Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Niente euro per Dibba, via

Chiede referendum contro moneta unica. Ma non si può fare. Proibito dalla Costituzione.

di Giuseppe Turani |

Cascano proprio le braccia. Adesso Di Battista rilancia, addirittura su un giornale tedesco, la storia del referendum per far uscire l’Italia dall’euro. Ma perché? Non si sa.

Per riacquistare la sovranità monetaria, per poter stampare di notte tonnellate di lire (di carta straccia) con cui distribuire poi profumi e balocchi a tutti gli italiani?

Siamo già sulla personalità border-line. D’altra parte un suo collega di partito, Fico, ha appena dichiarato che a loro non serve un capo (cioè Grillo) e che in fondo non serve nemmeno un presidente del consiglio. Il popolo si autoregola, via web naturalmente.

E il loro guru (sempre Grillo) sostiene che vanno chiuse le macellerie e le fabbriche di automobili perché inquinanti.

Sono affermazioni che lasciano non perplessi, ma molto dubbiosi sul funzionamento della prevenzione sanitaria in Italia.

Ma torniamo al referendum sull’euro. Credo che il Movimento cinque stelle abbia già raccolto le firme per questo referendum due o tre volte (o forse dieci). Nessuno ne ha mai saputo  niente, probabilmente le firme erano poche o sono stati montati dei banchetti solo per fare un po’ di propaganda.

Infatti fino a quando rimane in vigore questa Costituzione, appena confermata da quasi 20 milioni di italiani (Cinque stelle in prima fila) il referendum sull’euro non si può fare. I saggi padri costituenti (ma c’erano anche le madri, 21 in tutto) hanno escluso che i trattati internazionali possano essere sottoposti a referendum popolari. Una normale precauzione democratica.

Ma allora di cosa va cianciando Di Battista (quello stesso che cercava “spremute di vita”, testuale)? Di niente, fa propaganda. Qualcuno deve avergli detto che “uscire dall’euro” è un argomento che tira, e allora avanti.

La semplice verità è che senza euro (e senza Mario Draghi) l’Italia sarebbe già fallita e Di Battista potrebbe trovare spremute di vita a ogni angolo di strada, più o meno come in Grecia. Grazie all’euro l’Italia paga sul suo immane debito pubblico interessi ragionevolmente bassi. Fuori dall’euro dovremmo pagare almeno il doppio, se non di più. Inoltre, un qualsiasi speculatore potrebbe affossare la lira nel giro di una settimana, bruciando risparmi e benessere. No? E’ già stato fatto all’inizio degli anni Novanta dal signor Soros.

Ma, alla fine, per quale vantaggio? Riavere la lira, in modo da poterne stampare quanta se ne vuole. Ottimo. Rimane un problema: tutte le cose che compriamo all’estero (dal petrolio agli  iPad) con cosa li paghiamo? Con le lire targate Di Battista? Facciamo la fine del rublo negli anni di Breznev: nessuno lo voleva, poteva circolare solo in Urss. E anche a Mosca, nei ristoranti e nei negozi, se capivano che eri uno straniero, volevano solo dollari.

Qui in Italia Di Battista e i suoi amici possono trovare dei tipi un po’ sbandati (tipo Salvini) che vogliono uscire dall’euro per stampare a volontà delle belle lire. Ma nel mondo non sono mica stupidi. Ancora oggi, ad esempio, tutto il traffico internazionale di petrolio e gas è regolato in dollari.

Insomma, quella di Di Battista è un’altra delle tante cose bizzarre dei “meravigliosi ragazzi” di Grillo. Propone infatti una cosa che non si può fare (il referendum) e che, comunque, finirebbe per portare l’Italia alla rovina in pochissimo  tempo.

Leggere qualche libretto ogni tanto e non solo il sacro blog, no?

(Da "Tiscali.it" del 9 dicembre 2016)