Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Il grande buco nero

In autunno la grande battaglia per il referendum. Poi cambia tutta la musica.

di Giuseppe Turani |

Di questi tempi va molto di moda discutere di democrazia. Partigiani veri e partigiani finti. Governi abusivi e governi legittimi. Parlamenti che possono o non possono. Ma chissà perché in tutto questo colto e appassionato dibattito non entra mai la Casaleggio & Associati s.r.l., vero buco nero della democrazia italiana. Un organismo del tutto improprio, al di fuori di qualsiasi regola, che però gioca un ruolo da protagonista nella vita pubblica italiana.

Si tratta di una società di diritto privato (addirittura una s.r.l., così risponde di poco). Come attività questa società, fondata a suo tempo da Gianroberto Casaleggio e adesso ereditata dal figlio, gestisce le piattaforme informatiche dove transita tutto il movimento dei 5 stelle. Ma, soprattutto, controlla quello che fanno i deputati, redarguisce e espelle, mette in castigo.

La stessa cosa viene fatta nei confronti dei vari amministratori comunali, sindaci compresi. E l’avvenire si presenta ancora più fosco: c’era un vecchio progetto per far versare 150 mila euro di caparra (diciamo così) ai futuri deputati, che in caso di cambio di posizione li avrebbero persi. Una roba senza nome: il “non vincolo di mandato” è alla base di ogni sistema democratico, ma alla Casaleggio se ne fregano. Un po’ perché non sanno che cosa sia un sistema democratico, un po’ perché fanno a modo loro. Poiché vogliono gruppi parlamentari disciplinati e obbedienti, hanno avuto l’idea di mettere una maxi-multa per quelli che dovessero cambiare opinione.

È evidente che tutta la Casaleggio & Associati è al di fuori del sistema democratico (e forse anche dalla legge). Ma i nostri custodi della democrazia se ne stanno zitti. Preferiscono criticare Maria Elena Boschi perché ha detto che i partigiani non sono solo quelli espressi dall’Anpi. E non ha detto, perché una persona gentile, che l’Anpi non rappresenta più la Resistenza (i partigiani sono purtroppo quasi tutti morti, per ragioni anagrafiche). L’Anpi è, semplicemente e banalmente, l’ultimo rifugio dei neo-stalinisti italiani. Avvolgendosi nella bandiera della Resistenza, che non le appartiene, cerca di far politica a suo modo. Non è diversa in questo dai vari, microbici, partiti comunisti che ancora girano in Italia. Una volta all’anno si divertono a cercare di impedire alla Brigata Ebraica, che ha fatto la Resistenza in Italia davvero, di sfilare nel corteo del 25 aprile.

Ma di tutto questo si parla poco. E ancor meno della Casaleggio & Associati. Forse ha fatto la Resistenza anche lei.

Al centro della politica italiana c’è uno scandalo grande come una casa, una società privata che dirige un partito. Ma i nostri costituzionalisti preferiscono parlare d’altro. Hai visto mai che ci scappasse una poltrona se i 5 stelle vincono.

Editoriale Uomini & Business maggio-giugno