Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Le fanta-profezie del Financial Times

Terrorismo mediatico: otto banche in fallimento se vince il NO

di Giuseppe Turani |

Il Financial Times, che sarebbe il quotidiano finanziario più autorevole del mondo, sostiene che, se dovesse vincere il NO il 4 dicembre, ci sono otto banche italiane che rischiano di fallire: Monte Paschi, Carige, Vicenza, Etruria e le sue sorelle (Chieti, CariFerrara e Marche). In realtà nell’elenco ci sono solo 7 banche, resta il mistero su quale sia l’ottava.

La ragione è spiegata in poche righe. Per salvare questi istituti servono 4 miliardi di euro (in realtà molti di più, forse il doppio, solo il Monte  ne richiede 5). Soldi che possono venire esclusivamente dai mercati internazionali. Ma, argomenta il Financial Times, se vince il NO e l’Italia piomba nell’incertezza politica chi avrà voglia di rischiare soldi sulle banche italiane? Il mondo è grande e ci sono tante occasioni di investimento. Perché ostinarsi con un paese, l’Italia, piombato nel caos? E quindi, niente soldi, fallimento sicuro.

Ma, se falliscono 8 banche (o anche solo 7) qui salta per aria davvero tutto. Fine della Repubblica?

In realtà l’articolo del Financial Times sembra essere un assist formidabile per il SI. Se non vuoi ritrovarti in un paese di fatto fallito, domenica vota SI.

La verità è assai più semplice. Anche se dovesse vincere il NO, non ci sarebbe l’immediato fallimento di 8 banche. Ci sarebbe molta confusione, ma non questo. Probabilmente sarebbe inevitabile fare i conti con un balzo molto alto dello spread e potrebbe essere anche il caso di vedere finalmente l’arrivo della troika in Italia, con la sua sadica cassetta degli attrezzi per il risanamento finanziario. Sia pure in modo duro un po’ di cose verrebbero sistemate. Tutta la sinistra-sinistra che sta facendo votare NO, si ritroverebbe con la troika al comando. E certo non verrebbe qui per difendere il welfare state. Più probabilmente per farlo a pezzi.

Ma allora perché il Financial Times scrive queste cose allarmistiche? La spiegazione vera è che gli inglesi, da sempre, sognano qualche catastrofe nell’area euro perché detestano la moneta unica (e anche l’Europa). E quindi vorrebbero vedere saltare tutto per aria. Adesso hanno capito che il 4 dicembre potrebbe uscire dalle urne un’Italia un po’ pasticciata (se vince il NO) e sostanzialmente priva di un governo con una linea precisa.

E allora soffiano sul fuoco, sperando che si inneschi un bell’incendio. Non è la prima volta che si esibiscono in queste imprese. Non so quante volte ci hanno dati per falliti negli ultimi dieci anni.

Quello che è vero è che il 4 dicembre, se dovesse vincere il NO, si andrebbe incontro a una rilevante turbolenza politica, con spread che sale verso l’alto, probabile governo tecnico  pasticciato e quindi corsa verso le elezioni politiche generali. In cui si avrebbe ancora uno scontro Pd-Renzi contro tutti e la prova del fuoco per il movimento 5 stelle: l’ultima carica di cavalleria. In sostanza, o vince o va a casa. Fino alle elezioni di primavera 2017 la partita in Italia sarebbe quindi ancora tutta da giocare e tutta aperta.

Ma nessuna catastrofe, solo un normale casino. Grosso questa volta.

(Da "Tiscali.it" del 28 novembre 2016)