Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

La grande bugia

Non è vero che  M5s è lanciato verso nuovi successi elettorali. E' fermo, in leggero arretramento.

di Giuseppe Turani |

Non è chiaro perché la grande stampa e la televisione esaltino un m5s in forte ripresa perché non è vero: è una colossale bugia. L’esplosione dei pentastellati si è verificata fra il 2011 e il 2013. Poi si è fermato tutto e è cominciato all’arretramento, per ora moderato, ma il trend è quello. L’aver avuto un enorme successo e un forte gruppo parlamentare comportava l’obbligo da far politica e do far sentire la voce dei cittadini in parlamento. Invece cin sono state solo sceneggiate, urla e basta.

E’ presto per dire che pentastellati, al di là dell’eventuale successo su Roma, sono entrati nella fase discendente della loro presenza politica. Ma certo che l’indizio offerto dall’analisi dell’Istituto Cattaneo di Bologna è piuttosto pesante: dopo cinque anni di attività, si arretra invece di  andare avanti.

Testo integrale rapporto Istituto Cattaneo di Bologna

Elezioni comunali 2016: Chi ha vinto chi ha perso

Successo dei 5 stelle rispetto alle omologhe comunali del 2011

Rispetto alle elezioni politiche del 2013 il Movimento cinque stelle cede voti, mentre ne guadagnano il Centro-destra e risulta statico il Centro-sinistra

L’analisi di questa tornata elettorale presenta due problemi di carattere metodologico. Innanzitutto per il fatto che si tratta di un voto per il comune, al quale si presentano liste locali di difficile collocazione politica, e questo fatto rende difficile il confronto con le consultazioni precedenti. In secondo luogo, come sempre accade quando si tratta di elezioni parziali, nella mancanza di un quadro generale l’attenzione degli analisti si concentra su poche grandi città, col rischio di perdere di vista l’andamento complessivo del voto.

L’Istituto Cattaneo ho cercato di affrontare questi due problemi allargando la prospettiva territoriale ai capoluoghi di provincia andati al voto (ne sono stati analizzati 18 su 24, sei sono mancanti a causa della non disponibilità tempestiva dei dati) e aggregando le liste alle tre aree nelle quali si articola oggi il sistema politico, precisamente centro-sinistra, centro-destra e Movimento 5 stelle. In queste aggregazioni si sono attribuite a centro-sinistra e centro-destra tutte le varie liste civiche schierate in appoggio ai candidati di queste aree. Con questa semplificazione abbiamo messo a confronto le elezioni comunali del 5 giugno 2016 con le elezioni politiche del 2013 e il turno comunale precedente (che in quasi tutti i comuni si è tenuto nel 2011). Le prime rappresentano il momento nascente del nuovo sistema politico tripolare, mentre le seconde sono quelle “omologhe” con le quali il confronto è più corretto dal punto di vista metodologico, ma sono “lontane” nel tempo dal punto di vista della proposta politica.

Iniziando l’analisi dal confronto fra il recente risultato del 5 giugno 2016 con le omologhe comunali del 2011, troviamo che sia centro-destra che centro sinistra perdono circa 7 punti percentuali (su voti validi), mentre il M5s avanza moltissimo (dal 6,1 al 21,4%, anche grazie al fatto che in molti comuni nel 2011 non era presente).

Nel confronto più prossimo, e politicamente più pregnante, con le elezioni politiche del febbraio 2013, troviamo che il centro-destra recupera 4 punti percentuali, il centro-sinistra ne recupera circa 1, mentre i 5 Stelle ne perdono quasi 4 (occorre mettere nel conto che in tre capoluoghi nel 2016 il M5s non si è presentato, ma una simulazione ci ha mostrato che questo fatto non altera significativamente il risultato finale).

Nel complesso questa analisi ci dice che il successo del M5s a queste elezioni è evidente e significativo se si fa riferimento alle precedenti elezioni comunali; ma va aggiunto che si era già prepotentemente presentato sulla scena politica nelle elezioni del 2013, rispetto alle quali questa consultazione segna per i 5 Stelle un momento di stasi se non di arretramento. Mentre centrosinistra e centro-destra – dato per scontato l’arretramento rispetto al 2011 per l’irruzione nella scena politica del M5s del 2013 - rispetto a quelle elezioni segnalano segni di ripresa, specie per il centrodestra (complessivamente inteso, da Forza Italia a Lega e Fratelli d’Italia)

Tabella 1. Cambiamenti per aggregati politici: 2016 comunali – 2013 politiche

(% su voti validi dell’aggregato dei 18 comuni considerati)

Elezioni                      Cdx     Cds     M5s    Altri    Totale

Comunali        2011    36,7     41,4     6,1       15,8     100,0

Camera           2013    25,4     33,1     25,0     16,5     100,0

Comunali        2016    29,5     34,3     21,4     14,8     100,0

Note:

Lista comuni inclusi: Torino, Novara, Milano, Varese, Trieste, Savona, Bologna, Ravenna, Rimini, Grosseto, Roma, Cagliari, Carbonia, Napoli, Caserta, Brindisi, Salerno (147 sezioni su 152), Cosenza. Le precedenti elezioni comunali si sono tenute nel 2011 salvo che a Roma (2013), Brindisi (2015) e Isernia (2014) Nelle comunali del 5 giugno 2016 il M5s non si è presentato a Varese, Rimini e Ravenna (per cui gli sono stati attribuiti zero voti)