Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

 

L'export frena la Germania

Confermata la crescita dello 0,2 per cento nel terzo trimestre. Possibile accelerazione nel quarto trimestre.

di INTESA SANPAOLO |

DA SEGUIRE OGGI SUI MERCATI

Giappone - Il PMI manifatturiero coregge a novembre a 51,1 da 51,4 di ottobre, con una correzione delle componenti produzione e ordini. La recente svolta dello yen, che dall’8 novembre si è deprezzato del 9,5% contro il dollaro, dovrebbe avere effetti positivi sugli utili delle imprese e sostenere una crescita moderata nel manifatturiero, oltre a determinare, più avanti nel 2017, un modesto stimolo attraverso il canale estero.

Germania - La seconda stima conferma che il PIL nel 3° trimestre è rallentato di due decimi a 0,2% da 0,4% t/t. La crescita tendenziale rallenta da 1,8% a/a a 1,5% a/a (1,7% dopo correzione per i giorni lavorativi). Dal lato della domanda, la crescita viene quasi tutta dai consumi (0,4%, contributo equamente diviso fra consumi privati e consumi collettivi), mentre il saldo commerciale ha sottratto lo 0,3%.

Francia - L’indice di fiducia INSEE presso le imprese manifatturiere è migliorato a 103 a novembre, il dato di ottobre è stato rivisto al rialzo anch’esso di un punto a 103. Nell’ultima parte dell’anno dovrebbe vedersi un’accelerazione nel manifatturiero, che, dopo la debolezza estiva, ora viaggia su livelli solo di poco inferiori rispetto a quelli dello stesso periodo del 2015.

Spagna - La seconda stima confermerà la crescita del PIL di 0,7% t/t nel 3° trimestre (3,2% a/a) e che l’espansione ben al di sopra del potenziale continua ad essere sostenuta da una forte domanda interna, sia consumi e investimenti. Ci aspettiamo un contributo lievemente positivo anche dal commercio estero. Le indagini PMI e Commissione UE suggeriscono che la crescita del PIL terrà a 0,7% t/t anche oltre la fine dell'anno. In media la crescita spagnola dovrebbe chiudere il 2016 al +3,2%, il doppio della zona euro.

Germania - L’IFO a novembre è visto stabile a 110,5 dopo due mesi di aumenti sostenuti. L’indice ZEW aveva segnalato un possibile ulteriore miglioramento. L’indice sulle attese potrebbe correggere marginalmente a 105,8 da 106,1, mentre ci aspettiamo un ulteriore miglioramento dell’attività corrente a 115,2 da 114,9. Tutti gli indici sono sui massimi da inizio 2014 e ampiamente al di sopra della media di lungo termine. Le indagini PMI e in particolare IFO suggeriscono una decisa ri-accelerazione del PIL tedesco a fine anno in area 0,4% / 0,5% t/t dopo l’inatteso rallentamento dei mesi estivi.

Belgio - L’indice di fiducia economica elaborato dalla Banca del Belgio è atteso in lieve calo a novembre a -2,0 da -1,8, con una probabile leggera flessione del morale sia nel manifatturiero che nel commercio al dettaglio. L’indice è meno di una deviazione standard al di sopra della media di lungo periodo (-7,7).

 

IERI SUI MERCATI

Dopo una prima parte di maggiore debolezza, i listini europei recuperano dai minimi di giornata, archiviando comunque l’intera sessione in modo contrastato. Forte pressione sui mercati dei titoli di stato, ove domina l’incertezza in vista della delicata riunione BCE di dicembre. L’aumento dei rendimenti è limitato in 3-5pb sulla curva tedesca; il rendimento dei BTP decennali è salito di circa 6pb, dopo aver registrato incrementi maggiori nel corso della giornata. Il Tesoro italiano ha annunciato il collocamento in data 28/11 di 6 miliardi di BOT semestrali, importo pari a quello in scadenza. L’euro è ritornato in area 1,05 dollari; si estende il calo dello yen, scambiato contro dollaro a 112,9 in questo momento.

Area euro - Il PMI composito è salito a 54,1 a novembre da 53,3. Il PMI manifatturiero è salito a 53,7 da 53,5, grazie alla spinta degli ordini dall’estero che sono migliorati di 0,7 punti a 54,1. Il PMI manifatturiero è peggiorato sia in Germania che Francia. L’indice PMI servizi è salito a 54,1 da 52,8 grazie ad un aumento di 1,2 punti dell'indice francese 52,6 e di 0,8 punti dell’indice tedesco a 55,0. Dal lato dei prezzi, i PMI indicano un deciso aumento dei prezzi pagati (+1,2 punti a 55,4, il livello più alto dal 2011), ma per il momento la crescita dei prezzi praticati rimane vicina a zero con l’indice PMI per i prezzi output che è salito di appena due decimi a 50,2.

Stati Uniti - Gli ordini di beni durevoli a ottobre sorprendono verso l’alto, con una variazione di 4,8% m/m (consenso: +1,6% m/m). Il dato di settembre è rivisto verso l’alto a +0,4% m/m da -0,3% m/m. Come previsto un’ampia parte del rialzo di ottobre è dovuta al comparto dell’aeronautica civile. Le consegne di beni capitali al netto di difesa e aerei sono in rialzo di 0,2% m/m, terza variazione positiva consecutiva, con un segnale incoraggiante per la dinamica degli investimenti fissi delle imprese nel 4° trimestre. Le scorte sono invariate, come a settembre.

nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 19 novembre risalgono a 251 mila, da 233 mila della settimana precedente e tornano in linea con la media delle settimane precedenti, sempre su livelli straordinariamente bassi e coerenti con un mercato del lavoro al pieno impiego.

prezzi delle case rilevati dalla Federal Housing Finance Agency registrano una variazione di 1,5% t/t (6,1% a/a) e confermano il trend positivo della ricchezza immobiliare, diffuso alla maggioranza degli stati.

Il PMI Markit manifatturiero a novembre aumenta a 53,9 da 53,4 di ottobre. La produzione e gli ordini sono in rialzo e danno indicazioni positive per la crescita nel 4° trimestre.

Le vendite di case nuove a ottobre calano a 563 mila da 574 mila di settembre (rivisto da 593 mila). Le vendite correggono in tutte le aree tranne che nell’Ovest. Le scorte di case invendute sono a 5,2 mesi, in linea con la media del 2016.

La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a novembre (finale) sale a 93,8 da 91,6 della rilevazione preliminare, toccando il massimo da maggio. Le aspettative di inflazione sono in calo a 2,4% da 2,7% sull’orizzonte a 1 anno, e a 2,6% sull’orizzonte a 5-10 anni. I dati della fiducia sono positivi per le prospettive dei consumi nel 4° trimestre. 

verbali della riunione del FOMC di novembre confermano che, anche prima delle elezioni presidenziali, il Comitato era ampiamente favorevole a un rialzo dei tassi in tempi ravvicinati.