Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Le banche spingono la Borsa

In forte calo anche lo spread

di Intesasanpaolo |

Area Euro

  • Germania. La produzione industriale a ottobre è cresciuta di +0,3% m/m dopo il netto calo di settembre (-1,6% m/m). Le indagini IFO e PMI puntavano entrambe ad un aumento dell’attività nel mese con il livello degli ordini stabilmente positivo. Il recupero della domanda estera dovrebbe stimolare l’accelerazione del manifatturiero tedesco nella parte finale dell’anno. La produzione nelle costruzioni è rimbalzata di 1,7% m/m in ottobre, più che compensando il -0,4% di settembre.
  • Italia. Il tasso di disoccupazione è visto in aumento a 11,6% nel 3° trimestre dopo l’11,5% dei mesi primaverili (suscettibile peraltro di revisione al rialzo). Dopo l’11,7% toccato a settembre, il tasso dei senza-lavoro è poi sceso a 11,6% a ottobre. Il dato dovrebbe mostrare il rallentamento dell’occupazione in particolare a tempo indeterminato, e confermare l’aumento in corso del tasso di partecipazione. Per la media del prossimo anno ci aspettiamo che l’occupazione continui a crescere, ma su ritmi meno vigorosi di quelli visti quest’anno, e che il tasso di disoccupazione cali in misura solo modesta (11,3% dall’11,6% di quest’anno).
  • Italia. Il Senato esaminerà oggi la legge di bilancio (con voto di fiducia posto dal governo uscente, a partire dalle h. 13.30). Una rapida approvazione ridurrebbe i tempi della crisi di governo, in quanto successivamente (entro venerdì) Renzi formalizzerebbe le sue dimissioni e il capo dello stato potrebbe cominciare le consultazioni per sondare la possibilità di formare un nuovo esecutivo (tali consultazioni solitamente richiedono un paio di giorni). Nel frattempo, cruciale sarà sempre oggi la direzione nazionale del PD, nella quale dovrà emergere una linea in merito all’atteggiamento da assumere sulla gestione della crisi e sulla legge elettorale. L’altra notizia del giorno è che la Corte Costituzionale ha fissato per il 24 gennaio la discussione sulle eccezioni di costituzionalità sollevate in merito all’Italicum.
  • (8 dicembre) C’è grande attesa per la riunione del consiglio direttivo BCE. Un prolungamento di sei mesi dell’APP ai ritmi attuali avrebbe più benefici che costi, vista l’inerzia dell’inflazione core. Tuttavia, non è escluso che il Consiglio si accordi, invece, per una soluzione di compromesso: estensione di soli tre mesi o acquisti a ritmi più lenti. Il nostro scenario centrale è di estensione per sei mesi ad un ritmo di 60 miliardi. Il nodo rimane, in ogni caso, quali parametri tecnici del programma si vorranno modificare per far fronte alla scarsità di carta governativa tedesca. Quel che resta assai improbabile è che venga formalmente modificata la regola degli acquisti in base alle quote capitale, passo che avrebbe aperto a interventi di politica monetaria meno vincolanti e più efficaci in caso di necessità future.

Ieri sui mercati

Netta chiusura dei differenziali fra Italia e Germania, risultato di un aumento dei rendimenti sulla curva tedesca e di un calo su quella italiana. Nuova seduta in rialzo per i listini azionari europei, trascinati dai titoli bancari e con FTSEMIB e Ibex a segnare le performance migliori. L’euro è arretrato contro dollaro, ma resta in area 1,07. L’indice del dollaro resta ampiamente sotto i massimi dell’ultima decade di novembre. Arretrano anche le quotazioni petrolifere, ma il Brent Crude conferma gran parte del guadagno realizzato fra il 29 novembre e il 1° dicembre.

Stati Uniti - Il deficit della bilancia commerciale a ottobre aumenta più delle attese, con un allargamento a -42,6 mld di dollari, dopo -32,6 mld di settembre. L’ampliamento del saldo negativo è dovuto a un ampio calo delle esportazioni (-1,8% m/m), che corregge gli aumenti visti in estate e causati soprattutto dal balzo transitorio dell’export di soia per motivi climatici Le importazioni aumentano di 1,3% m/m. In termini reali, il deficit si allarga di circa 6 mld di dollari, con un contributo di 1 mld dal petrolio. Il previsto aumento del differenziale di crescita fra gli USA e gli altri paesi e il rafforzamento del dollaro fanno prevedere che il canale estero contribuisca negativamente alla crescita sia nel 4° trimestre sia in gran parte del 2017.