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Cinque anni in rosso per gli editori

Perdite per 2 miliardi e fatturato in calo di oltre il 30 per cento. In controtendenza solo il gruppo Cairo.  

di Redazione |

Nel periodo 2011-2015 i principali nove gruppi editoriali italiani, che detengono nell’insieme il 70 per cento del giro d’affari del settore, hanno registrato una contrazione del 32,6 per cento dei ricavi scesi da 5,7 a 3,9 miliardi e perso 4.500 posti di lavoro, pari ad oltre il 28 per cento dei dipendenti. Non solo. Tutti hanno registrato una flessione dei ricavi pubblicitari tra il 30 e il 40 per cento accompagnata da un calo del 29,9 per cento della diffusione.

I dati che emergono dal Focus R&S sull’editoria elaborato dall’ufficio studi di Mediobanca delineano un quinquennio drammatico per il settore, alle prese con una crisi strutturale che sta proseguendo, anche se in forma meno accentuata, nel 2016. I nove gruppi presi in considerazione – Rcs, Mondadori, L’Espresso, il Sole 24 Ore, Monrif, Caltagirone, Itedi, Cairo, Class – hanno visto nei primi nove mesi dell’anno un calo del fatturato aggregato del 3,5 per cento. Ma se Class è il gruppo che più sta soffrendo con una contrazione del fatturato da gennaio del 10 per cento, Cairo Communications è riuscito, unico tra i nove, a realizzare un incremento dei ricavi, saliti dell’1,9 per cento sull’analogo periodo 2015.

Il travaso di lettori dalla carta stampata al digitale mantiene dunque un saldo negativo, sia per quanto riguarda i ricavi sia per le copie diffuse. Il calo della diffusione e della pubblicità ha imposto agli editori pesanti tagli ai costi: nel periodo 2011-2015 sono diminuiti del 33 per cento a livello aggregato a fronte di un calo del 43 per cento del solo costo della carta a causa della riduzione della tiratura, della foliazione e anche del prezzo di acquisto della carta stessa. Chi ha potuto ha scelto anche la strada delle alleanze. Cairo ha acquisto il Corriere della Sera da Rcs, L’Espresso si è accollato La Stampa e Mondadori ha rilevato i libri di Rcs diventando il numero uno per fatturato del settore con ricavi per oltre 1,1 miliardi.

La struttura finanziaria resta nel complesso solida anche se in deterioramento e con molte differenze da società a società. Tra le realtà più solide ci sono Cairo Editori, che non ha debiti, oltre a Caltagirone e L’Espresso. Le situazioni più delicate sono invece quelle di Rcs, Monrif e Class.

Ben sette dei nove gruppi editoriali considerati sono quotati in Borsa. L’unico assente dall’azionario è la Itedi mentre per Cairo Editore è sul listino la controllante Cairo Communications. Nell’ultimo quinquennio la capitalizzazione del settore ha segnato nel complesso una contrazione del 5,5 per cento. RCS ha subito il maggiore crollo con un -35,6 per cento, riassorbito in parte nel 2016, mentre Class e Cairo sono le uniche due società ad aver aumentato nel periodo 2011-2015 la capitalizzazione: +140,7 per cento Class e +63,8 per cento Cairo.