Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Avvisate Di Maio che c'è la ripresa

Tira un buon vento, ma stiamo a perdere tempo fra stipendi e legge elettorale.

di Giuseppe Turani |

Il terzo trimestre di quest’anno (quello che finisce a settembre) si annuncia come un buon periodo. Negli Stati Uniti le indiscrezioni dicono che si dovrebbe registrare una crescita del 3 per cento (che però va divisa per quattro, perché loro danno il dato annualizzato): in sostanza, quasi l’1 per cento di crescita in un solo trimestre.

In Italia il primo dato provvisorio uscirà solo a metà novembre. Per ora disponiamo di alcune stime, che annunciano un buon risultato, e di alcuni dati settoriali molto buoni.

Dalla Germania, come sempre, arrivano buone notizie. La Cina marcia sui binari della crescita annunciata, poco più del 6 per cento su base annua.

Queste poche, e ancora parziali, informazioni delineano comunque un quadro interessante. Non siamo dentro un mondo in stagnazione, ma in un mondo che si muove, e anche noi facciamo parte della ripresa mondiale.

In termini ancora più chiari: questo è un buon momento. E vale la pena di sfruttarlo invece di stare  qui a spaccare il capello in quattro.

E Renzi e Padoan non sbagliano a investire qualche soldo in più (che peraltro non abbiamo) per spingere la ripresa. Il momento è esattamente questo, non fra 12 mesi. La partita, insomma, si gioca adesso, da qui a primavera.

E allora fa sorridere (diciamo così) la gazzarra grillina sugli stipendi dei deputati. Mai visto battaglia più inutile. La ripresa italiana si gioca su un altro tavolo, loro stanno nel retrobottega a giocare con le figurine. E sollevano qualche domanda non banalissima: ma perché si ostinano a far politica, se non ne capiscono nulla? Sempre impegnati in inutili battaglie?

Oggi la prima linea è la ripresa, sono gli investimenti, ma non quelli che si possano fare con l’elemosina dei deputati grillini: potrebbero tenersi quei soldi e comprarsi qualche buona dispensa di economia.

Strano paese. Il momento è delicato, si deve combattere per avere mezzo punto in più di crescita, ma mezzo parlamento sembra preoccupato perché i parlamentari guadagnano troppo o perché la nuova legge elettorale non è come piacerebbe (adesso) a Bersani.

Forse è vero: li paghiamo fin troppo per quel che fanno e per l’intelligenza che dimostrano. Ma possiamo pazientare fino a primavera, se proprio ci tengono.

Oggi sarebbe fantastico poter esibire un paese compatto e pieno di voglia di ripresa. Ma non è così.