Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

La Yellen rassicura i mercati

L'economia Usa presenta incertezze. Il capo delle Fed allontana le ipotesi di un rialzo a breve dei tassi americani. S&P 500 ai massimi del 2016.

di INTESA SANPAOLO |

OGGI SUI MERCATI

Area Euro

Germania. La produzione industriale è salita di 0,8 per cento m/m ad aprile dopo i cali di febbraio e marzo, quest’ultimo rivisto da -1,3 a -1,1 per cento m/m. Il dato ‘acquisito’ per il secondo trimestre è di -0,2 per cento t/t, ma a questo punto la produzione potrebbe chiudere il trimestre in lieve rialzo rispetto al primo quarto del 2016. Le indagini congiunturali suggeriscono una tenuta della produzione se non un lieve miglioramento nei mesi primaverili. Lo spaccato per categoria merceologica conferma le attese di rimbalzo per la produzione di beni capitali; cresce anche la produzione di beni di consumo, mentre è stabile quella di beni intermedi. In aumento anche la produzione energetica. Continua la netta contrazione della produzione nelle costruzioni: dopo il -3,0 per cento di marzo, in aprile l’indice è calato di -1,7 per cento m/m.

Spagna. La produzione industriale potrebbe ridurre di 0,4 per cento m/m l’aumento dei due mesi precedenti. Se confermato, il dato lascerebbe la produzione in rotta per un aumento di 0,5 per cento t/t a giugno grazie alla forte uscita dal trimestre invernale. Le indagini congiunturali PMI e dettaglio per l’industria dalla Commissione UE suggeriscono una tenuta del comparto nei prossimi mesi.

Area euro. La seconda stima dovrebbe confermare la crescita del PIL a +0,5 per cento t/t nel 1° trimestre (1,6 per cento a/a). Il dettaglio potrebbe mostrare che la crescita è stata sostenuta soprattutto dalla domanda interna (consumi e investimenti in particolare nelle costruzioni), mentre il commercio estero dovrebbe aver offerto un contributo nullo. Nei mesi primaverili il PIL è atteso in crescita di 0,4 per cento t/t, confermiamo la stima annua di +1,6 per cento.

Stati Uniti

La crescita della produttività nel 1° trimestre dovrebbe essere rivista verso l’alto, a -0,7 per cento t/t ann. da -1 per cento t/t ann. della prima stima, dopo la revisione della crescita del PIL da 0,5 per cento t/t ann. a 0,8 per cento t/t ann. Il costo del lavoro per unità di prodotto dovrebbe registrare una variazione più contenuta rispetto a quella della stima advance, e segnare un aumento di 3,6 per cento t/t ann., da 4,1 per cento t/t ann.

 

IERI SUI MERCATI

-Nuovo massimo dell’anno per l’S&P500. Chiusura in rialzo anche per i listini europei. 

-Le quotazioni del Brent Crude (1° contratto future) hanno chiuso la giornata in rialzo a $50,55, sulla scia di notizie negative per la produzione nigeriana.

-L’euro ha chiuso pressoché invariato come cambio effettivo dopo il balzo di venerdì, e questa mattina è in modesto arretramento. Nuovo modesto ribasso per il dollaro, che ha marcato al livello più basso dal 12 maggio. Si indebolisce lo yen, risalito in area 107.

-Sterlina volatile: dopo il calo di ieri, che ha fatto segnare un minimo contro dollaro a 1,4350, si è assistito a un recupero fino a massimi di 1,4643 e poi a un consolidamento in area 1,45. I sondaggi YouGov hanno mostrato un andamento erratico, segnalando nel fine settimana un netto vantaggio per il “Leave” (45 a 41 per cento) e successivamente un marginale vantaggio per il “Remain” (43 a 42 per cento). Lieve vantaggio per “Remain” anche secondo ORB, ma con un margine risicato e inferiore a quello segnalato nei sondaggi del mese di maggio.

-Sul mercato dei titoli di Stato, ieri si è visto un moderato aumento dei differenziali fra periferia e centro che ha interessato tutti gli emittenti, Italia inclusa. Per i BTP, l’aumento dei differenziali con il Bund è andato da 3 a 5pb. Marginale aumento dei rendimenti sulla curva tedesca.

-Nell’ottava del 3 giugno il portafoglio PSPP ha visto un incremento di 17,59 miliardi di euro ed è salito a 817,02 miliardi di euro. Gli acquisti di titoli covered sono stati pari a 973 milioni di euro, che aumentano il portafoglio a 178,36 miliardi, mentre gli acquisti settimanali di ABS al netto dei titoli scaduti sono stati pari a 66 milioni di euro, portando il totale dei titoli in portafoglio a 19,160 miliardi di euro. Ricordiamo chedal prossimo 8 giugno la BCE avvierà gli acquisti di titoli corporate.

 

Area euro

BCE - Secondo Nowotny, le previsioni dello staff suggeriscono che il rischio “acuto” di deflazione si è ridotto. Liikanen ha, invece, detto che l’inflazione rimane ancora troppo bassa e così le attese di inflazione di lungo termine. Tuttavia, Jan Smets (Belgio) ritiene che il rischio che le attese di inflazione si radichino su livelli bassi è contenuto, e dunque che nuove misure probabilmente non saranno necessarie; se emergesse evidenza che le aspettative di inflazione stanno influenzando le decisioni su salari e prezzi, o se ci fosse un significativo peggioramento delle condizioni finanziarie, però, allora la BCE farebbe quanto necessario. Tuttavia, ha aggiunto Smets, “non mi aspetto in futuro nulla del genere”. Le dichiarazioni suggeriscono che non vi è un consenso ampio a favore di nuovi interventi di politica monetaria, almeno nel breve. Molto dipenderà ancora dall’evoluzione dello scenario macro e rischi geopolitici.

 

Stati Uniti

Yellen, nel suo discorso sullo scenario macro e sulla politica monetaria, ha assunto una posizione esplicitamente dipendente dai dati del mercato del lavoro: prima dell’employment report di maggio l’osservato speciale era l’inflazione. Poco più di una settimana fa Yellen aveva avvisato che un rialzo dei tassi era probabile “nei prossimi mesi”: ieri, dopo la pubblicazione dell’employment report di maggio, il presidente della Fed non ha dato alcun riferimento temporale per la prossima mossa sui tassi e ha sottolineato la presenza di molte fonti di incertezza. Nell’analisi del quadro generale e dell’evoluzione congiunturale, Yellen ha mantenuto una visione positiva dell’economia americana, sottolineando i progressi fatti verso il raggiungimento degli obiettivi di massima occupazione e inflazione al 2 per cento. Tuttavia “i segni recenti di un rallentamento della creazione di posti di lavoro richiedono attenzione”. Yellen ha citato esplicitamente le condizioni richieste per un rialzo: “se i dati in arrivo saranno coerenti con un rafforzamento delle condizioni del mercato del lavoro e con progressi dell’inflazione verso il 2%, come mi aspetto, ulteriori graduali aumenti del tasso dei fed funds saranno probabilmente appropriati”. Yellen non modifica quindi il suo giudizio complessivamente positivo dell’evoluzione attesa, ma riconoscel’insorgere di incertezza generata da un employment report “deludente”. Secondo Yellen comunque, sebbene i dati di maggio siano nell’insieme un campanello che non si deve ignorare, “non bisogna mai attribuire troppa importanza a nessun singolo rapporto mensile”, anche perché altri indicatori del mercato del lavoro continuano a essere più positivi.

In conclusione, “il rapporto mensile sul mercato del lavoro è un indicatore importante e quindi dovremo seguire gli sviluppi del mercato del lavoro attentamente”, per valutare se il rallentamento della creazione di lavoro di maggio è “un presagio di un persistente rallentamento futuro dell’economia nel suo complesso”. Yellen ha dato comunque la sua opinione: “parlando per me stessa, anche se l’economia recentemente è stata colpita da un misto di forze contrastanti, vedo buone ragioni per aspettarsi che quelle positive prevalgano (..) e che il tasso dei Fed Funds dovrà probabilmente continuare a salire gradualmente”. Come era già ovvio dopo i dati di venerdì, un rialzo a giugno è fuori questione: luglio può restare sul tavolo, ma a condizione che le informazioni del prossimo employment report siano in miglioramento e segnalino che la frenata di maggio è un punto debole e non l’inizio di una serie.

Bullard (St Louis Fed) ha detto che, pur mantenendo una “mente aperta”, si sta orientando a essere contrario a un eventuale rialzo dei tassi a giugno, sulla scia delle informazioni recenti dal mercato del lavoro.