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Fed, porte aperte al rialzo di dicembre

La conferma attesa dai verbali in uscita oggi. 

di INTESA SANPAOLO |

Area Euro - La stima flash di novembre potrebbe mostrare il PMI composito ancora in lieve aumento a 53,5 da 53,3, dl momento che nei due mesi precedenti il PMI era salito meno delle indagini di fiducia nazionali. In particolare speriamo in un ulteriore miglioramento del manifatturiero a 53,7 da 53,5: l’indice tedesco è visto stabile a 55,0 dopo il netto aumento di ottobre, mentre quello francese è atteso migliorare a 52,2 da 51,8. L’indice per i servizi dovrebbe essere poco mosso a 52,8. Gli indicatori di fiducia per l’ultimo trimestre per ora rimangono coerenti con una crescita di 0,4 per cento t/t del PIL dell’Eurozona.

Stati Uniti - Gli ordini di beni durevoli a ottobre (stima prel.) sono attesi in rialzo di 1% m/m dopo -0,3% m/m di settembre, grazie a un ampio rimbalzo dell’aeronautica civile. Al netto dei trasporti, la variazione dovrebbe essere più contenuta (+0,2% m/m). Gli ordini di beni capitali al netto di difesa e aerei dovrebbero riprendersi, con un aumento di 0,3% m/m, dopo la correzione di settembre (-1,3% m/m).

Stati Uniti - Le vendite di case nuove a ottobre sono previste in calo a 590 mila da 593 mila di settembre. L’attività nel settore immobiliare continua a essere frenata da vincoli all’offerta, legata sia ai siti edificabili sia alla disponibilità di manodopera specializzata; alcuni costruttori stanno spostando la produzione verso edifici che usano moduli prefabbricati, per aggirare la difficoltà di operare l’intera costruzione in loco.

Stati Uniti - La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a novembre (finale) dovrebbe correggere modestamente a 91 dopo l’ampio rialzo della stima preliminare (91,6, +4,4 punti). L’indagine dovrebbe mostrare una stabilizzazione delle condizioni correnti e delle aspettative. Anche le aspettative di inflazione dovrebbero rimanere sui livelli più elevati visti a settembre, confermando che il minimo è probabilmente alle spalle.

Stati Uniti - I verbali della riunione del FOMC di novembre dovrebbero mostrare un aumento di consenso per un rialzo dei tassi in tempi ravvicinati, con valutazioni generalmente positive dello scenario di crescita e occupazione, nonché crescente convinzione che l’inflazione raggiungerà l’obiettivo del 2%. Il Comitato dovrebbe però ancora mostrare divisioni riguardo al sentiero dei tassi successivo e non ci saranno indicazioni chiare sulle prospettive per il 2017, se non che la maggioranza ritiene probabile ulteriore graduale rimozione di stimolo l’anno prossimo. I verbali dovrebbero aprire definitivamente la strada all’atteso rialzo di dicembre.

 

IERI SUI MERCATI

Il rialzo dei mercati azionari prosegue, con nuovi record per il Dow (oltre 19000, +0,35%) e l’S&P (a 2202, +0,2%). Positivi anche i mercati europei (Euro Stoxx +0,4%, Dax +0,3%, FTSE MIB + 1,4%). In Giappone i mercati sono chiusi per festività. Le fluttuazioni del petrolio hanno frenato il movimento rialzista: dopo diversi giorni di ottimismo sull’accordo OPEC, sono subentrati dubbi alimentati da Iran e Iraq, che appaiono contrari alla prospettiva di un taglio della loro produzione. Netta flessione dei rendimenti dei titoli di stato europei, sostenuti da un maggiore ottimismo riguardo alle decisioni che la BCE prenderà alla riunione di dicembre. Il MEF ha annunciato per il 25/11 il collocamento di 3,0-3,5 miliardi di CTZ 28/12/2018 (nuova emissione), oltre alla riapertura del BTPei 0,10% 15/05/2022 e del BTPei 2,55% 15/09/2041 per complessivi 0,75-1,25 miliardi.

Stati Uniti - Le vendite di case esistenti a ottobre sorprendono verso l’alto, con un aumento a 5,6 mln di unità ann., dopo 5,49 mln (rivisto da 5,47 mln) di settembre. Le vendite di ottobre toccano il massimo da febbraio 2007. L’aumento di ottobre è dovuto a una variazione delle vendite di case uni-familiari di +2,2% m/m (dopo +3,6% m/m di settembre), mentre le vendite nel comparto delle unità multifamiliari sono rimaste stabili. Lo stock di case invendute continua a scendere e si assesta a 4,3 mesi, minimo da dicembre 2015, confermando la strutturale carenza di offerta sul mercato immobiliare residenziale in questo ciclo. Le vendite potrebbero rallentare nei prossimi trimestri per via del significativo rialzo dei tassi sui mutui seguito al voto dell’8 novembre (passati da 3,47% di fine ottobre a 3,94% il 17 novembre).