proseguiamo lungo la nostra strada.

Infine, si viene a sapere che alla sorveglianza bancaria della Bce, diretta dalla francese Danièle Nouy, servirà ancora qualche giorno per arrivare a una decisione.

Qualcosa di analogo era accaduto all’inizio dell’anno. Allora la voce che era corsa riguardava ispezioni della sorveglianza europea su alcune banche italiane e la probabile emissione di regole più severe a proposito dei crediti inesigibili. Disastro borsistico, ovviamente. Solo più tardi la Bce ha fatto sapere che le ispezioni erano standard e le norme sui crediti inesigibili sono rimaste quelle. Insomma, una bufala.

E quindi viene naturale protestare contro la sorveglianza della Bce per queste fughe di notizie (in realtà due bufale, anche se sulla seconda permane ancora un punto interrogativo).

Lo stesso Draghi ha provato a spiegare che la Bce non può rincorrere tutte le indiscrezioni di mercato per smentire o negare, soprattutto quando la pratica è in corso. Non è il suo stile e, forse, sarebbe anche sbagliato.

Sembra, però, che sarebbe opportuno  cambiare qualcosa. Intanto la Bce dovrebbe lavorare con misure di sicurezza maggiori. Inoltre, di fronte a notizie chiaramente false (a mercati aperti poi) farebbe bene a imparare a diffondere immediatamente precisazioni ufficiali, proprio per evitare che i mercati facciano stupidaggini.

Ma il problema vero sono le banche italiane. Sono talmente chiacchierate che anche un’indiscrezione sul meno attendibile giornale albanese è in grado di scuoterne le quotazioni. E questo non da oggi. Sono mesi che il loro valore di borsa scende del 14 per cento per risalire il giorno dopo, e quindi ricrollare di nuovo. Sempre sulla base di indiscrezioni, a volte un po’ vere, spesso molto false. Se non si mette a posto il risanamento, una volta per tutte, i balletti di borsa continueranno e ogni volta saranno polemiche.

(Dal "Quotidiano nazionale" del 12 dicembre 2016)