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Il Medioevo dietro l'angolo

Se passa il no, il vincitore morale e politico sarà Grillo, non D'Alema

di Giuseppe Turani |

Adesso è tutta una gara di sciocchezze. Se vince il no non succede niente. Renzi deve rimanere. E cose così.

Invece non è vero niente. Succederà di tutto. Se dovesse vincere davvero il no, anche D’Alema a quel punto si renderebbe conto di aver fatto la coglionata della sua vita. In pratica avrebbe servito l’Italia su un piatto d’argento a Grillo. Di fatto, per una questione di ripicca personale, avrebbe svenduto il paese, e quel poco  che resta della tradizione della sinistra, a una banda di ciarlatani.

E’ vero che per lui non si tratterebbe di una novità. Fornendo una mano a affossare Prodi, a suo tempo, ha consegnato il paese a Berlusconi. Ma con il Cavaliere eravamo ancora nei recinti della politica, bene o male. Adesso, invece, siamo nel territorio della setta, dell’ignoranza politica più totale. Del disastro annunciato.

Cerchiamo di capire perché.

Se dovesse vincere il no, D’Alema e i suoi amici Bersani e Cuperlo avrebbero un bel gridare, ma il vincitore morale e politico sarebbe appunto Grillo. Da questa vittoria (se dovesse esserci) il suo Movimento ricaverebbe una spinta formidabile. Impossibile da fermare. I pentagrullini potrebbero sempre sostenere, citando appunto D’Alema, di essere stati loro a fermare la deriva autoritaria imminente.

D’Alema a quel punto avrebbe in mano un partitino (dentro o fuori il Pd, non importa) di scarso peso e ancora di più scarso seguito.

Immagino già la sua risposta (la stessa che diede a proposito di Berlusconi: quello me lo mangio in mezz’ora, non sa niente di politica). Poi se lo è tenuto per vent’anni.

Questo, a parte le conseguenze economiche (che sarebbero pesantissime), è quello che può accadere: assegnare a Grillo una vittoria sul campo che poi potrà essere smontata solo nel corso di anni e anni, se Renzi avrà ancora voglia di perdere tempo con questo paese.

Quindi non è vero che non succederà niente se vince il no. Semplicemente, sarà il funerale di ogni ipotesi di sinistra e riformista in Italia e il trionfo dell’irrazionalità: uscita dall’euro, decrescita felice, reddito di cittadinanza, alimentazione vegana, guerra ai vaccini. Insomma, una sorta di nuovo Medioevo, in pieno 21esimo secolo.