Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Bello, bello, bellissimo

La giunta Raggi sta per compiere i suoi primi cento giorni. Ma nessuno ha visto niente. Il nuovo che avanza.

di Giuseppe Turani |

Bello, bello, bellissimo. Ormai mancano poche ore al compimento dei primi cento giorni della giunta Raggi. Il bilancio è esattamente uguale a zero. Nessuno ha visto niente, a parte il sindaco sui tetti del Campidoglio e in televisione. E’ solo stata bocciata l’ipotesi dell’olimpiade perché ha telefonato un signore di Genova, ex comico. E, per la verità, non siamo nemmeno sicuri che la giunta sia proprio a posto. Secondo le severe regole del Movimento (demenziali, peraltro), l’assessore Muraro dovrebbe già essere fuori da parecchio.

I maligni dicono che stanno provando a spingerla di lato, ma per ora senza successo. Fine delle avventure romane. Un giorno, forse, faranno qualcosa, ma sembra che il momento non sia ancora arrivato.

Un  po’ meglio a Torino, dove la Appendino si sta esibendo in acrobazie di un certo livello. Combina poco (o niente), ma tenta di resistere agli ultrà del movimento che vorrebbero da lei cose impossibili (città vegana, no tav, circolazione a auto a 20 km/ora, ecc.). Soprattutto sta zitta e si fa vedere poco.

Dove invece siamo alle comiche è nelle grandi scelte del Movimento. Per darsi una regolata i boss dell’affare hanno deciso di varare un nuovo statuto (loro lo chiamano non-statuto, chissà perché). E hanno organizzato una votazione on-line. Le nuove regole dovrebbero servire, soprattutto (anzi, esclusivamente) a conferire ufficialmente a Grillo e a Casaleggio jr. il potere di espellere chi vogliono. Però, per avere una parvenza di legalità, bisogna che gli iscritti votino, sia pure da casa, con i famosi clic.

Solo che non ne hanno voglia, non cliccano, c’è una specie di sciopero della tastiera. E allora giù lettere un po’ irritate dello staff: non hai ancora votato, cazzo, fai clic.

E qui emerge un altro aspetto paradossale. Tutto è controllato dallo staff della Casaleggio, che sa chi ha votato, chi no, e con quale tipo di voto (a favore, contro), chi ha la morosa e chi no. Nessun altro sa niente.

Come sempre, tutto gira sui server della Casaleggio (saranno poi in Italia?), i veri padroni del Movimento.

Basterebbe già questo per dichiarare illegale tutto questo ambaradan. Di democratico non c’è niente, nessuna commissione di verifica e di controllo, niente.

Ma, e questa è la cosa sorprendente, nessuno dice qualcosa. Tutti, soprattutto in televisione (dove gli esponenti del Movimento più in vista soggiornano quasi come impiegati) fanno finta che i vari Di Maio, Dibba (noti bugiardi) siano espressione della più pura democrazia, quella diretta. Invece sono solo figli dei server della Casaleggio.

Il Casaleggio padre aveva immaginato il giorno in cui le macchine avrebbero preso il posto degli uomini e assunto il potere. Ci siamo quasi, e proprio dentro la sua creatura, l’unico luogo al mondo on cui questo avviene. C’è ancora lo staff che manovra i server, ma forse ancora per poco. In ogni caso lo schema non cambia molto: in basso  c’è la base, sopra un anonimo staff (mai votato o scelto da alcuno) che manovra i server, organizza consultazioni, dirama risultati, emana ordini, espelle, promuove, scomunica.

Un vero film dell’orrore democratico.