Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Per chi suona la campana

Perché Roma sarà il capolinea dei 5 stelle, in ogni caso.

di Giuseppe Turani |

Comincia a profilarsi un grande rumore di campane per i  pentastellati a Roma. Il frastuono potrebbe anche diventare assordante. Vediamo perché.

Si danno due possibilità: la Raggi: vince o perde. In questo secondo caso, le campane cominceranno subito a suonare a morto. Dopo aver detto a tutto il mondo che Roma era loro, ai 5 stelle non rimarrebbe che la fuga in disordine. Il capocomico ha detto che lui si darà fuoco in caso di insuccesso. Naturalmente è una balla,  ma rimane il fatto che di fronte a una sconfitta della Raggi (intorno alla quale dentro i 5s sono già scoppiate polemiche) il movimento finirebbe per esplodere.

E se invece la Raggi dovesse vincere? In questo  caso le campane non suonerebbero subito, ma poco dopo. Ecco perché.

Due le questioni (collegate in realtà). La futura giunta Raggi è  ancora tutta per aria, di fatto non esiste, nemmeno come cosa vaga. In caso di vittoria tutta la nomenclatura dei 5 stelle, a partire da quella mente sopraffina della Taverna, vorrà mettere il becco nella questione. Tutti hanno un parente o un amico che fa l’urbanistica, l’esperto di trasporti (al bar sotto casa) o il genio delle periferie. Intorno alla scrivania della miracolata Raggi infurierebbe una battaglia di antico stile democristiano. Reputazione del Movimento a pezzi e giunta farlocca, di livello molto basso.

Ma c’è anche una seconda ragione. Nell’amministrazione di una grande città come Roma nessuna delle ricette “semplici” di Grillo e soci può funzionare. Esempio: i debiti (15 miliardi). Qui la posizione del Movimento è: rinegoziamo il debito e poi comunque non paghiamo, cancelliamo, e, anzi, faremo un’inchiesta per trovare i colpevoli dell’indebitamento e li denunceremo.

Bene, tutta roba buona per i comizi. Nella realtà, uno dei tanti banchieri creditori avrebbe già detto: aspettiamo la signora Raggi e poi con calma le spiegheremo che, appunto,  non siamo in un comizio. I debiti si pagano, altrimenti Roma non vedrà più un soldo e il comune e la giunta verranno denunciati per insolvenza.

Insomma, è nel passaggio dai comizi alla realtà che la strategia 5 stelle affonderà.

Se a questo si sommano i contrasti interni (già la Raggi e la Taverna hanno dovuto siglare una pace fra di loro) è facile prevedere che l’intera operazione salterà per aria nel giro di poco tempo. Raggi in fuga (nei campi del viterbese, si era detto) e il direttorio dei 5 stelle dalla Gruber a contar balle, ma senza più una giunta.

Grillo al mare a contare i suoi dobloni.

Fallimento della loro operazione politica più ambiziosa: la conquista della capitale.

A quel punto tutte le campane di Roma cominceranno a suonare a morto. Amen.