Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Fed: tassi fermi, pronti a tutto

A giugno nessun aumento tassi, poi si deciderà in base ai dati macro.

di Intesasanpaolo |

Area Euro

  • Area euro. Il saldo di bilancia commerciale, aggiustato per gli effetti stagionali, è atteso a 22 miliardi ad aprile da 22,3 del mese precedente. Le esportazioni in valore dovrebbero aver recuperato dello 0,6% m/m dopo il calo del mese precedente, ma l’import potrebbe essere cresciuto più dell’export. Le indicazioni disponibili fino a maggio sono di crescita modesta dell’export. Il recente apprezzamento del tasso di cambio effettivo contribuirà a deprimere la dinamica nel trimestre primaverile.

Stati Uniti

  • Il PPI a maggio è previsto in aumento dello 0,3% m/m, dopo +0,2% m/m ad aprile. L’indice core dovrebbe crescere dello 0,2% m/m. I servizi dovrebbero registrare un incremento di 0,2% m/m, dopo diversi mesi deboli. I prezzi dei beni dovrebbero essere sostenuti dall’aumento dell’energia.
  • L’indice Empire della NY Fed a giugno è atteso in rialzo a -4 da -9 di maggio. L’indagine dovrebbe indicare che il settore rimane in marginale contrazione e correggere il segnale ampiamente negativo di maggio. Il Beige Book indica che le imprese riportano un calo dell’attività, ma restano ottimiste sull’orizzonte a 6 mesi, con aspettative di rialzo dell’attività, degli ordini e degli occupati.
  • La produzione industriale a maggio dovrebbe calare di -0,2% m/m, dopo + 0,7% m/m ad aprile, spinta verso il basso da utilities ed estrattivo. La produzione nel manifatturiero dovrebbe aumentare di 0,1% m/m: l’employment report ha registrato  un calo di occupati ma un aumento di ore lavorate. L’estrattivo dovrebbe essere in contrazione, come indicato dalla correzione degli occupai nel settore.
  • La riunione del FOMC di giugno sarà importante in termini di comunicazione, e non in termini di livello dei tassi correnti. Dopo la delusione dell’employment report di maggio, è ampiamente probabile che i tassi restino fermi. La nostra previsione è che la comunicazione sia neutrale e lasci aperte tutte le opzioni future. È probabile che il comunicato e la conferenza stampa mantengano una valutazione generalmente positiva dell’economia, e citino i dati del mercato del lavoro di maggio come una delusione inattesa, e forse solo transitoria, che richiede comunque “stretta vigilanza”. Le proiezioni dovrebbero incorporare inflazione e crescita a fine 2016 un po’ più alte rispetto a quanto indicato a marzo. Le proiezioni dei tassi potrebbero invece vedere uno scivolamento verso il basso, non tale però da modificare la mediana attesa di due rialzi nel 2016. La guidance è sempre più labile, se si eccettua il messaggio che il sentiero dei tassi sarà graduale. La nostra valutazione è che il dato del mercato del lavoro di giugno sia il risultato in parte di volatilità mensile e in parte di un rallentamento fisiologico. Se questa interpretazione è corretta, il prossimo rialzo potrà venire a luglio o a settembre, a seconda dei dati e delle reazioni dei mercati al referendum inglese.

Ieri sui mercati

  • La GBP ha chiuso la giornata di ieri in ribasso a 1,4114, nei pressi dei minimi infragiornalieri, ma questa mattina registra un marginale rimbalzo. Il sondaggio telefonico ComRes ha dato un piccolo vantaggio al Remain (46% contro 45%), pur confermando che il Leave è ora molto più forte rispetto un mese fa. Netto calo anche per l’euro, che è sceso transitoriamente in area 1,11 USD per poi chiudere a 1,1206.
  • L’adattamento dei mercati al rischio UK ha portato a una nuova netta flessione degli indici azionari europei. Contenuto il calo degli indici americani, mentre il Nikkei questa mattina è risalito.
  • Ulteriore ribasso dei rendimenti sulla curva Bund, e ulteriore allargamento dei premi al rischio sul debito della periferia. Lo spread Btp-Bund è salito da un minimo di 7 a un massimo di 11pb in base alle scadenze e il movimento del debito spagnolo è stato analogo.
  • Area euro – In aprile, la produzione industriale è cresciuta di +1,1% m/m e 2,0% a/a dopo il calo di -0,7% registrato in marzo. Il comparto industriale dovrebbe contribuire positivamente alla crescita del PIL anche nel secondo trimestre, anche se in misura ridotta rispetto al primo: la crescita della produzione dovrebbe infatti rallentare da 1,0% t/t a 0,5% t/t.

Yves Mersch, membro del comitato esecutivo BCE, ha riconosciuto che serve maggiore stabilità sul fronte regolamentare, oltre a maggiore attenzione per i costi delle riforme in ambito regolatorio.

 

Italia - I prezzi al consumo sono stati confermati in crescita di +0,3% m/m a maggio, per un’inflazione annua a -0,3%.

Stati Uniti - Le vendite al dettaglio a maggio registrano una variazione di +0,5% m/m, al di sopra delle aspettative di consenso (0,3% m/m). Al netto delle auto la variazione è di 0,4% m/m.