Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

La hard Brexit fa paura

E' iniziato l'esodo delle banche. Mentre si stima, nello scenario peggiore, una contrazione del Pil del 9,5 per cento nei prossimi 15 anni. 

di Redazione |

La Brexit inizia davvero a far tremare, non solo gli inglesi ma anche gli europei.

Secondo un report confidenziale del Tesoro britannico, se la Gran Bretagna uscisse non solo dall'Unione europea ma anche dal mercato unico, l'erario subirebbe un danno in termini di mancate entrate stimato nell'ordine di 66 miliardi di sterline l'anno, ossia circa 73 miliardi di euro in meno di gettito, una cifra pari a un decimo del gettito che lo Stato conta di incassare nel 2016. Lo stesso report, secondo quanto riferisce il Times che sarebbe riuscito a prenderne visione, stima che in questo caso il Pil della Gran Bretagna potrebbe scendere nel complesso nei prossimi 15 anni del 9,5 per cento. Si tratta dello scenario peggiore, quello che è stato definito come hard Brexit, ossia un'uscita dura della Gran Bretagna dall'Ue, ma per il momento di tratta di ipotesi future tutte da verificare.

Nel frattempo, però, le grandi banche iniziano a voltare le spalle alla City. La prima a muoversi è Vtb, il secondo maggiore istituto di credito russo. Secondo quanto scrive il Financial Times, la banca ha deciso di lasciare Londra e spostare il suo quartiere generale in un'altra città, forse in Francia, Germania o Austria: una scelta che il consiglio di amministrazione dell'istituto intende effettuare entro la fine dell'anno. 

Sempre il Financial Times calcola che se le banche e le altre società finanziarie non potranno più operare liberamente in Europa e saranno costrette a lasciare Londra, la City andrà incontro a 40 miliardi di minori ricavi, 71 mila posti di lavoro in meno e un danno per l'erario calcolato in 10 miliardi di sterline l'anno per mancate tasse.

Intanto il premier Theresa May ha puntualizzato che sarà il governo, e quindi non il parlamento, a gestire l’uscita del paese dall’Ue e a condurre la trattativa con Bruxelles anche se resta da capire quali saranno i termini del divorzio dall'Europa. La possibilità è di spaziare da un very hard Brexit a un very soft Brexit a seconda dei tempi di avvio dell’articolo 50 e degli accordi di libero scambio di beni e servizi che saranno presi con l'Europa. Gli scenari sono aperti anche se l’impressione è che si stia andando dritti verso un hard Brexit.  

E purtroppo la paura di un costo più salato del previsto per l'economia e il paese sta facendo crollare la sterlina. In meno di un anno la moneta di Sua Maestà ha perso un quinto del suo valore contro le principali valute e dal 23 giugno scorso, giorno del Referendum che si è espresso in favore dell’uscita del paese dall’Europa, la perdita è stata del 15 per cento. Al momento la sterlina ha raggiunto il valore più basso degli ultimi trent’anni contro il dollaro ed è sempre più prossima alla parità nei confronti dell’euro (ma negli aeroporti accade già oggi di vedere scambi sotto la parità, cosa che non era mai accaduta prima).