Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Italia/La ripresa c'è

La seconda stima del Pil italiano dovrebbe confermare una crescita dello 0,3 per cento t/t nel terzo trimestre. Le misure americane.

di Intesasanpaolo |

Area Euro

Area euro. La seconda lettura del PMI manifatturiero a novembre dovrebbe confermare la stima preliminare a 53,7, in miglioramento di due decimi da 53,5 di ottobre. L’indice tedesco dovrebbe essere confermato anch’esso in correzione a 54,4 da 55,0 così come quello francese a 51,5 da 51,8. La prima lettura del PMI italiano è attesa in rialzo a 51,1 da 50,9. In media trimestrale il PMI Eurozona è ora al livello di 53,6 da 52,1 del secondo trimestre (ed era a 52,8 nello stesso periodo del 2015).

Area euro. La disoccupazione a ottobre potrebbe calare di un decimo a 9,9% da 10,0%, tornando sotto la soglia del 10% per la prima volta da giugno 2011. Nel terzo trimestre il livello era calato di un decimo a 10,0% da 10,1%. Anche in assenza di ulteriori cali nella parte finale dell’anno, la disoccupazione scenderebbe quest’anno di otto decimi a 10,1% da 10,9% dell’anno scorso.

Italia. Il tasso di disoccupazione potrebbe calare a 11,5% a ottobre dopo il balzo a sorpresa a 11,7% registrato a settembre. In prospettiva, l’aumento della partecipazione continuerà a esercitare pressione al rialzo sul tasso dei senza-lavoro, atteso calare in misura assai modesta anche in prospettiva 2017 (all’11,3% in media d’anno nelle nostre stime).

Italia. La seconda stima dei dati di contabilità nazionale relativi al 3° trimestre dovrebbe confermare il ritorno alla crescita per il PIL (0,3% t/t) dopo la stagnazione dei tre mesi precedenti. Il dettaglio delle componenti dovrebbe mostrare che la crescita è venuta dalla domanda interna e in particolare dal rimbalzo degli investimenti in macchinari e attrezzature; i consumi dovrebbero risultare poco variati come nel trimestre precedente (0,1% t/t). Anche le scorte dovrebbero aver dato un contributo positivo, speculare a quello del commercio estero (che dovrebbe aver visto una crescita dell’import superiore a quella dell’export). Per il trimestre finale dell’anno, ci aspettiamo che la ripresa continui, ma verosimilmente su ritmi meno vivaci (attorno a 0,1% t/t).

Stati Uniti

L’ISM manifatturiero è previsto in aumento a 53 da 51,9 di ottobre. Le informazioni delle indagini regionali a novembre e i dati più recenti di attività sono in linea con una ripresa dell’ISM questo mese.   

La spesa in costruzioni di ottobre dovrebbe registrare un rimbalzo, +0,5% m/m, dopo -0,4% m/m di settembre, sulla scia di una ripresa degli occupati e delle ore lavorate nel settore.

Le vendite di autoveicoli a novembre sono previste in marginale correzione a 17,8 mln di unità ann., da 17,9 mln di ottobre. Le vendite dovrebbero mantenersi su livelli elevati segnalando una stabilizzazione attesa per fine anno.

Cina

L'indice PMI Caixin a novembre cala a 50,9 da 51,2 di ottobre, mentre l'indice PMI ufficiale aumenta a 51,7 da 51,2.

Ieri sui mercati

L'OPEC ha annunciato un accordo per tagliare la produzione annua di 1,2 mln di barili al giorno per sei mesi, con l’opzione di estensione fino a fine 2017, dall'attuale livello di 33,6 mln, e un effetto di riduzione della produzione globale di circa 1%. L'OPEC prevede che anche la Russia e altri paesi non OPEC contribuiscano al contenimento della produzione, con un taglio di circa 600 mila b/g. Anche se non è detto che il taglio annunciato venga effettivamente implementato appieno, alla luce della storia passata, l'accordo di ieri è più ampio di quanto atteso dal mercato e ha avuto un forte impatto iniziale sui prezzi del greggio, con il WTI in rialzo a 49,9 $e  il Brent in area 51,7 $ questa mattina, da 46 $ del 29/11.

Sulla scia dell'annuncio dell'accordo OPEC, i mercati azionari hanno chiuso in moderato rialzo in Europa (Euro Stoxx +0,4%, Dax +0,2%, FTSE MIB +2,2%) e in Giappone (+1,1%), mentre negli USA l'S&P ha corretto marginalmente (-0,3%,) nonostante il balzo di 4,8% del comparto energetico, per prese di profitto in altri settori. Anche il Nasdaq ha chiuso in negativo (-1%).

I mercati obbligazionari hanno segnato nuovi rialzi dei rendimenti sul tratto lungo delle curve, con il Treasury 10 anni a 2,39% (+11 pb), il Bund a 0,28% (+6 pb) e il BTP a 1,98% (+4 pb), sulla scia di dati macroeconomici positivi e di aspettative di reflazione negli USA. Lo spread BTP-Bund è poco variato a 171 pb.

Il rialzo del greggio, insieme alla scelta di Mncuhin al Tesoro da parte di Trump e a dati macroeconomici solidi, ha spinto al rialzo il dollaro che, sulla piazza americana, è salita al massimo da nove mesi e mezzo contro lo yen (a 113,92/99). L'euro resta schiacciato dai timori legati al referendum italiano (a 1,0621/24 dollari).

 

Stati Uniti

La spesa personale a ottobre delude le aspettative con un incremento di 0,3% m/m. Il dato di ottobre va letto insieme a quello di settembre (+0,7% m/m) per avere una valutazione corretta del trend sottostante, che rimane molto solido. Dal reddito personale arriva un’ampia sorpresa positiva, con una variazione di 0,6% m/m, dopo +0,4% m/m. Il tasso di risparmio balza a 6% da 5,7%. Il deflatore aumenta di 0,2% m/m (consenso: 0,3% m/m), e di 1,4% a/a. L’indice core è in rialzo di 0,1% m/m, 1,7% a/a. La solidità del trend del reddito e il livello elevato del risparmio forniscono ulteriori conferme dei fondamentali positivi per l’espansione dei consumi a fine 2016 e nel 2017.

La stima ADP degli occupati non agricoli privati è molto forte, con una variazione di 216 mila (consenso: 170 mila), mentre il dato di ottobre è rivisto verso il basso a 119 mila da 147 mila. I dati danno supporto alla previsione di un employment report molto forte per il mese di novembre, in pubblicazione il 2/12.   

Il PMI di Chicago a novembre balza a 57,6, da 50,6 di ottobre, toccando il massimo da gennaio, e dà supporto alla previsione di rialzo dell’ISM manifatturiero di novembre. 

Altri discorsi dalla Fed confermano l’apertura per un rialzo a dicembre. Powell (Board), ha detto che il caso per un rialzo dei tassi si è “chiaramente rafforzato” e che l’economia è ormai vicina al pieno impiego. Kaplan (Philadelphia Fed) ha confermato la propria opinione favorevole alla rimozione dello stimolo monetario e ha indicato che la Fed è vicina ai suoi obiettivi. Kaplan ha detto che la Fed sarà molto attenta agli annunci di politica fiscale nel 2017. Kaplan ha anche detto che guarda “molto da vicino” il dollaro e i suoi effetti sulle esportazioni. La previsione del rialzo di dicembre è ormai scontata; la vera difficoltà ora è valutare gli effetti contrastanti dello stimolo fiscale e della restrizione delle condizioni finanziarie (da dollaro e rialzo dei rendimenti) sul sentiero dei tassi della Fed nel 2017-18.