Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Come si diventa poveri e cattivi

Dopo la vittoria della Brexit, la sterlina perde continuamente valore.

di Giuseppe Turani |

Quando venne approvata la Brexit, tramite referendum popolare, il mondo degli esperti si spaccò in due, come una mela: bel colpo degli inglesi, dissero alcuni; disastro immane, tuonarono altri.

Poiché fino a qualche giorno fa le cose sembravano andare bene in Gran Bretagna, i primi (i favorevoli) ostentavano sicurezza;  avete visto, lasciare l’Europa fa bene. Qui in Italia i più anti-euro si sono messi addirittura a vociare perché vogliono un referendum tipo Brexit anche qui.

Ignorano che la Costituzione (che essi difendono) lo vieta nel modo più tassativo. Anche volendo, non si può fare. Bisogna prima cambiare la Costituzione nel punto in cui dice che non si possono sottoporre a referendum popolare i trattati internazionali.

Ma torniamo alla Gran Bretagna. Da qualche giorno gli entusiasti hanno abbassato le piume. Che cosa è successo?

E’ accaduto che la Gran Bretagna, di fatto,  è ancora in Europa, le trattative per lo sgancio cominceranno all’inizio del 2017 (e andranno avanti almeno un paio d’anni). Nel frattempo la Banca d’Inghilterra ha fatto del suo meglio per evitare un impatto brusco, stampando sterline. E anche il fisco ha allargato i cordoni per evitare un impatto troppo brusco.

Il ragionamento dei signori della Brexit era elementare e è il ragionamento di tutti i pigri e di tutti gli incapaci: svalutiamo la sterlina, ci liberiamo dei vincoli europei, e corriamo come schegge.

Adesso si scopre che la sterlina viene scambiata alla pari con l’euro e rispetto al dollaro sta al valore più basso degli ultimi trent’anni.

In teoria, quindi, chi oggi dalla Gran Bretagna deve esportare fa salti di gioia: per lui è molto più facile e redditizio. Basta avere qualcosa da esportare.

I sostenitori della svalutazione, fra cui possiamo annoverare di fatto anche tutti i populisti anti-euro italiani, nel loro entusiasmo dimenticano un fatto: ogni moneta ha il suo lato oscuro. Se esporti, guadagni di più e puoi fare prezzi più bassi, aumentando le tue esportazioni Ma nessun paese esporta e basta: di solito deve anche importare molte cose, un po’ tutti i generi. Bene, per le sue importazioni spende di più. Quindi non è affatto detto che svalutare sia un affare. Non solo: se io, straniero, voglio comprare una casa o un’azienda in Gran Bretagna spendo meno di prima perché io ho in mano una valuta forte e loro una valuta debole.

Non a caso la Confindustria britannica sta mettendo in allarme il governo perché si sbrighi a fare quello che deve e, soprattutto, trovi il  mondo di fermare la discesa della sterlina. La svalutazione, infatti, se fa il gioco delle grandi aziende esportatrici, penalizza tutti quelli che vendono sul mercato interno: per loro non cambia niente. Cambia solo che se poi vogliono farsi un giro all’estero, comprarsi un Ipad, uno smarphone o qualunque altra cosa prodotta all’estero devono spendere di più. Gli inglesi, cioè, hanno scoperto di essere diventati più poveri, esito scontato quando si svaluta una moneta. Stessa cosa per i risparmi.

Si comincia a intravedere cioè che questa della Brexit è stata la scemenza del secolo, una scelta che rischia di rendere ancora più marginale e più povera la Gran Bretagna.

Purtroppo, non è finita perché è iniziata una sorta di caccia allo straniero che lavora in Gran Bretagna. Probabilmente per rimandarlo a casa. Il paese, patria del pensiero liberale e del libero scambio, sta retrocedendo di alcuni secoli e punta, sembra di capire, verso una cosa che si chiama autarchia e che non ha mai fatto bene a nessuno. E che fino a qualche giorno fra era considerata una bestemmia.

La situazione è talmente confusa che è difficile capire dove si andrà a finire.

Per ora, comunque, il fronte (interno e esterno) tiene: i sostenitori della Brexit e del no-Europa sono convinti di aver fatto la mossa giusta. Al punto che alcuni paesi dell’Est si appresterebbero a ricattare l’Europa, minacciando di andarsene anche loro. In realtà, vogliono solo dei soldi in più e non vogliono prendersi in casa i migranti. Ma sanno benissimo che fuori dall’Europa ripiomberebbero nella miseria in cui sono vissuti per secoli.

Ma ci provano o ci vogliono provare. L’idea che si possa avere un futuro migliore con poche e semplici mosse affascina sempre a travolge anche menti normalmente sagge.

(Da "Tiscali.it" del 9 ottobre 2016)

Con una dichiarazione delle ultime ore sembra che il governo inglese abbia rinunciato a schedare gli stranieri al lavoro in gran Bretagna. Si vedrà.