Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Sante alleanze in Europa

L'economia non va male. Bisogna battere i populismi.

di Giuseppe Turani |

Le persone più assennate hanno continuato a dire che intorno alla possibile Brexit si stava costruendo un clima di paura finanziaria, il cui scopo era solo quello di organizzare un’enorme speculazione borsistica al ribasso. Le autorità riconosciute, come il Fondo monetario internazionale, hanno dato una mano con l’idea che, spaventando un po’ la gente, poi la Brexit non ci sarebbe stata. E quindi Fmi e banche centrali non avrebbero dovuto sudare sette camicie per contenerne i danni.

Adesso che il successo del referendum sulla Brexit sembra sfumato (purtroppo a causa del tragico assassinio della giovane deputata Jo Cox) si comincia a capire che non solo tutti quei terrori erano ingiustificati, ma che il mondo di oggi, giugno 2016, non è poi questo disastro che molti si ostinano a dipingere per pigrizia intellettuale.

Basta guardarsi intorno per capire che non ce la stiamo cavando male. Delle tre aree più importanti del mondo, possiamo dire che la Cina sta crescendo del 6,9 per cento, secondo i programmi. E non risultano ritardi.

L’America, che si trova in un anno elettorale e con un presidente ormai privo di autorità, è di fatto guidata dal presidente della Federal Reserve, l’ottima Janet Yellen: e il paese ha ritrovato la sua crescita standard del 2 per cento all’anno. Non sarà moltissimo, ma di questi tempi non è nemmeno poco.

Rimane la vecchia Europa, la pecora nera. Un continente squassato dai timori della Brexit, dal disastro francese, dall’incapacità di fare governi di Spagna e Portogallo. E con pericolosi populismi molto aggressivi.

Qui c’è il buco nero dell’economia mondiale? Molti lo pensano, ma sbagliano. Il Vecchio Continente in questo momento sta crescendo alla velocità del 2,3 per cento all’anno, una performance che solo un anno fa non poteva nemmeno essere sognata.

Ma, si dirà, resta il pericolo dei populismi anti-euro che vogliono sfasciare l’Europa (da Farage alla Le Pen, da Salvini a Grillo).

Certo, e questa è oggi la sfida dei governanti europei. Ma c’è qualche novità. Quel bizzarro personaggio che risponde al nome di Daniel Cohn-Bendit (capo dei verdi europei e che qualcuno ricorderà come guida del maggio francese e tedesco) sta avanzando una proposta dirompente: un’Union Sacrée fra socialisti e gollisti in Francia per fare fronte comune e battere il populismo di madame Le Pen.

Forse si tratta solo di una delle tante bizzarrie di Daniel, ma è anche il segno del fatto che qualche nuova idea circola. Persino nella vecchia Europa.

(Dal "Quotidiano Nazionale" del 22 giugno 2016)