Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Il silenzio di via Nazionale

Non una, ma quattro banche sono fallite sotto il naso di Bankitalia. Niente da dichiarare?

di Giuseppe Turani |

Ormai tutti sparano a pallettoni contro la Consob e il suo presidente, Giuseppe Vegas, per la vicenda delle quattro banche fallite l’anno scorso per leggerezza nei controlli e nelle autorizzazioni (come ha rivelato Milena Gabanelli). E hanno tutti ragione. La Consob non ha mai brillato in nulla (in passato ci sono stati anche casi di corruzione) e Vegas è un politico prestato alla finanza, probabilmente per toglierselo di torno e fare posto a altri. Non è noto per la sua competenza specifica. I broker milanesi, ad esempio, non se lo sono mai filato.

Quindi tutto quello che si dice di male sulla Consob rischia di centrare il bersaglio.

Ma in questa vicenda c’è un altro protagonista, acquattato nell’ombra e che nessuno osa stanare: la Banca d’Italia, forse l’ultimo santuario italiano. Via Nazionale ha un passato di grandissima efficienza. Ai tempi di Guido Carli e di Paolo Baffi le banche italiane erano molto malridotte.

I due governatori sono intervenuti senza chiasso. Bastava che alzassero un sopracciglio e un presidente di banca pasticcione si levava di torno. Bastava l’invito di un loro funzionario di grado elevato perché due banche capissero che ora di fondersi o di cercarsi un socio.

Quando gli ispettori di Banca d’Italia piombavano in una banca, a sorpresa, l’aria si faceva gelida. Bravissimi, incorruttibili, competenti e, se vogliamo, anche spietati. Oggi ci si domanda che cosa è rimasto di tutto ciò, visto che Via Nazionale si è fatta fallire non una, ma quattro banche sotto il naso. Temo non molto. E’ evidente che c’è stata una non scusabile leggerezza (per essere educati). E è possibile che l’intero sistema di Banca d’Italia si sia deteriorato.

Ma tutti stanno zitti. Perché?

Due le ragioni. Via Nazionale resta una delle pochissime tecnostrutture funzionanti in Italia. Le cose le sanno, allevano ogni anno economisti di prima categoria. E hanno uno staff in servizio che nessun altro può vantare.

Ma quella che conta è la seconda ragione. Proprio perché Via Nazionale è quello che è, conosce i conti pubblici (tengono loro il conto del nostro debito) a meraviglia, sanno anche quello  che non si dovrebbe sapere sulla pubblica amministrazione, hanno un grosso prestigio internazionale, una semplice “uscita” o dichiarazione di Banca d’Italia ancora oggi potrebbe affondare un governo o un ministro. Quindi, silenzio totale. Il povero Vegas, invece, può solo affondare se stesso.

(Dal "Quotidiano Nazionale" del 14 giugno 2016)