Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Ombre sull'Europa

L'anno prossimo Francia e Germania rinnovano i loro vertici

di Giuseppe Turani |

La Banca d’Italia parla di pericoli di instabilità dei mercati. E’ un eufemismo. In realtà  la tempesta in arrivo potrebbe essere uno tsunami di forza inaudita. E non tanto per via del referendum italiano, che a questo punto assume l’aria di una lieve perturbazione. In America c’è già stata l’elezione di Donald Trump alla  Casa Bianca e, se farà anche solo metà di quello che promette, non sarà vita facile per i mercati. Non a caso contro di lui si sono già schierate le maggiori banche centrali, compresa la sua, la Federal Reserve.

Ma l’anno prossimo ci sono due altri appuntamenti politici da brividi. In Germania si deve votare per il nuovo cancelliere. Bisogna dire cioè se Angela Merkel rimane al suo posto (dopo tre mandati) o se se ne deve andare. E la Merkel è stata, in questi anni, sia pure fra molte critiche, una sincera europeista e una sincera sostenitrice dell’euro. Un po’ troppo austera, secondo molti, ma mai tentata di mandare a fondo la moneta unica. Non sappiamo come sarebbe con i successori. E’ appena il caso di ricordare che la Germania è la maggior economia del Continente: impossibile non tenere conto degli orientamenti che vi emergeranno.

Il secondo appuntamento politico è in Francia, elezione del nuovo presidente. Candidati, per ora, con pochissimo smalto. Tranne la signora Le Pen, che però è persino un po’ peggio di Trump. Anti-europeista convinta, nemica dell’euro, nazionalista, e altro ancora. Purtroppo, la favorita è lei, che andrà sicuramente al ballottaggio. Contro chi non si sa.

Si sa solo che la sua eventuale elezione all’Eliseo sarebbe un terremoto capace di affondare davvero l’Europa e l’euro, portando la Francia fuori da tutto, in uno splendido isolazionismo. C’è solo da sperare in una specie di miracolo: chiunque sia il suo contendente, dovrebbe prendere i voti anche degli avversari politici per poterla battere. Alle regionali di qualche mese fa è già avvenuto esattamente questo e la Le Pen non ha preso nemmeno una poltrona di potere. Ma l’elezione presidenziale è un’altra storia.

Il 2017, quindi, sarà vissuto all’insegna della possibilità che l’Europa e l’euro vadano in frantumi. L’Italia, in questo contesto, potrebbe rappresentare una sorta di ancora, di punto fermo, di stabilità.

Sempre che nel frattempo  non si sia andati in frantumi anche noi. Ipotesi che, al momento, non può  essere scartata del tutto.

(Dal "Quotidiano nazionale" del 23 novembre 2016)