Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Miliardari meno ricchi

Il 2015 segna una battuta d'arresto nella creazione di ricchezza. Cresce però il numero di Paperoni, specie in Asia.   

di Redazione |

Sono aumentanti di numero ma i loro patrimoni sono diminuiti. Il 2015 segna un anno di battuta d’arresto per i miliardari come emerge dall’annuale Billionaires Report realizzato da UBS Group AG e PwC. «Are billionaires feeling the pressure?», ovvero Miliardari sotto pressione?: questo il titolo scelto per fotografare un anno, il 2015, che ha segnato una contrazione nella creazione di ricchezza dopo oltre 20 anni di incremento senza precedenti.

È ancora troppo presto per stabilire se l’andamento del 2015 rappresenti solo una battuta d’arresto temporanea dell’età dorata o qualcosa di più serio, scrivono gli autori del report, secondo cui a determinare questa dinamica hanno contribuito i trasferimento di attivi all’interno delle famiglie, la deflazione dei prezzi delle materie prime e l’apprezzamento del dollaro statunitense.

In effetti il rapporto indica che il numero dei miliardari è salito: 210 patrimoni sono saliti sopra la soglia del miliardo di dollari nel 2015 e 160 sono invece scesi, con un aumento netto della popolazione di miliardari di 50 persone, per un totale di 1397 individui. Tuttavia, la ricchezza dei miliardari è complessivamente diminuita da 5.400 miliardi a 5.100 miliardi di dollari e il patrimonio medio è sceso da 4 miliardi (registrati nel 2014) a 3,7 miliardi di dollari.

Sul fronte geografico, gli Stati Uniti hanno registrato solo 5 nuovi miliardari nel 2015. Per contro, l’Asia ha annoverato un nuovo miliardario ogni tre giorni, con oltre la metà dei 113 nuovi miliardari totali provenienti dalla Cina. «Pur accusando un rallentamento della crescita economica, la Cina è protagonista di una forte crescita della ricchezza. Trainato dal settore tecnologico, il paese ha annoverato 80 nuovi miliardari nel 2015», commenta Josef Stadler, Head Global Ultra High Net Worth di UBS.

«Chi controlla patrimoni va incontro a un periodo difficile per quanto riguarda gli investimenti. Tuttavia, il rapporto 2016 indica che i miliardari d’Europa hanno mostrato la maggiore tenuta. La ricchezza complessiva dei miliardari statunitensi è diminuita, ma i nuovi miliardari hanno contenuto i danni limitando la flessione al 4 per cento, passando da un patrimonio medio di 4,7 miliardi a uno di 4,5 miliardi di dollari», precisa Michael Spellacy, Global Wealth Leader di PwC US.  

Guardando avanti, quello che più preoccupa è il trasferimento di ricchezza alle nuove generazioni. Nei prossimi 20 anni, 460 miliardari trasferiranno ai propri eredi patrimoni per 2.100 miliardi di dollari, un importo pari al PIL dell’India, si legge nel report. Per la maggior parte delle giovani economie asiatiche, dove più dell’85 per cento dei miliardari è di prima generazione, si tratterà della prima trasmissione di ricchezza miliardaria in assoluto. 

Nonostante la riduzione di ricchezza, emergono nuovi modelli di filantropia tra i miliardari. Nella prima metà del 20° secolo, le famiglie di imprenditori come i Carnegie e i Rockefeller hanno finanziato importanti progressi in ambiti quali l’istruzione e la sanità. Oggi si stanno moltiplicando le iniziative filantropiche intraprese dai miliardari attraverso nuovi modelli di filantropia (prestiti, garanzie, contratti, impact investing ecc.). Tuttavia, osservano gli autori del report, l’attuale età dorata potrebbe non raggiungere i record di quella precedente.