Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Manicomio Italia

Renzi sembra il più matto di tutti

di Giuseppe Turani |

Il manicomio Italia è stato ufficialmente riaperto e contiene ospiti illustri. I più divertenti, per ora, sono esponenti vari della famosa accozzaglia (vincente nel referendum con uno strepitoso 60 per cento di consensi). In prima fila, come sempre, Beppe Grillo, che vorrebbe andare a votare domani, anche con l’Italicum, contro cui ha tuonato cose irriferibili fino a ieri. Ma adesso ha fretta di votare. Perché? Per non perdere la rincorsa. Anche se poi sa benissimo (glielo spiegano anche gli amici del Fatto) che per un eventuale governo pentastellato gli mancano sia uomini che programmi. Ma che importa? Si vince, poi si vedrà, avanti Savoia.

Il secondo (ma era già un ospite residente da prima) è Matteo Salvini, un altro che vorrebbe votare domani mattina, anche con la legge elettorale della Tanzania. Imperversa sulle televisioni dicendo che Mattarella deve premere sulla Consulta perché si esprima sull’Italicum prima del 24 gennaio. Essendo un padano di stoffa grezza, ignora che nessuno può dare ordini alla Consulta: i sommi giudici fanno quello che vogliono. Mai Mattarella si premetterebbe di disturbare la loro quiete garantita da quella stessa Costituzione che Salvini ha così ben difeso.

Una sistemazione di rilievo anche per Bersani (D’Alema, furbo, si è già defilato), complicata dal fatto che ha tutto un bestiario che lo accompagna: mucche nel corridoio, tacchini sul tetto, giaguari da smacchiare e persino bambole (sic!) da pettinare. Dopo aver fatto qualsiasi cosa contro Renzi, adesso incombe dagli schermi tv spiegando che il premier deve rimanere al suo posto e fare il proprio dovere. C’è  una maggioranza, che lavorino.

Dimentica che contro quella maggioranza (di cui fanno parte anche Verdini e soci) ha sparato a palle incatenate. Adesso, pur di non andare al voto, gli vanno bene anche quelli, anche Alfano è stato promosso al ruolo di statista. Forse anche Razzi. Dimentica, e questo ha impensierito i medici, che se lui non è mai diventato presidente del Consiglio, nonostante un mese di consultazioni, è proprio perché non aveva una maggioranza: si era scordato di non aver vinto le elezioni. E il parlamento è ancora quello. Lo stanno studiando, ma c’è un’oggettiva confusione fra i medici.

Silvio Berlusconi, per ora, è su una poltrona al pronto soccorso. Diagnosi complicatissima. Ogni tanto urla che vuole, anche lui, elezioni subito, ma a due infermieri avrebbe confidato sottovoce che si augura proprio di no.

Osservato da lontano anche il presidente Mattarella, per rispetto della carica. Insiste che bisogna fare un governo che arrivi fino al 2018. E questo è un lodevole proposito. Nessuno però riesce a capire chi dovrebbe fare questo governo, con quali voti potrebbe reggersi, e, soprattutto, per fare che cosa. C’è stato un corto-circuito  nel pensiero del Presidente? Forse sì.

Renzi, infine, sembra il più matto di tutti. Ha preso una tremenda legnata al referendum e adesso sbraita per andare subito a votare. Non gli è bastata la prima?

Sembra però che abbia convinto i medici, dicendo loro: “Non ho altra possibilità. Mica posso stare qui ancora un anno a farmi tirare dietro i pomodori e le uova? Mica posso diventare il tirassegno di qualunque signore un po’ nervoso. Già dicevano prima che non ero legittimato. Adesso mi hanno anche rovesciato addosso quasi venti milioni di voti contrari. E’ ovvio  che me ne devo andare al più presto. Il presidente, se vuole un governo, se lo faccia a lui”.

All’obiezione, ovvia, di inseguire lucidamente il proprio suicidio, avrebbe risposto: “Mica detto, se alle elezioni prendo più del 30 per cento dei voti, alla fine chi darà le carte nella prossima legislatura sarò sempre io”.

Con un po’ di tranquillanti, lo hanno rispedito a casa.

(Da "Tiscali.it" del 7 dicembre 2016)