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Economia Usa più forte

Oggi la conferma dai dati sulla produzione industriale. Si va verso un aumento dei tassi a dicembre. 

di INTESA SANPAOLO |

 

DA SEGUIRE OGGI SUI MERCATI

Stati Uniti - Il PPI a ottobre è atteso in aumento di 0,3% m/m, come a settembre, spinto dal comparto energia. I beni dovrebbero essere in netto aumento, sulla scia dell’energia, mentre i servizi dovrebbero registrare una variazione modesta. L’indice al netto di alimentari ed energia dovrebbe aumentare di 0,1% m/m; l’indice ex-alimentari, energia e commercio dovrebbe registrare una variazione di 0,1% m/m dopo +0,3% m/m di settembre.

Stati Uniti - La produzione industriale a ottobre dovrebbe essere in crescita di 0,2% m/m dopo +0,1% m/m di settembre. Il manifatturiero dovrebbe registrare una riaccelerazione a +0,3% m/m, alla luce della ripresa delle ore lavorate nel settore viste nell’employment report di ottobre. I dati dovrebbero mostrare una variazione positiva solida nell’estrattivo per il secondo mese consecutivo, su indicazione della crescita degli occupati, mentre la produzione nel comparto delle utility dovrebbe essere in netto calo per motivi climatici. La produzione dovrebbe dare indicazioni in linea con una crescita moderata del PIL nel trimestre finale del 2016.

 

IERI SUI MERCATI

Germania - L’indice ZEW sulle attese è salito a novembre a 13,8 da 6,2 più forte delle stime di consenso. Il dato è sui massimi da dicembre 2015 ma ancora al di sotto della media di lungo termine. L’indice sulla situazione corrente è, invece, calato marginalmente a 58,8 da 59,5 ritracciando parte del forte aumento del mese precedente, l’indice rimane al di sopra della media dilungo termine. Lo ZEW segnala un aumento ulteriore dell’indice IFO a 111 da 110,5. Nel complesso, le indicazioni sono di una cresicta più sostenuta dell’economia tedesca nei mesi finali dell’anno dopo il deludente +0,25 t/t dei mesi estivi.

Italia - Secondo quanto annunciato dal sottosegretario Sandro Gozi a margine del Consiglio Affari Generali a Bruxelles, il governo italiano ha confermato la riserva alla proposta di compromesso fatta dalla presidenza slovacca per la revisione di mid-term del bilancio pluriennale della Ue, motivando la decisione con la mancanza di risorse adeguate per “immigrazione, sicurezza, disoccupazione giovanile e programmi di ricerca”. Si tratta sostanzialmente di un veto, che potrebbe rientrare nella fase di negoziazione con Bruxelles in merito al via libera per l’approvazione della Legge di Bilancio nazionale per il 2017.

Area euro - Nei mesi estivi il PIL euro zona è avanzato di 0,3% t/t (1,6% a/a). Nel trimestre estivo si riscontra un’ampia dispersione della performance di crescita tra paesi. In Germania la crescita ha sorpreso verso il basso 0,2% t/t (consenso Bloomberg 0,3%t/t) a causa di un andamento debole del canale estero ma anche degli investimenti in macchinari. L’Olanda ha fatto meglio del previsto avanzando di 0,7% t/t per il 3° trimestre consecutivo, grazie alla spinta di consumi e esportazioni. In Portogallo il PIL è cresciuto 0,8% t/t (1,6% a/a) da 0,3% t/t (0,9% a/a), ben al di sopra del consenso (+ 0,3% t/t), grazie alla spinta del canale estero. Le indagini congiunturali dicono che è possibile una riaccelerazione dell’industria nei mesi finali dell’anno grazie alla spinta dal commercio internazionale. Nel contempo i fondamentali rimangono ancora di supporto per consumi e investimenti. Confermiamo una stima di 0,3-0,4% t/t anche a fine anno. Per il 2017 ci aspettiamo una crescita di 1,4% ma i rischi sono al margine verso l’alto.

Italia - Il PIL italiano è cresciuto di 0,3% t/t nel 3° trimestre, dopo la variazione nulla dei tre mesi precedenti. Il dato è risultato in linea con le nostre aspettative e superiore alle attese di consenso (0,2% t/t). La crescita annua è accelerata più del previsto a 0,9% dallo 0,7% del trimestre precedente. Ciò è dovuto anche alla revisione verso l’alto del dato sul 1° trimestre 2016, da 0,3% a 0,4% t/t. La crescita dovrebbe essere venuta dalla domanda domestica e dalle scorte, e ha interessato sia l’industria, sia i servizi. Dopo questo dato, la crescita “acquisita” per il 2016 (ovvero, nel caso il PIL non cresca nell’ultimo trimestre dell’anno) è pari a 0,8%, in linea con la nostra previsione sull’anno. Per l’ultimo trimestre dell’anno, ci aspettiamo un’espansione meno vigorosa, attorno a 0,1% t/t, proprio in ragione di un minor contributo dall’industria dopo l’exploit estivo. Dopo il dato odierno, i rischi sulla stima di 0,8% per la crescita media annua 2016 sono verso l’alto.

Stati Uniti - Le vendite al dettaglio a ottobre aumentano di +0,8% m/m, dopo +1% m/m di settembre (rivisto da 0,6% m/m). Anche al netto delle auto le vendite crescono di 0,8% m/m. La benzina è gonfiata da un effetto prezzo legato anche a correzione stagionale (+2,2% m/m), ma al netto dei carburanti i dati sono indiscutibilmente solidi. Anche gli aggregati al netto di auto e benzina (+0,6% m/m) e al netto di materiali da costruzione, auto, benzina e alimentari (“control group”, +0,8% m/m) segnano aumenti forti e puntano a crescita della spesa reale in accelerazione.

Stati Uniti - L’indice Empire della NY Fed a novembre aumenta a +1,5, da -6,8 di ottobre, superando lo zero per la prima volta da luglio. Lo spaccato dell’indagine mostra diversi miglioramenti: in particolare gli ordini (+3,1) e le consegne (+8,5) tornano in territorio positivo dopo diversi mesi negativi. L’indagine dà supporto alla previsione di stabilizzazione dell’attività nel settore a fine 2016 e di aspettative di modesta ripresa nella prima parte del 2017.

Stati Uniti - I prezzi all’import aumentano di 0,5% m/m (-0,2% a/a) a ottobre, dopo +0,2% m/m a settembre (rivisto da +0,1% m/m). Al netto del petrolio i prezzi calano marginalmente (-0,1% m/m). Il trend recente del prezzo del greggio indica che a novembre si dovrebbe vedere un ritorno in territorio negativo della variazione dei prezzi all’import.

Stati Uniti - I recenti discorsi dalla Fed (Rosengren, Tarullo, Lacker e Kaplan) danno supporto alla previsione che il FOMC alzi i tassi alla riunione di dicembre.