Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Economia/Bene l'Italia

Istat: la ripresa c'è e si sta stabilizzando

di Intesasanpaolo |

Area Euro

  • Germania. In ottobre, gli ordini all’industria sono cresciuti di +4,9% m/m dopo l’inattesa flessione di settembre, peraltro ridimensionata dopo la revisione a -0,3% m/m. Le indicazioni dalle indagini di fiducia sono state di recupero della domanda, in particolare dall’estero. Il balzo di ottobre riguarda sia gli ordinativi esteri (+3,9%), sia quelli domestici (+6,3%), ma fra gli ordinativi esteri quelli da altri paesi dell’Eurozona sono stagnanti. Tutte le tipologie di bene sono in crescita: intermedi (+1,8%), beni di investimento (+7,2%) e beni durevoli di consumo (+0,5%). 
  • Area euro. La stima finale dovrebbe confermare la crescita di 0,3% t/t e 1,6% a/a del PIL area euro nel 3° trimestre (valori invariati rispetto al trimestre precedente). La crescita dovrebbe essere stata trainata dalla domanda interna in presenza di un contributo negativo dal commercio con l’estero. L’attività economica potrebbe accelerare marginalmente a 0,4% t/t nella parte finale dell’anno.

Stati Uniti

  • La bilancia commerciale a ottobre dovrebbe registrare un allargamento del deficit a -40 mld di dollari da -36,4 mld di settembre. La stima preliminare della bilancia dei beni ha mostrato un rallentamento delle esportazioni, che si stanno normalizzando dopo il transitorio boom estivo dell’export agricolo (soia) a fronte di un’espansione delle importazioni. Il canale estero nel 4° trimestre dovrebbe contribuire negativamente alla crescita del PIL, dopo aver contribuito per 0,9pp alla dinamica del 3° trimestre.
  • La seconda stima della crescita della produttività del 3° trimestre dovrebbe registrare una modesta revisione verso l’alto, a +3,2% t/t ann., da 3,1% t/t ann. dopo la pubblicazione della seconda stima del PIL: La crescita della produttività dovrebbe essere rallentata nel 4° trimestre, pur restando su un trend moderatamente crescente dopo la stagnazione dell’ultimo anno.

Ieri sui mercati

Netto rialzo dei rendimenti sulle curve europee dei titoli di stato, all’insegna dell’aumento della pendenza (+2pb sul tratto 10-5 anni della curva tedesca) e del riallargamento dei differenziali sovrani (+5pb sul Btp-Bund decennale). Le annunciate dimissioni del governo Renzi, ampiamente scontate sulla scia dei sondaggi di opinione prima del voto, non hanno avuto un grande impatto sui mercati.

Il cambio euro/dollaro ha avuto una giornata volatile, al termine della quale però ha chiuso in rialzo a 1,0762. Il movimento delle curve e dei cambi suggerisce movimenti cautelativi in vista della riunione BCE di giovedì (forse l’assenza di tensioni particolari sul debito italiano e l’esito delle elezioni presidenziali austriache sta ridimensionando le attese sull’estensione dell’APP).

Nell’ottava del 2 dicembre il portafoglio PSPP ha visto un incremento di 14,52 miliardi di euro ed è salito a 1.211,69 miliardi di euro. Gli acquisti di titoli covered sono stati pari a 1,21 miliardi di euro, che aumentano il portafoglio a 203,42 miliardi, gli acquisti settimanali di ABS al netto dei titoli scaduti sono stati pari a 266 milioni di euro, portando il totale dei titoli in portafoglio a 22,52 miliardi di euro, mentre gli acquisti di titoli nell’ambito del CSPP sono stati circa pari a 2,01 miliardi con un aumento del portafoglio fino a 48,24 miliardi.

Italia - Il Presidente del Consiglio si è recato ieri al Quirinale per offrire le proprie dimissioni al capo dello stato, il quale però ha chiesto al premier uscente di rimanere in carica per il tempo necessario a consentire una rapida approvazione della legge di bilancio, che potrebbe avvenire nel giro di qualche giorno (forse già venerdì). Solo successivamente le dimissioni saranno effettive e il Presidente della Repubblica comincerà le consultazioni per sondare la possibilità di formare un nuovo esecutivo. Nel frattempo, l'appuntamento fondamentale sarà la direzione nazionale del PD, ora in calendario mercoledì a partire dalle ore 15:00, che dovrebbe dare chiarimenti in merito alla permanenza di Renzi come segretario e alle proposte del partito per risolvere la crisi di governo.

Italia - Nella nota mensile dell’Istat sull’andamento dell’economia italiana si legge che l’indicatore anticipatore dell’attività economica ha mostrato un recupero di recente, delineando una prospettiva di stabilizzazione del ritmo di crescita dell'economia.

Italia - L’Agenzia delle Entrate ha rilevato nel 3° trimestre 2016 una crescita annua del 17,8% delle compravendite sul mercato immobiliare. È il terzo trimestre consecutivo di crescita in doppia cifra dopo il 21,8% primaverile e il 17,35 di inizio anno. Nel trimestre accelera soprattutto il terziario (31,1%), ma anche il commerciale (23,3%), mentre rallenta moderatamente il residenziale (17,4%) e resta sostenuta la crescita del comparto produttivo (24,5%). Ancora una volta è il Nord a registrare il progresso maggiore (+22,3%). Il sondaggio trimestrale sul mercato delle abitazioni mostra una netta diminuzione della quota di agenti che segnala un calo dei prezzi di vendita; una riduzione del margine medio si sconto e dei tempi di vendita; un miglioramento del saldo relativo alle attese circa l’evoluzione a breve del mercato immobiliare.

Stati Uniti - L’ISM non manifatturiero a novembre balza a 57,2, da 54,8 di ottobre, e tocca il massimo da ottobre 2015. Lo spaccato dell’indagine è omogeneamente forte: la componente attività sale a 61,7 (massimo da ottobre 2015) e l’occupazione aumenta a 58,2 (da 53,1), gli ordini correggono solo modestamente a 57 da 57,7, restando su un livello molto elevato, e gli ordini all’export sono in rialzo a 57 da 55,5. Il direttore dell’indagine segnala cha anche dicembre dovrebbe essere ugualmente solido sulla base dei commenti delle imprese. L’indagine è coerente con una solida espansione dei servizi nel 4° trimestre, e una crescita della domanda domestica in linea con quella del 3° trimestre.

Stati Uniti - Diversi discorsi dalla Fed, alla vigilia del “silenzio” pre-riunione del FOMC, hanno ribadito che gli obiettivi di piena occupazione e stabilità dei prezzi sono vicini e segnalato lo spostamento di focus sullo scenario di politica fiscale della nuova Amministrazione. Bullard (St Louis Fed) ha detto che un rialzo a dicembre sarebbe “un’opzione molto ragionevole”. Evans (Chicago Fed) ha detto che la domanda è “davvero piuttosto forte”; sulla politica fiscale. Dudley (NY Fed) ha detto che i rischi verso il basso per l’economia sono probabilmente ridotti, anche se la Fed vorrebbe vedere una dinamica salariale un po’ più forte. Dudley ha detto che è prematuro dare giudizi “forti” sul 2017 e il suo scenario prevede tassi in rialzo graduale nel tempo.