Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Draghi e il suo bazooka

Il Qe si restringe, ma si allunga

di Giuseppe Turani |

La Bce scenderà con gli acquisti di titoli di Stato europei da 80 a 60 miliardi al mese. Il Qe (quantitative easing) rallenta. In compenso Draghi ha detto che non si fermerà a marzo del 2017, ma andrà avanti fino a dicembre. Inoltre, ha promesso che i tassi di interesse resteranno bassi, se serve, ancora più bassi di oggi. Il bastone e la carota? No.

La scelta di Draghi è perfettamente comprensibile. Riduce l’ammontare dei titoli acquistati dalla Bce perché l’Europa deve un po’ abituarsi a correre in parte con le proprie gambe e perché comunque la Bce non potrebbe continuare in eterno a comprare titoli stampando moneta.

In compenso allunga la durata di questo Qe ridotto per due buone ragioni. La prima è che la ripresa europea c’è, ma non è ancora così solida, serve un po’ di spinta. La seconda, se si vuole, è più politica. Nel 2017 in Europa ci sono due scadenze elettorali molto importanti: l’elezione del presidente in Francia e quella del cancelliere in Germania.

Qualche tensione è prevedibile e allora ecco che il Qe viene allungato, così che possa funzionare da ammortizzatore di eventuali turbolenze.

Draghi, comunque, si è tenute aperte molte porte, dopo aver affermato che l’ideale sarebbe non aver bisogno di alcun Qe. La prima, consiste nel fatto che, se dovesse rendersi necessario, gli acquisti potrebbero risalire. La seconda: se servirà, il Qe potrà essere prolungato anche oltre il dicembre del 2017.

In sostanza, il messaggio della Bce è stato molto chiaro: qui si farà tutto quello che serve, se però riusciste a sbrigarvela da soli, saremmo più contenti.

A precisa domanda ha risposto che sulle banche italiane è sicuro che il governo farà quello che va fatto.

Ha poi negato di aver aiutato in modo particolare l’Italia nei giorni scorsi. L’affermazione può essere apparsa a molti un po’ irrituale, ma non è così. In realtà era una risposta indiretta a molti giornali tedeschi che l’hanno appunto accusato di aver dato una mano all’Italia per tenere lo spread entro limiti accettabili, evitando terremoti finanziari.

D’altra parte, si tratta di accuse che in Germania circolano più o meno regolarmente.

Resta il fatto, comunque, che, sia pure con il Qe ridotto, dalla Bce nel 2017 arriveranno 540 miliardi sul mercato contro i 480 previsti in precedenza. Alla fine, cioè, l’aiuto aumenta, non diminuisce.

(Dal "Quotidiano nazionale" del 9 dicembre 2016)